Il ritorno dalle vacanze può trasformarsi in un passaggio più difficile del previsto: malinconia, irritabilità, stanchezza e difficoltà a riprendere i ritmi abituali sono alcuni dei segnali associati alla cosiddetta depressione post vacanza.
Le ferie finiscono, la sveglia torna a suonare presto e nel giro di poche ore si passa dalle giornate scandite dal riposo a quelle dominate da orari, impegni e responsabilità. È proprio questo cambiamento improvviso a poter provocare quello che viene comunemente definito stress da rientro o depressione post vacanze. Non si tratta generalmente di una vera e propria condizione clinica, ma di una reazione al passaggio da un periodo di relax alla normale routine quotidiana.
Il fenomeno può interessare persone di età ed esperienze lavorative differenti e manifestarsi in maniera molto soggettiva. C’è chi avverte soltanto un po’ di nostalgia per le ferie appena terminate e chi, invece, deve fare i conti con malinconia, ansia, stress, irritabilità, insonnia e una persistente sensazione di stanchezza. Il ritorno alle scadenze e ai ritmi abituali può infatti essere percepito come uno stacco particolarmente brusco rispetto alla libertà sperimentata durante le vacanze.
Perché tornare alla normalità può diventare così difficile
Durante un periodo di ferie cambiano molte delle abitudini che regolano la giornata. Si dorme spesso in orari diversi, diminuiscono gli impegni, aumentano le occasioni di svago e viene meno, almeno temporaneamente, la pressione esercitata dalle responsabilità professionali. Al ritorno, invece, bisogna nuovamente confrontarsi con appuntamenti, scadenze e programmi precisi. La sindrome da rientro nasce proprio dalla difficoltà di riadattarsi rapidamente a questo cambiamento, soprattutto quando il passaggio tra vacanza e lavoro avviene senza alcun periodo intermedio.
Riconoscere ciò che sta accadendo può essere già un passaggio importante. La malinconia successiva alle ferie non deve essere automaticamente confusa con una depressione clinica: la cosiddetta depressione post vacanza viene descritta soprattutto come uno stato emotivo e psicologico collegato al ritorno alle responsabilità quotidiane. L’intensità può variare notevolmente da una persona all’altra. Per qualcuno il disagio si esaurisce nel fastidio di ricominciare, mentre per altri il ritorno può tradursi in nervosismo, difficoltà a dormire, poca energia e una sensazione di disordine che rende più faticoso affrontare anche gli impegni abituali.
Il piccolo errore che può rendere il rientro ancora più pesante
Uno degli aspetti da considerare è la modalità con cui vengono organizzati gli ultimi giorni di ferie. Tornare da un viaggio la sera precedente alla ripresa del lavoro significa passare quasi senza transizione dalla vacanza agli impegni. Quando possibile, può essere utile programmare il ritorno uno o due giorni prima della ripresa dell’attività lavorativa. Questo intervallo permette di recuperare gradualmente gli orari consueti, sistemare la casa, occuparsi della valigia e prepararsi mentalmente alla nuova settimana. Anche un gesto apparentemente banale come disfare subito i bagagli può contribuire a ristabilire una percezione di ordine e normalità.
Il rientro, inoltre, non dovrebbe significare rinunciare improvvisamente a qualsiasi attività piacevole. Continuare a dedicare spazio al tempo libero può rendere meno netto il confine tra ferie e quotidianità: programmare qualcosa che si ama, concedersi momenti per sé e mantenere delle pause durante la giornata aiuta a non vivere settembre esclusivamente come il mese delle responsabilità ritrovate. Attività fisica, cura di sé e una routine progressivamente più regolare possono favorire il riadattamento dopo le vacanze. Muoversi, in particolare, permette anche di recuperare una struttura della giornata e di tornare gradualmente alla programmazione abituale, senza pretendere di ritrovare immediatamente gli stessi ritmi precedenti alla partenza.