Il problema sono le ore centrali (11-16), quando i raggi UVB sono più intensi e il rischio di scottature e colpi di calore aumenta. Inoltre, la pelle in gravidanza è più sensibile e soggetta a melasma (le cosiddette “maschere gravidiche”), quindi la protezione solare va scelta con cura. Meglio un SPF 50+ ad ampio spettro, da applicare mezz’ora prima dell’esposizione e da riapplicare ogni due ore e dopo ogni bagno.
Idratazione e alimentazione: le due parole d’ordine contro il caldo
La donna incinta ha un fabbisogno di liquidi maggiore rispetto a una donna non in gravidanza, perché il volume ematico aumenta e il corpo trattiene più acqua. Al mare, con il caldo e la sudorazione, il rischio di disidratazione è concreto. Bere almeno 2-3 litri d’acqua al giorno, anche se non si ha sete, è fondamentale. L’errore più comune è bere solo quando si ha sete, ma a quel punto la disidratazione è già iniziata.
Via libera a frutta fresca (anguria, melone, pesche) e a spremute senza zucchero, ma senza esagerare con i succhi industriali pieni di zuccheri. Anche l’alimentazione va curata: pasti leggeri e frequenti (ogni 3 ore) per evitare i picchi glicemici e la nausea. Niente cibi crudi (pesce, carne, uova) sulla spiaggia, perché il caldo favorisce la proliferazione batterica.
I divieti veri: colpi di calore, movimenti bruschi e postura errata
Ci sono alcune attività che vanno evitate durante la gravidanza in spiaggia. I bagni troppo prolungati possono causare un abbassamento della pressione e affaticamento. Meglio fare più bagni brevi che uno solo lungo. Attenzione ai tuffi e agli scivoli in acqua: i movimenti bruschi e gli impatti con l’acqua possono essere pericolosi, soprattutto nell’ultimo trimestre. La posizione sdraiata sulla schiena è sconsigliata dopo il quarto mese, perché il peso dell’utero può comprimere la vena cava e ridurre il flusso sanguigno al cuore e al feto. Meglio sdraiarsi su un fianco, possibilmente sinistro, o usare un telo che permetta una posizione semi-seduta. Se si avverte capogiro, nausea, contrazioni o perdite di liquidi, uscire subito dall’acqua e consultare un medico.
La spiaggia in gravidanza non è vietata, ma va vissuta con consapevolezza e senza eccessi. Con le giuste precauzioni, il mare sarà un’alleata preziosa per le gambe gonfie, per il relax e per l’umore. E il bambino, nel frattempo, ascolterà il rumore delle onde. Un buon inizio per chi sta per nascere.