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Benessere

Psioriasi da stress, le cure, la prevenzioni, in cosa consiste

Lo stress può avere un ruolo importante nelle riacutizzazioni della psoriasi, ma parlare semplicemente di “psoriasi da stress” può essere fuorviante: si tratta infatti di una malattia infiammatoria cronica, nella quale predisposizione individuale e fattori scatenanti possono intrecciarsi. Riconoscere i sintomi e intervenire nel modo corretto è fondamentale per controllare le manifestazioni sulla pelle.

Chiazze arrossate, pelle ispessita, squame biancastre, prurito e talvolta una sensazione di bruciore o pizzicore sono tra le manifestazioni che possono accompagnare la psoriasi. La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle legata a un’attivazione anomala del sistema immunitario, che determina un ricambio delle cellule cutanee molto più rapido del normale. La conseguenza è l’accumulo di cellule sulla superficie della pelle e la formazione delle caratteristiche placche. Una delle forme più comuni è proprio quella a placche, che interessa frequentemente gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e zona lombare, anche se le manifestazioni possono comparire in altre aree del corpo.

Lo stress entra in questo quadro come possibile fattore capace di favorire o aggravare una riacutizzazione nelle persone predisposte. Non è però corretto considerarlo l’unica causa della malattia. Periodi di forte stress emotivo o psicologico possono coincidere con un peggioramento della psoriasi, così come possono intervenire infezioni, traumi della pelle e alcuni medicinali. Anche una scottatura, un graffio o altre lesioni cutanee possono contribuire alla comparsa di nuove manifestazioni in alcune persone. Per questo, davanti a chiazze persistenti e desquamazione, è importante evitare diagnosi fai da te: altre condizioni dermatologiche possono infatti presentarsi con sintomi apparentemente simili.

Quando lo stress si vede sulla pelle: cosa accade davvero

Per comprendere la psoriasi bisogna guardare a ciò che succede nel processo di rinnovamento cutaneo. In condizioni normali le cellule dell’epidermide maturano seguendo un ciclo progressivo; nella pelle interessata dalla psoriasi, invece, l’infiammazione accelera fortemente questo meccanismo. Le nuove cellule raggiungono la superficie troppo rapidamente e finiscono per accumularsi. Da qui derivano l’ispessimento e le squame che caratterizzano le placche. Lo stress non “crea” da solo la psoriasi, ma può rappresentare uno dei fattori scatenanti delle fasi acute. Questo spiega perché alcune persone riferiscano un peggioramento proprio durante periodi particolarmente difficili sul piano emotivo, familiare o professionale.

Le manifestazioni possono variare notevolmente da persona a persona, così come la loro intensità e durata. Anche le unghie possono essere coinvolte, per esempio con piccole depressioni della superficie o alterazioni della lamina ungueale. La gestione della malattia dipende quindi dall’estensione delle lesioni, dalla zona interessata e dalla gravità del quadro. Le cure della psoriasi possono comprendere trattamenti locali, fototerapia e, nei casi che lo richiedono, terapie sistemiche prescritte dal medico. Tra i trattamenti topici utilizzati in ambito medico rientrano, a seconda dei casi, corticosteroidi e derivati della vitamina D; per forme più importanti il dermatologo può valutare farmaci sistemici tradizionali oppure terapie biologiche. La fototerapia utilizza invece dosi controllate di radiazioni ultraviolette sotto supervisione sanitaria e non deve essere confusa con l’esposizione autonoma e prolungata al sole.

L’errore più comune è concentrarsi soltanto sulle placche

Prevenire completamente la psoriasi non è possibile nello stesso modo in cui si previene un’infezione, perché si tratta di una condizione cronica con una componente individuale e genetica. È però possibile cercare di ridurre l’esposizione ai fattori che favoriscono le riacutizzazioni della psoriasi. Se lo stress rappresenta un fattore scatenante riconoscibile, imparare a gestirlo può entrare nella strategia complessiva insieme alle terapie indicate dal dermatologo. Sonno regolare, attività fisica compatibile con le proprie condizioni e tecniche di rilassamento possono aiutare nella gestione dello stress, senza però sostituire le cure mediche. Anche proteggere la pelle dai traumi è importante: sfregamenti, scottature e lesioni possono favorire nuove manifestazioni in alcune persone. Particolare attenzione va inoltre riservata ai farmaci: alcuni medicinali possono essere associati a riacutizzazioni, ma una terapia prescritta non deve essere sospesa autonomamente. In presenza di dubbi è necessario parlarne con il medico.

La cura quotidiana della pelle può contribuire a limitare secchezza e fastidio, mentre il trattamento vero e proprio deve essere scelto in funzione della situazione individuale. Non esiste quindi una soluzione universale per quella che viene comunemente definita psoriasi da stress. Quando le placche aumentano, il prurito diventa importante o le manifestazioni interessano aree estese, cuoio capelluto, unghie o zone particolarmente delicate, la valutazione dermatologica permette di impostare il trattamento più appropriato. Un consulto medico è ancora più importante quando compaiono anche dolore, rigidità o gonfiore articolare, perché in alcune persone la psoriasi può associarsi a un coinvolgimento delle articolazioni. Gestire lo stress può dunque essere una parte utile della prevenzione delle riacutizzazioni, ma deve inserirsi in un approccio più ampio che tenga conto della natura infiammatoria della malattia, dei fattori scatenanti personali e delle terapie più adatte al singolo caso.

Published by
Sara Colono