Una sera d’estate, una manciata di ore prima del 30 giugno: musica bassa, risate, candeline pronte. Su Instagram passa veloce una festa anticipata. È il compleanno di Eleonora Abbagnato, e la sua vita — tra palco, disciplina e affetti — sembra ancora danzare in perfetto equilibrio.
Compie 48 anni Eleonora Abbagnato. Ex étoile dell’Opéra di Parigi, oggi Direttrice del Teatro dell’Opera di Roma, continua a muoversi con quella calma vigile di chi conosce bene il proprio tempo. Nelle Stories di Instagram arriva un party serale, giocato d’anticipo: nulla di eccessivo, solo l’idea, chiara, che festeggiare è anche un modo per fermare il ritmo. I dettagli restano privati, com’è giusto. Ma bastano pochi frame per intuire la cifra: ordine, prossimità, calore.
Nata a Palermo il 30 giugno 1978, la Abbagnato comincia presto: studi severi, chilometri macinati, sale prova che odorano di resina e fatica. L’approdo all’Opéra di Parigi è il passaggio che cambia tutto. Nel 2013 la nomina a étoile corona una carriera costruita pezzo per pezzo, con titoli del grande repertorio e ruoli firmati da coreografi di primo piano. È una prova di merito, prima che di talento: chi l’ha vista in scena conosce quella presenza magnetica, quel modo di “pulire” ogni gesto.
C’è anche l’Italia televisiva: nel 2009 calca il palco del Festival di Sanremo, una parentesi pop che non scalfisce, anzi amplifica, la sua identità artistica. Poi il ritorno al cuore: la direzione del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, che guida da anni con un’idea precisa di qualità, apertura internazionale, formazione dei giovani. Programmazioni fitte, nuovi titoli in repertorio, ospiti di peso. Risultato misurabile: sale più piene, attenzione costante della stampa, un pubblico che torna.
Eleonora vive una famiglia allargata con il marito, l’ex calciatore Federico Balzaretti: quattro figli in casa, età diverse, impegni intrecciati. Qui entrano in gioco le “regole ferree” di cui lei parla spesso: non rigidità fine a se stessa, ma disciplina come forma d’amore. Orari definiti, responsabilità condivise, priorità chiare tra scuola, sport e riposo. È il metodo della danza applicato alla vita quotidiana: il rigore non toglie, protegge.
A volte ce lo dimentichiamo: senza struttura, l’energia si disperde. Eleonora lo sa. L’ha imparato in sala, lo pratica a casa. E nel mezzo c’è l’amore, che tiene insieme il resto: la città che accoglie, Roma; i rientri tardi; gli zaini da preparare; il silenzio prima di una prima, che somiglia al silenzio di certi lunedì mattina.
Il compleanno di quest’anno, annunciato con un brindisi leggero sui social, ha il sapore delle cose riuscite. Non ci sono numeri clamorosi né effetti speciali da raccontare. C’è una donna di 48 anni che continua a scegliere il proprio centro: la danza, il lavoro ben fatto, la famiglia custodita con fermezza. Un equilibrio che non nasce dal caso, ma da un allenamento quotidiano.
Forse la domanda giusta, oggi, non è “come si fa a tenere tutto insieme?”, ma “quale passo viene prima?”. Eleonora sembra averlo deciso da tempo: prima il tempo, poi il passo. E mentre le candeline si spengono, resta quella luce piccola e testarda che accompagna ogni ripartenza: la stessa che, in teatro, si accende quando il sipario sta per salire.