Bonus nutrizionista e dietologo: il segreto nel tuo portafoglio per recuperare il 19%

In un’epoca storica in cui non si fa altro che parlare di bonus, soprattutto dopo l’annuncio del bonus animali, è giunto il momento anche di concentrarsi su un altro tipo di incentivo: il bonus etologo esiste? Come possiamo richiederlo?

È stato riscontrato nel corso degli ultimi anni che sono aumentate considerevolmente le spese degli italiani in ambito medico. Non si tratta soltanto del trattamento farmaceutico, ma anche della richiesta di interventi di medici specialisti che, magari un tempo, potevano rappresentare figure marginali nel quotidiano, come nel caso del dietologo.

Affidarsi a un dietologo o a un nutrizionista non vuol dire per forza seguire una dieta finalizzata alla perdita di peso, ma metterci nelle condizioni di poter acquisire un’educazione alimentare. I millennials, così come altre fasce della popolazione, in un certo modo sono “figli della fretta”: non c’è mai tempo per cucinare, non c’è mai tempo per un pasto ad hoc e, soprattutto, si tende a trascurare il valore nutrizionale di tanti alimenti che invece sono basilari.

In questo calderone, poi, rientrano anche coloro che hanno problematiche legate alle allergie alimentari: sono aumentati di gran lunga i casi di intolleranti al glutine, celiaci, ma anche intolleranti ai latticini e tanto altro ancora. Per muoverci in un quadro come questo, l’unica arma a nostra disposizione è affidarci a un professionista che possa aiutarci ad avere un approccio diverso all’alimentazione, tenendo conto anche dei casi di obesità grave oppure no.

Il nutrizionista oggi lo vogliono tutti, ma come risparmiare e rientrare nelle spese

Tenendo conto di quanto detto precedentemente, dunque, diventa importante capire come poter rientrare nei costi di uno specialista, come nel caso del nutrizionista, del dietologo oppure del gastroenterologo specializzato in nutrizione. Un ampio raggio di professionisti dell’alimentazione che possono aiutarci nel quotidiano.

Ci sono poi specialisti che operano prevalentemente in ambito privato, così come chi invece lavora nel pubblico e quindi è agganciato ad aziende ospedaliere e ASL.

Queste differenze sono importanti da tenere in considerazione perché, per quanto riguarda il privato, molto spesso siamo costretti a pagare il costo per intero della visita e della scheda alimentare che ci viene fornita, a meno che le prestazioni non siano mutuabili. Nel caso di dottori mutuabili o che invece operano nel pubblico, tra sistema sanitario e aziende ospedaliere, il pagamento può seguire altri standard: in quel caso facciamo riferimento al ticket o a quanto previsto dalla normativa.

Da un punto di vista di incentivo economico, dunque, bisogna capire cosa cambia e come poter rientrare effettivamente in una percentuale dell’investimento sostenuto.

Bonus nutrizionista come richiederlo - Pourfemme.it
Bonus nutrizionista come richiederlo – Pourfemme.it

Bonus dietologo: come richiederlo e in che percentuale?

Ma come si trasforma questa intenzione in un risparmio reale? Non serve rincorrere bonus fantasma o cliccare su portali governativi all’ultimo secondo. La verità è che il nostro “alleato” è già nel portafoglio, nascosto tra le pieghe della dichiarazione dei redditi. Le visite dal nutrizionista o dal dietologo, infatti, ci restituiscono un bel 19% sotto forma di detrazione nel Modello 730. Bisogna ricordare, poi, che la percentuale di riferimento estende a tutte le spese sanitarie riconosciute, e quindi anche qualora si tratti di un dietologo.

Per avere un quadro finanziario più ampio di quelle che sono le detrazioni, l’unico modo possibile è quello di parlare con il proprio commercialista oppure con un patronato/CAF di fiducia. Saranno loro a spiegarti quali sono gli effettivi parametri di richiesta della detrazione, come inserirla nel modello 730 e, soprattutto, come far riconoscere la spesa del medico nutrizionista o dello specialista in ambito nutrizionale.

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