Caffè durante la gravidanza, la moderazione è l’unica regola che conta

La prima cosa che si sente quando si scopre di essere incinte è: “il caffè lo devi togliere”. Ma raramente qualcuno spiega il perché. La caffeina attraversa liberamente la placenta e arriva al feto, che non ha gli enzimi per metabolizzarla.

Resta nel suo piccolo organismo molto più a lungo che nel corpo della madre. Studi hanno associato un consumo elevato di caffeina a un maggior rischio di aborto spontaneo, basso peso alla nascita e parto pretermine. Le linee guida internazionali raccomandano di non superare i 200 mg al giorno, l’equivalente di due tazzine di caffè espresso.

Il problema è che la caffeina non è solo nel caffè. Tè, coca cola, cioccolato fondente e bevande energetiche ne contengono quantità significative. Una tazza di tè nero arriva a 50 mg, una lattina di cola a 30-40 mg, una barretta di cioccolato fondente a 20-30 mg. Sommando tutto, il conto può salire in fretta senza nemmeno accorgersene. Per questo è fondamentale leggere le etichette e fare attenzione anche a ciò che sembra innocuo.

Gli effetti sulla mamma che nessuno considera

Oltre ai rischi per il feto, la caffeina influisce anche sul benessere della futura mamma. È un potente stimolante del sistema nervoso, e in un periodo in cui il corpo è già sottoposto a stress ormonale, può amplificare ansia, tachicardia e insonnia. Molte donne in gravidanza soffrono già di reflusso e nausea; la caffeina, irritando la mucosa gastrica, può peggiorare questi disturbi. Inoltre, ha un effetto diuretico che aumenta il rischio di disidratazione, già più alto in gravidanza a causa dell’aumento del volume ematico.

Infine, interferisce con l’assorbimento del ferro: se consumata insieme ai pasti, può ridurre l’assimilazione di questo minerale prezioso, aumentando il rischio di anemia, una condizione comune in gravidanza che può portare a stanchezza e complicazioni.

Come ridurre senza soffrire (e senza sensi di colpa)

Smettere di colpo è difficile. L’astinenza da caffeina può causare mal di testa, stanchezza e irritabilità, sintomi già comuni in gravidanza. Meglio ridurre gradualmente: mescolare caffè normale e decaffeinato, iniziando con proporzioni 50 e 50, fino ad arrivare al solo decaffeinato. Il decaffeinato di qualità, preferibilmente con metodo di decaffeinazione naturale ad acqua, è una buona alternativa. Anche l’orzo non contiene caffeina e ha un sapore che ricorda quello del caffè. Il tè verde è consentito ma con moderazione, perché contiene comunque caffeina.

Un’altra opzione è il tè al limone o la camomilla, che non hanno alcun effetto stimolante. La regola d’oro, in ogni caso, è parlarne con il proprio medico, che conosce la storia clinica e può dare indicazioni personalizzate. Perché ogni gravidanza è diversa, e la salute del bambino viene prima di ogni altra cosa.