otoliti
Un improvviso giramento di testa quando ci si sdraia, ci si alza dal letto o ci si gira su un fianco può avere un’origine sorprendente: minuscoli cristalli presenti nell’orecchio interno, gli otoliti, fondamentali per il nostro equilibrio.
La sensazione può arrivare all’improvviso: la stanza sembra ruotare, il corpo perde per qualche istante i suoi punti di riferimento e anche un gesto semplice come voltarsi nel letto diventa sgradevole. Dietro alcuni di questi episodi può esserci la vertigine posizionale parossistica benigna, un disturbo legato allo spostamento degli otoliti nell’orecchio interno. A spiegarne il meccanismo sono gli specialisti dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, che ricordano come l’orecchio non serva soltanto a sentire, ma ospiti anche sofisticate strutture coinvolte nel mantenimento dell’equilibrio.
Gli otoliti possono essere immaginati come minuscoli cristalli, una sorta di piccoli sassolini che normalmente svolgono una funzione essenziale. Si trovano nell’orecchio interno e partecipano alla percezione della posizione e dei movimenti della testa. Il problema può comparire quando alcuni di questi cristalli si distaccano dalla loro sede naturale e finiscono in una zona in cui, muovendosi, producono segnali anomali. Il capogiro che compare soprattutto a letto e in seguito a determinati movimenti della testa è uno dei segnali caratteristici, anche se per stabilirne con certezza l’origine è necessaria una valutazione medica.
Per comprendere perché qualcosa di così piccolo possa provocare una sensazione tanto intensa bisogna guardare a ciò che accade oltre il timpano. Nell’orecchio interno si trovano infatti i sensori che contribuiscono a regolare l’equilibrio. Alcune strutture sono riempite da un liquido chiamato endolinfa e ospitano cellule sensoriali dotate di ciglia. Su queste strutture si trovano gli otoliti, cristalli che, grazie anche al loro peso, partecipano alla trasmissione delle informazioni relative ai movimenti. Quando la testa cambia posizione, il sistema dell’equilibrio invia al cervello informazioni che permettono di orientarci nello spazio e di coordinare correttamente i nostri movimenti.
Se però alcuni otoliti si staccano e si spostano dalla loro sede, il funzionamento di questo delicato sistema può essere temporaneamente alterato. Quando la persona rimane in posizione verticale, il disturbo può essere poco evidente o manifestarsi come una vaga instabilità. La situazione può cambiare nel momento in cui ci si sdraia, ci si rialza oppure ci si gira su un fianco. I cristalli fuori sede possono muoversi e stimolare in maniera impropria i recettori dell’equilibrio, facendo arrivare al cervello un segnale che non corrisponde al movimento reale. È proprio il cambiamento della posizione della testa a poter scatenare una vertigine improvvisa e una marcata sensazione di rotazione. Gli episodi possono quindi ripresentarsi durante la notte, quando ci si volta nel sonno, oppure al mattino nel passaggio dalla posizione sdraiata a quella seduta o in piedi.
Un errore frequente è considerare tutti i giramenti di testa uguali. In realtà le vertigini possono avere origini differenti e richiedere valutazioni e trattamenti diversi. Nel caso della vertigine posizionale parossistica benigna, la relazione tra sintomo e movimento rappresenta un elemento importante: il disturbo tende a comparire in seguito a specifici cambiamenti di posizione e può ripetersi secondo modalità abbastanza riconoscibili. Non è però sufficiente avere capogiri quando ci si gira nel letto per concludere autonomamente che la causa siano gli otoliti. La valutazione dello specialista serve proprio a ricostruire le caratteristiche degli episodi e a distinguere questa condizione da altre possibili cause di vertigine. In presenza di sintomi nuovi, persistenti, particolarmente intensi o associati ad altri disturbi, è quindi importante rivolgersi a un medico senza affidarsi all’autodiagnosi.
Quando viene accertata una vertigine posizionale legata agli otoliti, il trattamento può essere molto diverso da quello utilizzato per altre forme di vertigine. Lo specialista può ricorrere alle cosiddette manovre liberatorie, particolari sequenze di movimenti della testa e del corpo pensate per favorire lo spostamento degli otoliti fuori dalla zona che provoca il disturbo. Tra quelle utilizzate in ambito specialistico rientrano le manovre di Semont, Epley e McClure, scelte in relazione alla struttura interessata. Durante l’esecuzione può comparire per pochi istanti una vertigine anche molto intensa; in alcuni casi questo fenomeno accompagna proprio il movimento dei cristalli verso una posizione che non stimola più in modo anomalo i recettori. Si tratta di procedure che richiedono una diagnosi corretta e una scelta basata sul singolo caso: per questo, anziché tentare movimenti improvvisati dopo aver riconosciuto i sintomi, la strada indicata è sottoporsi a una valutazione specialistica per capire se i giramenti di testa dipendano realmente dagli otoliti e quale manovra sia appropriata.