Per quanto il bollo auto sia una tassa odiata e considerata inutile bisogna pagarlo entro la scadenza per evitare spese ancora più onerose. Gli italiani chiedono da tempo l’eliminazione del bollo e seppure nelle fasi precedenti alle elezioni questa possibilità sia stata sostenuta non è mai andata in porto.
Nel 2026 ci saranno cambiamenti relativi al bollo auto ma non saranno quelli sperati dagli automobilisti. Per i veicoli di nuova immatricolazione non ci sarà più la possibilità di rateizzare il pagamento, i proprietari dovranno necessariamente versare l’intera cifra in un’unica soluzione. Inoltre saranno uniformate le scadenze. Il versamento annuale si pagherà entro l’ultimo giorno del mese successivo l’immatricolazione.
A queste novità se ne aggiunge un’altra, forse la più significativa. Il bollo auto si dovrà pagare anche per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo. La tassa, infatti, riguarda la proprietà del mezzo, non la sua circolazione. Niente più esenzione, dunque, per la macchina ferma in garage. Nulla cambierà, invece, in merito alle conseguenze qualora il bollo auto non dovesse essere pagato. Ad occuparsi della riscossione l’Agenzia delle Entrate.
Cosa accade se si circola senza aver pagato il bollo auto
Non pagare il bollo auto comporta conseguenze legali e amministrative. Il pericolo più grande è il fermo amministrativo del mezzo che verrà tolto solo dopo che il debito verrà interamente pagato. Prima di arrivare al fermo, però, il cittadino avrà l’occasione di regolarizzare la propria posizione pagando quando dovuto con la maggiorazione degli interessi di mora e delle sanzioni applicate fin dal primo giorno di ritardo.

Il ravvedimento operoso è lo strumento a disposizione dell’automobilista per mettersi in regola entro un anno dalla scadenza. Trascorso questo periodo la Regione procederà con un accertamento e l’invio di un avviso di pagamento. Non solo, la sanzione diventerà molto onerosa ossia pari al 30% dell’importo della tassa. In più si dovranno aggiungere gli interessi di mora corrispondenti allo 0,5% per ogni semestre di ritardo. Superando i cinque anni di ritardo le conseguenze diventeranno ancora più gravi.
L’Agenzia delle Entrate potrebbe disporre, ad esempio, il sequestro del mezzo. Sapere di avere il debito nei confronti dell’AdE e non regolarizzare la propria posizione, dunque, significa accettare in caso di controlli di pagare sanzioni, interessi di mora e di rischiare il fermo dell’auto. Meglio evitare tutto questo attivando il promemoria utilizzando il servizio “RicordaLaScadenza” dell’ACI.