È il segnale più comune di una carenza di vitamina D, eppure molti lo ignorano, attribuendolo allo stress o al cambio di stagione. Quando i livelli di questa vitamina scendono troppo, il corpo manda messaggi che spesso vengono liquidati come “normale stanchezza”.
Muscoli che perdono tonicità, articolazioni che dolgono anche nei movimenti più semplici, un malessere generale che non si riesce a spiegare. Questi i primi veri campanelli d’allarme, e più la carenza si aggrava, più i sintomi diventano evidenti.
I segnali che nessuno collega alla vitamina D
C’è chi inizia a perdere capelli più del solito, notando la chioma meno folta e più fragile. La ricerca lo conferma: la vitamina D stimola la crescita dei follicoli, e la sua carenza è stata osservata in pazienti con forme di diradamento e alopecia. Il sistema immunitario, poi, si indebolisce. I raffreddori diventano più frequenti, le infezioni respiratorie arrivano a ripetizione. La pelle può diventare secca e pruriginosa. E poi c’è l’umore: la vitamina D è coinvolta nella produzione di serotonina, il neurotrasmettitore che regola il buonumore. Quando manca, arrivano irritabilità, tristezza, apatia, in alcuni casi veri e propri episodi depressivi. Non si tratta di suggestione: è biochimica.
Il sole, l’alimentazione e il test che toglie ogni dubbio
La causa è quasi sempre la stessa: poca esposizione al sole. L’organismo produce vitamina D quando la pelle viene a contatto diretto con i raggi UVB, ma trascorrere gran parte del tempo in ambienti chiusi, vivere in regioni poco soleggiate o usare sempre filtri solari molto alti riduce drasticamente la sintesi. Anche l’età avanzata, l’obesità e alcune patologie come la celiachia possono influire.
Bastano piccoli accorgimenti per prevenire la carenza: esporsi al sole qualche minuto al giorno su viso, braccia e gambe, possibilmente nelle ore centrali e senza protezione, e integrare nella dieta pesci grassi, tuorlo d’uovo e alimenti fortificati. Se i sintomi persistono, un semplice esame del sangue misura i livelli di 25-idrossivitamina D. I valori ottimali si aggirano tra 30 e 100 ng/mL; sotto i 10 ng/mL si parla di carenza grave.