Quali analisi fare alla tiroide - Pourfemme.it
Il TSH, o ormone tireotropo, è prodotto dall’ipofisi e agisce come un “regolatore”: se la tiroide funziona poco (ipotiroidismo), il TSH sale per stimolarla; se funziona troppo (ipertiroidismo), il TSH scende. Ma da solo non basta per avere un quadro completo. Per una valutazione accurata, i medici chiedono anche il dosaggio degli ormoni tiroidei veri e propri, FT3 e FT4. La FT4 è il precursore, la FT3 è la forma attiva, quella che realmente agisce sul metabolismo. Analizzando insieme TSH, FT3 e FT4 si ottiene un’idea chiara di come sta lavorando la tiroide e, soprattutto, se l’eventuale terapia con levotiroxina (l’ormone sintetico) sta funzionando correttamente.
Ci sono poi gli esami che molti ignorano, ma che sono fondamentali per diagnosticare le patologie tiroidee autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto (la causa più comune di ipotiroidismo) e la malattia di Basedow-Graves (causa di ipertiroidismo). Si tratta del dosaggio degli anticorpi anti-tireoperossidasi (AbTPO) e anti-tireoglobulina (AbTg).
La presenza di questi anticorpi, spesso riscontrata in donne in età fertile e in chi ha una familiarità per malattie autoimmuni, indica un’infiammazione cronica della ghiandola che, nel tempo, può portare a una progressiva distruzione del tessuto tiroideo. Anche i livelli di anticorpi anti-recettore del TSH (TRAb) sono importanti, soprattutto per diagnosticare e monitorare la malattia di Basedow-Graves.
Oltre agli esami del sangue, il controllo annuale della tiroide non può prescindere da un’ecografia. Questo esame indolente e non invasivo permette di valutare volume, forma e struttura della ghiandola e di individuare eventuali noduli, che sono estremamente comuni nella popolazione generale. L’ecografia è consigliata soprattutto in presenza di familiarità per patologie tiroidee, di alterazioni degli ormoni o di sintomi come gonfiore al collo e difficoltà a deglutire. Una volta all’anno è sufficiente per chi ha una tiroidite autoimmune accertata o noduli benigni sotto controllo.
Per le persone sane, senza sintomi né familiarità, non c’è invece un obbligo di screening annuale: il medico valuterà caso per caso, anche perché il TSH tende ad aumentare fisiologicamente con l’età. In ogni caso, la regola d’oro è affidarsi al proprio medico curante che, conoscendo la storia clinica del paziente, potrà indicare la periodicità più appropriata per i controlli.