L’acqua frizzante torna al centro dell’attenzione per un possibile legame con la perdita di peso. Alcuni meccanismi possono influire sul senso di sazietà e sul metabolismo degli zuccheri, ma pensare che basti qualche bicchiere con le bollicine per dimagrire rischia di trasformare un dato interessante in una falsa promessa.
È fresca, dissetante e per molte persone decisamente più piacevole dell’acqua naturale. Ma negli ultimi tempi all’acqua frizzante è stata attribuita anche una proprietà ben più sorprendente: quella di aiutare a perdere peso. Alla base di questa convinzione c’è anche una ricerca pubblicata nel 2025 che ha esaminato gli effetti dell’acqua gasata sul metabolismo. Il punto centrale è capire se l’acqua frizzante faccia davvero dimagrire oppure se i suoi possibili effetti siano troppo piccoli per incidere concretamente sulla bilancia. A fare chiarezza è la dietista Nunzia Zagaria, che distingue tra i meccanismi osservati e ciò che può realmente accadere nella vita quotidiana.
Il tema è interessante perché l’anidride carbonica presente nell’acqua frizzante non si limita a creare le caratteristiche bollicine. Una volta bevuta, può determinare alcuni effetti nell’organismo, compresa una maggiore distensione dello stomaco. Inoltre, lo studio preso in esame ha approfondito il possibile rapporto tra acqua gasata e metabolismo glucidico. Bere acqua frizzante può quindi produrre effetti fisiologici reali, ma questo non significa automaticamente ottenere una perdita di peso significativa. È proprio questa differenza a essere fondamentale quando si parla di alimentazione: un fenomeno misurabile dal punto di vista biologico non sempre si traduce in un risultato visibile sulla bilancia.
Cosa succede davvero al corpo quando arrivano le bollicine
Uno degli aspetti analizzati riguarda il metabolismo del glucosio. Secondo quanto spiegato dalla dietista, l’anidride carbonica assorbita con l’acqua gasata potrebbe favorire l’attivazione della glicolisi, il processo attraverso il quale le cellule utilizzano il glucosio per produrre energia. In particolare, i globuli rossi potrebbero utilizzare una quantità leggermente maggiore di glucosio. Il consumo di acqua frizzante potrebbe dunque aumentare in misura limitata l’utilizzo degli zuccheri e delle calorie, ma l’entità del fenomeno è l’elemento decisivo: non basta che un meccanismo esista perché sia abbastanza importante da determinare un dimagrimento apprezzabile.
C’è poi un secondo effetto, molto più facile da percepire senza bisogno di strumenti scientifici. Bevendo acqua frizzante, il gas provoca una maggiore distensione delle pareti dello stomaco rispetto all’acqua naturale. In parole semplici, lo stomaco tende momentaneamente a riempirsi e dilatarsi di più. Questa sensazione può contribuire ad aumentare la sazietà e, in alcune persone, a ridurre temporaneamente la fame. L’effetto più concreto dell’acqua frizzante potrebbe quindi riguardare il senso di pienezza più che un vero aumento del consumo calorico. Anche in questo caso, però, la risposta può variare da persona a persona e non rappresenta una strategia dimagrante autonoma.
Il dettaglio che cambia tutto prima di riempire il bicchiere
Le evidenze disponibili, infatti, non permettono di considerare l’acqua frizzante una bevanda dimagrante. La dietista Nunzia Zagaria sottolinea come i risultati delle ricerche sulla relazione tra acqua gasata e perdita di peso non siano abbastanza solidi e possano risultare anche contraddittori. In uno studio condotto su 46 adulti, per esempio, la sostituzione quotidiana di mezzo litro di acqua naturale con la stessa quantità di acqua frizzante è stata associata a una perdita media di circa 0,72 chilogrammi nell’arco di 12 settimane. Il numero ridotto dei partecipanti, tuttavia, rappresenta un limite importante. Altre ricerche hanno rilevato un aumento del volume gastrico dopo il consumo di bevande gassate senza osservare differenze significative sul peso. Le bollicine possono quindi contribuire alla sazietà, ma non esistono prove sufficienti per attribuire loro un vero effetto dimagrante. Per perdere peso restano determinanti l’alimentazione complessiva, l’equilibrio energetico e uno stile di vita attivo.
C’è infine un aspetto che spesso passa inosservato quando si decide di aumentare il consumo di acqua frizzante nella speranza di controllare l’appetito. Non tutti la tollerano allo stesso modo. Il gas può accentuare la distensione addominale e risultare poco adatto a chi presenta sensibilità gastrica, reflusso gastroesofageo, gastrite, meteorismo, tensione addominale o disturbi come la sindrome dell’intestino irritabile. Per chi invece la tollera bene, un bicchiere prima del pranzo o della cena può eventualmente aumentare la sensazione di pienezza e aiutare a presentarsi a tavola con meno fame. L’acqua frizzante può essere una normale alternativa all’acqua naturale e avere un piccolo ruolo nella gestione della sazietà, ma non è una scorciatoia per perdere peso. L’aspetto davvero importante rimane una corretta idratazione durante la giornata, scegliendo il tipo di acqua che si riesce a bere con maggiore regolarità e inserendolo all’interno di abitudini alimentari equilibrate.