Scarpe e tacchi, il dolore ai piedi è tutta colpa del peso

Una domanda che poniamo spesso a un’altra donna è la seguente: “Ma tu come fai con i tacchi?”. Bisogna imparare a sceglierli. Perché i tacchi non sono tutti uguali e non vanno bene per ogni situazione, esattamente come non useresti una spatola per montare le uova o una frusta per stendere la pasta.

C’è il tacco per la cerimonia, quello per la cena di lavoro, quello per la sera con le amiche. E poi c’è il tacco che sembra bello ma ti uccide dopo dieci minuti. La differenza sta nell’occasione e nell’outfit, certo, ma anche in qualcosa di più profondo: il bilanciamento. Come in pasticceria, dove ogni ingrediente deve stare al suo posto per non far crollare la torta, così il piede deve trovare il suo equilibrio su quel sottile sostegno.

Il peso conta anche quando indossi le scarpe… ma non come credete

Quando dico che il dolore ai piedi con i tacchi è colpa del peso, non intendo quello che pensate. Non è questione di qualche chilo in più o in meno. È questione di distribuzione. Indossare un tacco alto modifica completamente l’asse del corpo: il peso che di solito si scarica su tutto il piede finisce per concentrarsi sull’avampiede. Parliamo di una pressione che può aumentare anche del 70-80% rispetto a quando si cammina con le scarpe basse.

Se poi il tacco è particolarmente sottile o la scarpa è troppo stretta, la situazione peggiora. Il piede viene schiacciato in uno spazio che non è il suo, le dita si comprimono, il peso non trova appoggio. In chimica esiste un principio simile: quando una sostanza è sottoposta a troppa pressione in un punto solo, si rompe. Il nostro corpo funziona allo stesso modo. Il dolore non arriva per caso, è un segnale che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

La tecnica per camminare senza soffrire sui tacchi

Allora come si fa? La tecnica giusta esiste e non è complicata. Prima di tutto, il momento dell’appoggio. Quando camminate con i tacchi, dovete immaginare di appoggiare il piede come se doveste stampare un’impronta: primo il tallone, poi la pianta, infine la punta. Sembra banale, ma molte per fretta battono il piede tutto insieme e il risultato è un impatto secco che si riverbera su ginocchia e schiena.

Poi c’è la postura. Tenere la schiena dritta, le spalle indietro, lo sguardo in avanti. Non è solo una questione estetica: se vi incurvate, il peso si sposta in avanti e carica ancora di più le punte. Il bacino deve essere in asse, come quando bilanciate una teglia in forno per far lievitare uniformemente.

Infine, i muscoli. Chi indossa spesso i tacchi sviluppa naturalmente una muscolatura diversa, ma chi li mette solo occasionalmente può aiutarsi con qualche esercizio. Rafforzare i polpacci e la pianta del piede, magari camminando scalzi in casa o facendo stretching la sera, aiuta a reggere meglio lo sforzo. E se proprio il dolore diventa insopportabile, ascoltate il vostro corpo.