Dieta gravidanza - Pourfemme.it
La scienza della nutrizione è chiara: non serve mangiare per due, ma due volte meglio.
Una dieta scorretta in gravidanza non è solo un problema di chili di troppo per la madre, ma può causare gravi problemi di salute per entrambi, influenzando il benessere a lungo termine della madre e dei figli. Il cibo, durante la gestazione, non è mai solo cibo: è il primo, e più importante, ambiente del bambino.
Il primo errore, forse il più radicato, è l’idea che la futura madre debba mangiare per due. La verità è che fino alla ventesima settimana il fabbisogno energetico non richiede un apporto calorico aggiuntivo. L’aumento di peso ideale si attesta tra gli 11 e i 15 chilogrammi, e superare questa soglia non è un vezzo. L’eccesso di peso in gravidanza è associato a una maggiore incidenza di diabete gestazionale, ipertensione e un aumento del rischio di parto pretermine.
Il problema è che l’aumento di peso avviene spesso in modo inconsapevole, con quei “piccoli extra” che sembrano innocui ma che, sommati giorno dopo giorno, trasformano la bilancia in un nemico silenzioso. La regola non è mangiare di più, ma mangiare meglio, scegliendo la qualità sulla quantità.
Il secondo errore è la sottovalutazione del rischio microbiologico. Durante la gravidanza, il sistema immunitario della gestante è fisiologicamente meno reattivo per non interferire con l’impianto dell’embrione. Questo significa che il corpo è più vulnerabile a infezioni che per una donna adulta sarebbero innocue, ma che per il feto possono essere dannose.
Il criterio guida è semplice: evitare tutto ciò che può veicolare parassiti, batteri o contaminanti. Carni crude o poco cotte, salumi crudi, pesce crudo, uova poco cotte, latte non pastorizzato e formaggi a latte crudo vanno completamente eliminati. Il pesce ad alto contenuto di mercurio, come il pesce spada e il tonno rosso, è altrettanto sconsigliato. Anche frutta e verdura, se non lavate con cura, possono veicolare il toxoplasma. La regola è una: se un alimento non è sicuro per un bambino, non è sicuro nemmeno per la madre che lo porta.