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Lifestyle

Burro di arachidi, fa bene o è nemico della dieta

Cremoso, goloso e sempre più presente nelle colazioni e negli spuntini: il burro di arachidi divide chi lo considera un alimento prezioso e chi lo teme per il suo elevato apporto calorico. La differenza, però, la fanno soprattutto ingredienti, quantità e modo in cui viene inserito nella dieta.

Per molto tempo associato soprattutto alle abitudini alimentari americane, il burro di arachidi ha conquistato uno spazio sempre maggiore anche sulle tavole italiane. È diventato protagonista di colazioni, merende e ricette dolci e salate, spesso accompagnato dalla fama di alimento particolarmente proteico. In realtà, osservandone il profilo nutrizionale, emerge un quadro più articolato: il burro di arachidi contiene proteine vegetali, ma è soprattutto una fonte importante di grassi, in larga parte insaturi.

Questo significa che non deve essere automaticamente considerato un nemico della linea. Al tempo stesso, però, non può essere consumato senza prestare attenzione alle dosi. La nutrizionista Valentina Schirò sottolinea infatti come si tratti di un alimento energetico, con un apporto che può superare le 500 calorie per 100 grammi. Il burro di arachidi può quindi trovare posto anche in un’alimentazione equilibrata e attenta al peso, purché venga scelto con cura e consumato nelle quantità adeguate.

Dentro quel vasetto c’è molto più di quanto sembra

Il primo aspetto da chiarire riguarda proprio la materia prima. Le arachidi, chiamate comunemente anche noccioline americane, appartengono alla famiglia dei legumi. Una volta lavorate danno origine alla caratteristica crema spalmabile, nella quale è presente un rapporto interessante tra grassi insaturi e grassi saturi. Secondo quanto spiegato dalla nutrizionista Valentina Schirò, i primi rappresentano la quota prevalente e sono quelli generalmente considerati più favorevoli dal punto di vista nutrizionale. Un buon burro di arachidi può inoltre apportare fibre, proteine vegetali, vitamina E e minerali come magnesio e manganese.

È proprio questa composizione a spiegare perché venga spesso scelto a colazione o come spuntino. Fibre, proteine e grassi contribuiscono al senso di sazietà e possono rendere più completo un pasto, soprattutto quando la crema viene abbinata ad altri alimenti semplici. La presenza di grassi mono e polinsaturi, insieme a sostanze come acido oleico, arginina e fitosteroli, rende il prodotto nutrizionalmente diverso da molte creme spalmabili ricche soprattutto di zuccheri. Il vantaggio non nasce però dalla parola “proteico” stampata sulla confezione, ma dalla qualità complessiva degli ingredienti. Anche l’idea secondo cui mangiarne un cucchiaio prima di dormire avrebbe particolari effetti sul metabolismo va ridimensionata: le evidenze disponibili non permettono di trasformare questa abitudine in una regola universale. Può invece rappresentare, nelle giuste quantità, un’alternativa saziante rispetto a diversi snack confezionati.

L’errore si nasconde spesso sull’etichetta, non nel cucchiaio

Non tutti i vasetti presenti al supermercato sono infatti equivalenti. Alcuni prodotti contengono, oltre alle arachidi, sale, zuccheri o dolcificanti, caramello e oli aggiunti utilizzati per modificare sapore e consistenza. In questi casi il profilo nutrizionale può cambiare sensibilmente. Anche una dicitura apparentemente rassicurante come “a basso contenuto di grassi” non garantisce automaticamente una scelta migliore, perché la riduzione dei lipidi può essere compensata dalla presenza di maggiori quantità di zuccheri. Per scegliere un burro di arachidi più semplice è preferibile controllare la lista degli ingredienti e orientarsi, quando possibile, verso prodotti composti al 100% da arachidi. È un controllo rapido che permette di capire che cosa si sta realmente portando a tavola, senza lasciarsi guidare soltanto dalle promesse riportate sulla parte anteriore della confezione.

Resta poi la questione decisiva delle porzioni. Proprio perché è molto energetico, il burro di arachidi può diventare facilmente eccessivo quando viene mangiato direttamente dal vasetto o distribuito in quantità abbondanti su pane, pancake e altri alimenti già calorici. La nutrizionista indica come riferimento una quantità che non superi circa due cucchiai al giorno, equivalenti a una trentina di grammi. Una porzione controllata di burro di arachidi può essere inserita nella dieta senza trasformarsi automaticamente in una minaccia per il peso. Un cucchiaio può accompagnare, per esempio, una fetta di pane integrale tostato e della mela a colazione oppure delle fettine di pera durante la merenda. Può essere utilizzato anche in preparazioni salate, per esempio come base di un condimento insieme al limone da abbinare a verdure e legumi. Il punto, quindi, non è attribuire al burro di arachidi l’etichetta assoluta di alimento che fa bene o che fa ingrassare: ciò che conta è la qualità del prodotto scelto, la quantità effettivamente consumata e l’equilibrio dell’alimentazione nella quale viene inserito.

Published by
Sara Colono