E tu lo sapevi che spesso non è “sfortuna”, ma un simbolo preciso sull’etichetta che stai sottovalutando? Il più pericoloso, in assoluto, è la vaschetta con la mano: significa lavaggio a mano (o, tradotto nella vita vera: niente lavatrice normale, niente centrifughe aggressive, niente acqua calda). Se quella mano c’è e tu fai finta di niente, la lana ti punisce. Subito.
Perché la lana infeltrisce e come lavarla senza rovinare il capo
Te la spiego in modo chiaro: la lana è fatta di cheratina e ogni fibra ha una specie di “squame” microscopiche sulla superficie (la cuticola). Quando metti insieme calore nella combinazione movimento/attrito insieme agli sbalzi di temperatura (e spesso anche detergenti troppo aggressivi o alcalini), quelle squame si incastrano tra loro e il tessuto “si chiude”: è l’infeltrimento. E no, non è come una macchia: una volta che succede, non lo “sciogli” più. È per questo che l’etichetta non è un capriccio del brand: è un manuale di sopravvivenza per la fibra.
Se vedi la mano nella vaschetta, fai così (davvero, ti salva i maglioni):
- Usa acqua fredda o tiepida (massimo 20–30 gradi) e tienila sempre della stessa temperatura anche nel risciacquo: gli shock termici sono micidiali.
- Scegli un detergente specifico per lana (delicato, non sgrassante): l’idea non è “pulire a forza”, è rispettare la fibra.
- Immergi e muovi pochissimo: niente strofinare, niente “sfregatina sulle macchie” come faresti con il cotone.
- Strizza pressando, mai torcendo: la torsione è attrito + stress meccanico, cioè il combo perfetto per infeltrire.
E se sull’etichetta vedi anche altri segnali “critici” (tipo centrifuga forte sconsigliata, asciugatrice vietata, o temperature alte), prendili sul serio: sono spesso la seconda causa di disastri dopo la lavatrice.