Dress code da spiaggia, il galateo del mare che nessuno ti ha mai spiegato

C’è chi arriva in spiaggia in infradito e costume da bagno, e chi sfila con abiti da cocktail e gioielli. La verità sta nel mezzo, e dipende dal contesto. La spiaggia libera, quella attrezzata e il beach club hanno regole diverse, spesso non scritte ma chiare per chi frequenta l’ambiente.

L’errore più comune è confondere la comodità con la trasandatezza: il costume da bagno bagnato al bar dello stabilimento, i piedi nudi nel ristorante sul mare, il copricapo da doccia indossato per tutto il giorno. Il dress code da spiaggia non è un codice rigido, ma un insieme di buon senso e rispetto per gli altri.

In spiaggia pubblica, l’abbigliamento minimo è il costume (intero o bikini), ma per spostarsi al bar o al bagno è buona norma indossare un copricostume asciutto (pareo, camicia leggera, tunica). I bambini hanno più libertà, gli adulti no.

Beach club e lidi attrezzati: il livello di eleganza sale (e il costume da solo non basta)

Nei lidi attrezzati, specialmente quelli di fascia media e alta, il costume da bagno va indossato esclusivamente sulle sdraio e in acqua. Per pranzare al ristorante, bere un aperitivo al bar o passeggiare tra i lettini, è richiesto un copricostume asciutto. Non serve l’abito da sera, ma una camicia di lino, un pareo ampio, un prendisole leggero o un shorts pulito. Le infradito vanno bene, ma non quelle da doccia consumate.

I piedi nudi sono accettabili solo sulla sabbia, non al ristorante. Gioielli vistosi e tacchi alti sono fuori luogo: la spiaggia è pur sempre sabbia e vento. I costumi da bagno molto succinti (tipo perizoma) sono tollerati ma non ovunque; in alcuni beach club di lusso vengono espressamente vietati. La regola d’oro è osservare quello che fanno gli altri e adeguarsi. In caso di dubbio, meglio un copricostume in più che uno in meno.

Cosa non si deve mai indossare in spiaggia (e cosa invece è sempre sbagliato)

Ci sono capi che non dovrebbero mai varcare il confine tra casa e mare. I jeans, anche tagliati, in spiaggia sono un errore: assorbono sabbia e diventano pesanti e scomodi. I vestiti da lavoro o formali (giacca, camicia a maniche lunghe, cravatta) sono ridicoli sulla sabbia, a meno di un matrimonio in riva al mare. La biancheria intima non è un costume da bagno: slip e reggiseno in tessuto non idrorepellente diventano trasparenti da bagnati e non proteggono dai raggi UV.

I calzini con le infradito, infine, sono un crimine di stile che nessuna moda potrà mai redimere. Per gli uomini: il costume da bagno non va indossato come pantaloncini da città, e le magliette bagnate addosso per ore favoriscono irritazioni. Per le donne: i top senza reggiseno integrato sono scomodi e spesso poco coprenti. La spiaggia è un luogo di relax, ma non di sciatteria. Un minimo di cura (un copricostume pulito, un paio di ciabatte decenti, una borsa che non sia un sacco della spazzatura) fa la differenza tra chi frequenta il mare con rispetto e chi lo tratta come un prolungamento del proprio salotto disordinato. E il galateo della spiaggia, alla fine, non è una questione di etichetta, ma di buon gusto. E di buon gusto, ce n’è sempre troppo poco.