Come curare le piante: le rose nei vasi

da , il

    Le rose tenute nei vasi hanno bisogno di molte più attenzioni e cure rispetto a quelle coltivate in giardino. Sembra strano, eppure è la verità. La prima cura deve avvenire proprio al momento dell’acquisto: assicuratevi che la rosa da voi scelta non sia da coltivare nel terreno e che non cresca troppo. Esistono un’infinità di specie di rose: alcune vanno bene da tenere nei vasi sul balcone, altre devono stare in giardino. Altre due cure importanti sono la concimazione e l’irrigazione. Spesso, proprio le irrigazioni effettuate in maniera sbagliata provocano gravi danni, o addirittura la morte della pianta.

    Prima di tutto è fondamentale scegliere un vaso che sia alto almeno 50 cm e altrettanto largo.

    Il vaso va tenuto leggermente sollevato dal sottovaso per evitare che la sua base non sia a contatto con gli eventuali ristagni d’acqua.

    Bisogna dare da bere alle rose dopo le ore 22 ma prima dell’alba. Questa regola può valere per tutte le piante: non vanno annaffiate mai quando c’è il sole, perchè le gocce di acqua che si depositano sulle foglie, si trasformano in lenti e le farebbero bruciare.

    Una semplice regola è quella di annaffiare la rosa quando il terriccio è asciutto, ma non aspettare che sia troppo secco. Vanno infatti evitati i ristagni d’acqua, ma bisogna anche fare attenzione che la pianta non si secchi e non patisca la sete.

    Il metodo ideale per dare da bere alle rose è la nebulizzazione dell’acqua ad una distanza di circa 50 cm, partendo dall’alto. Si effettua con un annaffiatoio e procedendo delicatamente. In questo modo si imita la pioggia, non si smuove il terreno e si evitano i ristagni d’acqua.

    Anche il terriccio è importantissimo: si deve acquistare solo quello adatto alle rose in vaso e va sostituito ogni due anni.

    Le rose in vaso vanno concimate una volta al mese naturalmente con un prodotto specifico e prima di somministrarlo bisogna annaffiare.

    Foto:

    www.gettyimages.it

    Dolcetto o scherzetto?