Displasia dell'anca nel neonato: sintomi, cause e cure

La displasia dell'anca nel neonato è un'alterazione congenita dell'articolazione tra bacino e femore, che può comportare gravi conseguenze posturali se non trattata in tempo. Scopriamone i sintomi, le cause e le cure.

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La displasia dell’anca nel neonato, anche nota come lussazione dell’anca, è un’alterazione congenita dell’articolazione tra bacino e femore, che può comportare gravi conseguenze posturali e di locomazione se non individuata in tempo. La displasia non va affatto sottovalutata, è infatti una delle alterazioni dello scheletro più diffuse nel primo anno di vita, in particolare tra i neonati di sesso femminile. Scopriamo insieme i sintomi, le cause e le cure.

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Sintomi

Tra i sintomi della displasia dell’anca nel neonato si annoverano una diminuzione del volume della gamba, l’accorciamento dell’arto affetto nel passaggio dalla posizione supina a quella seduta mantenendo le ginocchia estese, infine il segno dello scatto in uscita e in entrata. Non è possibile diagnosticare questi sintomi senza ricorrere alla cosiddetta Manovra di Ortolani, che può essere eseguita solo da mani esperte.

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Cause

Questo disturbo si verifica durante lo sviluppo del feto in gravidanza ed è dovuto a uno scorretto posizionamento della testa del femore, ovvero l’osso della coscia, che non combacia nel modo giusto con l’acetabolo, la cavità del bacino che deve accoglierlo. In realta questo problema è presente in tutti i neonati, ma dovrebbe risolversi naturalmente entro i primi mesi di vita. Se la maturazione dell’anca nel bambino avviene troppo lentamente, e se la displasia non viene corretta in tempo, può provocare postura errata, a volte permanente e invalidante, nonchè micro-lussazioni.

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Tra le cause della displasia dell’anca si annoverano la scorretta posizione del feto nell’utero, che può incidere moltissimo sul normale sviluppo delle anche, e la predisposizione genetica. In quest’ultimo caso c’è da precisare che l’alterazione può trasmettersi anche in forma passiva attraverso le varie generazioni, senza che i genitori ne abbiano sofferto in prima persona. Si è inoltre riscontrata una maggiore incidenza del problema in alcune aree geografiche piuttosto che in altre, al momento la displasia risulta infatti più diffusa in Emilia-Romagna e in Lombardia.

Cure

La displasia dell’anca nel neonato può essere individuata durante la prima visita successiva alla nascita grazie alla cosiddetta Manovra Ortolani, che però consente di individuare solo i casi più gravi. Dopodichè si passa all’ecografia delle anche, rapido esame da eseguire entro il quarto mese di vita. Se l’esito è positivo, si deve immediatamente ricorrere ai ripari, che varieranno in base ai diversi gradi di displasia dell’anca nel neonato.

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Nei casi più lievi si consiglia di far tenere al bambino le gambine il più possibile divaricate, mettendolo spesso a cavalcioni sul fianco oppure facendogli indossare pannolini sovrapposti. Se la displasia è di media o grave entità e viene diagnosticata entro il primo mese di vita, si consiglia l’acquisto di appositi divaricatori di plastica a mutandina, da indossare sopra il pannolino. I tutori per displassia dell’anca fissi vanno invece indossati per vari mesi e sono prescritti solo in casi gravi, diagnosticati oltre i 4 mesi di vita. Ovviamente i bambini che soffrono di questo problema devono essere sottoposti a controlli ecografici periodici.

Parole di Laura De Rosa

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