La piattaforma di Meta è diventata quella tappezzeria emotiva che accompagna le pause, le attese, i momenti di solitudine. E come tutto ciò che entra a far parte della nostra quotidianità, quando cambia, lo sentiamo sulla pelle.
Da anni assistiamo alle trasformazioni dell’applicazione. Prima le storie, poi i Reels, poi i link nelle note. Ma quello che sta accadendo in queste settimane è diverso. Non è un ritocco. È una mutazione profonda, destinata a ridefinire il modo in cui consumiamo contenuti.
Il regno dei Reels su Instagram!
Basta aprire l’applicazione per capirlo: i video brevi dominano su tutto. I Reels hanno spostato le foto statiche, hanno conquistato la scheda Esplora e sono diventati il formato preferito dall’algoritmo. I brand lo sanno, i creator lo vivono sulla propria pelle, noi utenti lo accettiamo con la stessa naturalezza con cui accettiamo che il sole sorge al mattino.
Ma la novità che sta arrivando in questi giorni va oltre. Instagram sta testando una riprogettazione che aprirebbe l’applicazione direttamente su un flusso infinito di Reels, saltando il feed tradizionale. Le storie resterebbero in alto, come quel parente che c’è sempre, ma il protagonista assoluto diventerebbe il video verticale, continuo, ipnotico. Contemporaneamente, è stata introdotta la funzione “Your Algorithm“, che consente di scegliere tre temi di interesse prioritario per personalizzare ciò che si vedrà nel 2026. Non è più solo l’algoritmo a decidere: ora anche noi possiamo addestrarlo.
Arriva la rotazione automatica
E poi c’è il dettaglio che sembra minore ma non lo è. La funzione che sta attivandosi in questi giorni si chiama rotazione automatica, o auto-scroll. Fino a ieri, per passare da un video all’altro bisognava sfiorare lo schermo. Un gesto minimo, quasi impercettibile, ma volontario. Con la nuova funzione, al termine di un Reel, l’applicazione va avanti da sola al successivo.
Per attivarla basta aprire un video, toccare i tre puntini e selezionare “Rolagem automática” o “Auto-scroll”. Da quel momento, l’esperienza diventa fluida, continua, quasi liquida. L’utente non decide più quando passare al contenuto successivo: il contenuto si sussegue da solo, in un loop infinito pensato perché non si voglia mai smettere. È la televisione che abbiamo sempre sognato, ma senza telecomando. E senza pausa.