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Benessere

La camminata veloce serve davvero come dicono: ecco gli effetti sul corpo

Non serve necessariamente correre o affrontare allenamenti estenuanti per rimettere il corpo in movimento: la camminata veloce è una vera attività aerobica e, se praticata con regolarità e alla giusta intensità, può produrre effetti interessanti su cuore, muscoli, consumo energetico e benessere generale.

Camminare è un gesto quotidiano, ma aumentare il ritmo cambia sensibilmente il lavoro richiesto all’organismo. La camminata veloce viene generalmente considerata un’attività aerobica a basso impatto, nella quale il movimento rimane più delicato sulle articolazioni rispetto alla corsa. Un’andatura sostenuta aumenta la frequenza cardiaca, coinvolge soprattutto i muscoli degli arti inferiori e fa crescere il dispendio energetico. Proprio per queste caratteristiche può rappresentare un’attività accessibile anche per chi parte da una condizione di scarsa preparazione fisica e vuole cominciare a muoversi con gradualità.

Non bisogna però confondere la facilità del gesto con l’assenza di allenamento. Perché la camminata diventi davvero “veloce”, il passo deve essere abbastanza sostenuto da richiedere uno sforzo maggiore rispetto a una normale passeggiata. Come riferimento indicativo, sul tapis roulant si parla spesso di una velocità intorno ai 5-6 chilometri orari, anche se l’intensità corretta della camminata dipende dall’età, dal livello di allenamento e dalle condizioni individuali. Una persona sedentaria potrebbe percepire come impegnativo un ritmo che per un soggetto allenato risulta invece molto leggero.

Quando il passo aumenta, dentro il corpo cominciano a cambiare diverse cose

Uno dei primi apparati chiamati a lavorare maggiormente è quello cardiovascolare. Con l’aumento del ritmo, i muscoli hanno bisogno di più energia e ossigeno e il cuore risponde aumentando il proprio lavoro. Se l’attività viene svolta con costanza, la camminata veloce può contribuire al miglioramento della resistenza e della capacità cardiovascolare. Allo stesso tempo vengono sollecitati i muscoli delle gambe e, in misura diversa a seconda della postura e del percorso, anche quelli che aiutano a stabilizzare il tronco. Camminare velocemente è quindi un esercizio aerobico vero e proprio, non semplicemente un modo più rapido di spostarsi, e ha il vantaggio di non richiedere attrezzature particolari.

C’è poi la questione che interessa moltissime persone: il peso corporeo. La camminata comporta un consumo di energia e, inserita in uno stile di vita adeguato, può contribuire alla gestione del peso. Questo non significa che camminare faccia automaticamente dimagrire né che esista una durata identica per tutti oltre la quale il corpo inizi improvvisamente a bruciare grasso. Il dimagrimento dipende dal bilancio energetico complessivo e non da un singolo allenamento. La regolarità assume quindi un ruolo decisivo: un’attività sostenibile, ripetuta nel tempo, può risultare più utile di sedute molto intense che vengono presto abbandonate. Anche per questo la camminata veloce viene spesso suggerita come punto di partenza per chi non è allenato o come preparazione graduale prima di passare alla corsa.

Più veloce non significa sempre migliore: l’errore che può rovinare la camminata

La tentazione, soprattutto quando l’obiettivo è consumare più calorie, può essere quella di aumentare immediatamente velocità, durata e difficoltà del percorso. Non è necessariamente la scelta migliore. Il ritmo dovrebbe consentire di sostenere l’attività senza arrivare a una fatica eccessiva, soprattutto nelle prime settimane. Anche camminare in salita aumenta il lavoro muscolare e il dispendio energetico, ma richiede uno sforzo superiore e va introdotto gradualmente. La progressione dell’allenamento deve rispettare il proprio livello di preparazione: dolore, affaticamento fuori dal normale o difficoltà a mantenere il movimento sono segnali da non ignorare. Chi ha patologie, problemi cardiovascolari o articolari dovrebbe inoltre valutare con un professionista sanitario l’attività più adatta alle proprie condizioni.

Un altro equivoco frequente riguarda il sudore. Tornare da una camminata con la maglietta completamente bagnata non significa necessariamente aver consumato più grasso. La sudorazione è principalmente un meccanismo attraverso il quale l’organismo regola la temperatura e l’eventuale diminuzione immediata del peso sulla bilancia è dovuta soprattutto alla perdita di liquidi, destinati a essere recuperati con l’idratazione. Non è quanto si suda a stabilire l’efficacia della camminata veloce, ma la combinazione tra intensità adeguata, durata, frequenza e costanza nel tempo. Per chi comincia da zero può essere sufficiente partire da sessioni relativamente brevi e aumentare progressivamente il lavoro, senza inseguire ritmi irrealistici. Il vero punto di forza della camminata veloce sta proprio nella sua semplicità: può essere praticata all’aperto o sul tapis roulant, richiede poca organizzazione e permette di trasformare un movimento quotidiano in un’attività fisica strutturata senza dover necessariamente passare alla corsa.

Published by
Sara Colono