Questo significa che un bambino può disidratarsi senza accorgersene, e il colpo di calore arriva in modo subdolo, spesso quando i genitori pensano che sia solo un po’ stanco. I segnali da non ignorare sono: pelle calda e asciutta (non sudata), respiro accelerato, irritabilità o al contrario letargia, occhi infossati. La regola d’oro è non aspettare che chieda da bere: offrire acqua ogni 20-30 minuti, anche se dice di non avere sete. Sotto i sei mesi, il latte materno o formulato è sufficiente, ma va offerto più spesso del solito.
Gli orari contano più della crema solare (e il cappello è obbligatorio)
Tra le 11 e le 16, il sole è allo zenit e i raggi UVB sono più intensi. In quelle ore, i bambini sotto i 3 anni non dovrebbero stare all’aperto esposti al sole. Se devono uscire, l’abbigliamento è la prima barriera: maglietta di cotone a maniche lunghe (meglio chiara, ma non necessariamente bianca), pantaloni lunghi leggeri, cappello a tesa larga che copra nuca e orecchie.
La crema solare va applicata mezz’ora prima dell’esposizione, SPF 50+, e va riapplicata ogni due ore (e dopo ogni bagno). Attenzione: la crema da sola non basta, va abbinata all’ombra e ai vestiti. Un errore comune è lasciare il bambino nel passeggino con la cappottina parasole chiusa: all’interno la temperatura può superare di 10-15 gradi quella esterna, creando un effetto serra pericoloso. Meglio usare il passeggino solo in movimento, e all’ombra.
L’acqua e la frutta: idratare con criterio, evitare le bibite zuccherate
Per i bambini sopra l’anno, l’acqua fresca (non ghiacciata) è la bevanda migliore. Le bibite zuccherate e i succhi di frutta dissetano meno e aumentano la sete per effetto osmotico. La frutta fresca (anguria, melone, pesche, albicocche) è un’ottima fonte di acqua e zuccheri naturali, ma non sostituisce l’acqua. I ghiaccioli fatti in casa con frutta frullata e acqua sono un modo divertente per idratare i bambini più grandicelli.
Un trucco per monitorare l’idratazione è controllare il colore delle urine: deve essere chiaro, quasi trasparente. Se è giallo scuro, il bambino è disidratato. Il colpo di calore non va sottovalutato: se la febbre supera i 39°C, il bambino è confuso o vomita, non si tratta di una semplice influenza, ma di un’emergenza medica. L’estate è bella se vissuta con consapevolezza. Proteggere i bambini dal caldo non significa tenerli chiusi in casa, ma insegnare loro a rispettare i ritmi del sole. E a bere, prima che sia troppo tardi.