L’acqua residua all’interno del fusto, a contatto con il calore, si trasforma in vapore e provoca le cosiddette “bolle” che danneggiano la fibra in modo irreversibile. Un’altra accortezza fondamentale è la scelta della temperatura: per capelli fini e danneggiati, 150-160°C sono più che sufficienti; per capelli spessi o ribelli si può salire fino a 180-190°C, ma mai oltre i 200°C, soglia oltre la quale la cheratina subisce un danno termico permanente.
L’errore più comune è impostare la temperatura massima pensando che sia più efficace: non è così, e il capello lo paga.
I termoprotettori non sono tutti uguali
I termoprotettori sono essenziali, ma vanno scelti con cura e applicati correttamente. I migliori contengono siliconi volatili che evaporano con il calore creando una barriera, o polimeri che avvolgono il capello riducendo l’impatto termico. L’olio di cocco o di argan, applicato in minima quantità sulle lunghezze prima della piastra, può ridurre il danno termico e donare lucentezza.
Attenzione però a non esagerare con la quantità, altrimenti il capello risulta unto e appesantito. L’olio di ricino, più denso, va usato solo come trattamento notturno, non prima della piastra. La cheratina liquida, in fiale o spray, è un altro alleato: va applicata dopo lo shampoo e prima dell’asciugatura, per rinforzare il capello e renderlo più resistente al calore. Anche la vitamina E e gli oli essenziali, come quello di lavanda o di rosmarino, possono essere aggiunti ai prodotti per capelli per potenziare l’effetto protettivo e nutriente. L’errore più comune è applicare il termoprotettore su capelli asciutti subito prima della piastra: andrebbe applicato su capelli umidi e distribuito bene con un pettine.
La regola del passaggio unico: ogni ciocca si stira una volta sola (e la prevenzione inizia dal phon)
Per chi usa la piastra quotidianamente, la prevenzione si gioca anche nella fase di asciugatura. Asciugare i capelli con il phon a una temperatura media, senza tenere l’aria troppo vicina al cuoio capelluto, e con la bocchetta orientata verso le punte, riduce lo stress termico prima ancora di passare alla piastra. Inoltre, è importante non passare la piastra più di una volta sulla stessa ciocca: ogni passaggio inutile aggiunge stress e secca il capello.
La regola pratica è: un passaggio lento e deciso, non più di 2-3 secondi per ciocca. Una volta a settimana, un impacco nutriente a base di olio di cocco e miele, lasciato in posa per almeno 20 minuti prima dello shampoo, aiuta a riparare i danni e a mantenere i capelli morbidi e lucenti. La piastra non è il nemico, ma va trattata con rispetto. Con qualche accorgimento, i capelli resteranno sani anche dopo mille stirate. Perché il calore, se usato con consapevolezza, non è una minaccia, ma uno strumento. E come tutti gli strumenti, va maneggiato con cura. E con la giusta protezione.