mal di mare
Il mal di mare può trasformare una traversata o una giornata in barca in un’esperienza molto spiacevole: nausea, vertigini e sudorazione sono tra i disturbi più comuni, ma alcuni comportamenti possono aiutare a prevenirli o a renderli più sopportabili.
È sufficiente salire su una barca e affrontare un mare un po’ mosso perché alcune persone inizino ad avvertire i primi sintomi. Il mal di mare rientra nella cosiddetta cinetosi, conosciuta anche come malattia da movimento, lo stesso disturbo che può comparire durante gli spostamenti in automobile, autobus o aereo. Il mal di mare nasce da informazioni contrastanti che raggiungono il cervello durante il movimento: gli occhi possono percepire una situazione apparentemente stabile, mentre l’apparato vestibolare dell’orecchio interno registra oscillazioni e accelerazioni continue.
La conseguenza può essere una sensazione crescente di malessere che non si limita alla nausea. Possono comparire pallore, sudorazione fredda, vertigini, aumento della salivazione, sonnolenza, mal di testa e, nei casi più intensi, vomito. La sensibilità cambia notevolmente da persona a persona e anche chi normalmente non soffre durante gli spostamenti può accusare problemi in presenza di particolari condizioni del mare. Riconoscere subito i sintomi del mal di barca permette di adottare alcuni accorgimenti prima che nausea e vertigini diventino più intense, soprattutto durante traversate lunghe o quando non è possibile tornare rapidamente a terra.
All’origine della cinetosi c’è soprattutto una sorta di conflitto tra i diversi sistemi utilizzati dall’organismo per capire dove si trova e come si sta muovendo. Gli occhi, l’orecchio interno e i recettori presenti nei muscoli e nelle articolazioni inviano continuamente informazioni al cervello. Quando questi segnali non coincidono, come può accadere su un’imbarcazione che ondeggia mentre lo sguardo è rivolto verso un punto fermo all’interno della cabina, può scattare il malessere. Guardare l’orizzonte può aiutare a ridurre il contrasto tra ciò che vedono gli occhi e il movimento percepito dall’orecchio interno.
Per questo motivo uno dei comportamenti più semplici consiste nello scegliere, quando possibile, una posizione dalla quale sia possibile vedere l’esterno e seguire il movimento dell’imbarcazione. Può essere utile restare in una zona ben ventilata, respirare lentamente e fissare un punto stabile in lontananza. Al contrario, leggere un libro, utilizzare a lungo lo smartphone o concentrarsi su oggetti molto vicini può accentuare il disagio in chi è predisposto. Anche sdraiarsi e tenere gli occhi chiusi può essere d’aiuto in alcune situazioni, perché riduce gli stimoli visivi in conflitto con quelli provenienti dall’equilibrio. Durante un viaggio in barca è inoltre preferibile evitare movimenti bruschi della testa e cercare una posizione nella quale le oscillazioni dell’imbarcazione siano percepite il meno possibile.
Quando gli accorgimenti pratici non sono sufficienti, esistono farmaci utilizzati per prevenire o contrastare la cinetosi. Tra i principi attivi impiegati contro nausea e vomito associati al mal di movimento rientrano alcuni antistaminici, come il dimenidrinato. In determinate circostanze possono essere utilizzati anche altri medicinali specifici, ma la scelta dipende dall’età, dalle condizioni di salute, dalle terapie già assunte e dalla durata del viaggio. I medicinali contro il mal di mare possono avere controindicazioni ed effetti indesiderati, tra cui sonnolenza: per questo è importante leggere attentamente il foglietto illustrativo e chiedere consiglio al medico o al farmacista, in particolare per bambini, donne in gravidanza, persone anziane o chi assume altri farmaci.
Un altro aspetto importante è il momento dell’assunzione. I prodotti destinati alla prevenzione della cinetosi sono generalmente più efficaci se utilizzati secondo le indicazioni prima che il disturbo diventi intenso, anziché aspettare che nausea e vomito siano già comparsi. Non esiste però una soluzione identica per tutti e non è opportuno improvvisare dosaggi o combinazioni di medicinali. Prima di prendere un farmaco per il mal di mare bisogna verificare modalità e tempi di assunzione indicati per quello specifico prodotto. La possibile sonnolenza merita particolare attenzione se dopo la traversata si deve guidare o svolgere attività che richiedono concentrazione e prontezza di riflessi.
Anche quello che si mangia prima di salire a bordo può fare la differenza. Partire completamente a digiuno non rappresenta necessariamente la scelta migliore: può essere preferibile consumare un pasto leggero, evitando abbuffate e alimenti particolarmente grassi o difficili da digerire. È utile bere acqua a piccoli sorsi e limitare le bevande alcoliche, che possono aggravare nausea, disidratazione e sensazione di instabilità. Alcune persone trovano beneficio nello zenzero, utilizzato tradizionalmente contro la nausea, ma la risposta può essere individuale e i rimedi naturali non devono essere considerati automaticamente privi di controindicazioni, soprattutto in presenza di patologie o terapie farmacologiche.
Se il malessere comincia durante la navigazione, conviene spostarsi all’aperto quando le condizioni di sicurezza lo permettono, cercare aria fresca e rivolgere lo sguardo verso l’orizzonte. Mangiare piccole quantità di alimenti semplici e asciutti può essere meglio tollerato rispetto a pasti abbondanti, mentre bere lentamente aiuta a recuperare i liquidi persi in caso di vomito. Il riposo, una posizione stabile e una buona idratazione possono rendere più gestibile il mal di barca. Se il vomito diventa ripetuto, non si riescono a trattenere liquidi, compaiono forte debolezza, confusione, svenimento o sintomi insoliti, è invece opportuno richiedere assistenza sanitaria, perché non ogni malessere comparso durante una navigazione deve essere automaticamente attribuito alla cinetosi.