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Occhiali da sole, la forma del viso conta, ma la vera scelta è un’altra

La scelta di un paio di occhiali da sole non è solo una questione di estetica, ma di fisica della luce e di chimica delle lenti. I raggi ultravioletti, UVA e UVB, sono radiazioni che il cristallino e la retina subiscono ogni volta che ci esponiamo al sole.

na protezione inadeguata non causa solo fastidi immediati come l’abbagliamento, ma può portare a danni cumulativi nel tempo, dalla cataratta alla degenerazione maculare. Per questo la scelta non può essere casuale.

La forma del viso non è un limite, è la chiave (e la regola d’oro è il contrasto)

Il primo filtro per orientarsi tra migliaia di modelli è la forma del viso. La regola d’oro, che i professionisti dell’ottica applicano da sempre, è una: la montatura deve andare nella direzione opposta rispetto alla forma del viso per creare un equilibrio armonioso. Un viso rotondo, con linee morbide, chiede angoli: meglio montature rettangolari o squadrate che allungano il volto.

Un viso squadrato, con mascella marcata, si ammorbidisce con forme tonde o ovali. Il viso ovale, considerato il “jolly”, si adatta a quasi tutto, ma attenzione a non esagerare con dimensioni troppo piccole o troppo grandi. L’importante è che la montatura non contrasti con i tratti naturali, ma li valorizzi.

La protezione UV non si vede ma è l’unica cosa che conta davvero

La bellezza di un occhiale da sole è vana se le lenti non offrono una protezione adeguata. Il parametro da cercare è la scritta “UV400” o “protezione 100% UV“. Questo significa che le lenti bloccano tutti i raggi ultravioletti con lunghezza d’onda fino a 400 nanometri, coprendo sia UVA che UVB. Attenzione: una lente più scura non protegge di più. La protezione dipende dalla categoria del filtro solare, non dal colore. Le categorie vanno da 0 a 4. Per l’uso quotidiano, in città o al mare, le categorie 2 e 3 sono le più indicate.

La categoria 3 filtra tra l’80% e il 95% della luce visibile e offre una protezione totale dai raggi UV. La categoria 4, invece, è pensata per condizioni di luce estrema come l’alta montagna e non è omologata per la guida. Il colore delle lenti, poi, non è solo una scelta estetica: il grigio offre una percezione naturale dei colori, il marrone migliora il contrasto, il verde è indicato per gli ipermetropi.

Oltre alla protezione UV, esiste un’altra tecnologia che può fare la differenza: le lenti polarizzate. Queste lenti non si limitano a scurire la luce, ma filtrano i riflessi che arrivano da superfici orizzontali come l’asfalto, l’acqua o la neve. Il risultato è un comfort visivo superiore, con meno abbagliamento e una percezione più nitida dei dettagli. Sono particolarmente indicate per chi guida spesso, per chi pratica sport all’aperto o per chi trascorre molto tempo al mare o in montagna. Esistono poi le lenti fotocromatiche, che si scuriscono o schiariscono in base alla luminosità ambientale, ideali per chi passa continuamente da interni a esterni.

Published by
Francesca Guglielmino