Jasmine Carrisi interviene sul rapporto tra Al Bano e Romina Power, riaccendendo il dibattito sul dolore per la scomparsa di Ylenia.
Il legame tra Al Bano Carrisi e Romina Power torna a occupare il centro della scena mediatica, alimentando un confronto che affonda le radici in una delle vicende più dolorose della loro vita: la scomparsa della figlia Ylenia, avvenuta nel 1994 a New Orleans. A riaccendere i riflettori non sono stati soltanto i due protagonisti, ma anche la figlia Jasmine Carrisi, che ha deciso di intervenire pubblicamente per offrire una prospettiva più intima e personale.

Il confronto a distanza tra Al Bano e Romina
Tutto ha avuto origine dalle recenti dichiarazioni di Al Bano durante la trasmissione Domenica In, ospite di Mara Venier. Il cantante, visibilmente emozionato, ha risposto alle parole dell’ex moglie con un appello diretto e carico di tensione:
«Non ammazzarmi Romina, non lo merito. Io sono stato un pilastro nella nostra famiglia».
Una presa di posizione che ha mostrato un lato inedito dell’artista, solitamente associato a un’immagine di forza e controllo. Questa reazione arriva dopo l’intervista rilasciata da Romina Power a Belve, dove, sollecitata da Francesca Fagnani, ha rievocato il dramma della scomparsa di Ylenia, lasciando emergere una presunta distanza emotiva dell’ex marito nei momenti più difficili:
«Quando pensi di avere un pilastro e poi, nel momento del bisogno, non c’è».
Parole che hanno inevitabilmente riaperto ferite mai completamente rimarginate.
L’intervento di Jasmine: “Mio padre è sempre stato un punto fermo”
In un contesto già carico di emozioni, è intervenuta Jasmine Carrisi durante la trasmissione La Volta Buona, condotta da Caterina Balivo. La giovane ha voluto difendere il padre, restituendo un’immagine diversa rispetto a quella emersa nel dibattito televisivo.
«È la prima volta che vedo mio padre così vulnerabile», ha dichiarato, sottolineando come l’intervista sia stata per lui un momento di liberazione. Jasmine ha raccontato di averlo contattato subito dopo:
«L’ho sentito sereno. È una persona di cuore, difficile non trovare un pilastro in lui».
Le sue parole non si limitano a una difesa, ma aprono anche a una riflessione più profonda sul dolore condiviso:
«Se lei non l’ha trovato, è perché anche lui stava attraversando lo stesso dolore».
Un passaggio significativo, che mette in luce quanto la tragedia abbia segnato entrambi i genitori, forse in modi diversi ma ugualmente intensi.
Jasmine ha poi aggiunto un dettaglio personale che ha colpito il pubblico:
«Non l’ho mai visto così, nemmeno lontano dalle telecamere. È un uomo orgoglioso, ma ho percepito tutto il suo dolore».
A oltre trent’anni dalla scomparsa di Ylenia, il dolore resta una presenza viva nella famiglia Carrisi. Le parole di Jasmine contribuiscono a ridefinire una narrazione spesso frammentata, ricordando che, dietro il racconto mediatico, esistono fragilità umane difficili da raccontare e ancora più difficili da superare.