Outfit da università per lei e per lui - Pourfemme.it
L’abbigliamento, anche in un contesto accademico, racconta qualcosa di chi lo indossa. Non si tratta di formalità, ma di rispetto verso il luogo che si frequenta, verso i docenti, verso i colleghi.
E poi c’è un’altra verità che nessuno dice: in università si costruiscono le prime reti professionali, si incontrano persone che potrebbero diventare futuri colleghi, collaboratori, referenti. L’outfit giusto non è una questione di etichetta, ma di consapevolezza.
Per l’uomo, l’equilibrio sta nel trovare il punto tra il trasandato e l’eccessivamente formale. I jeans strappati, le magliette con scritte provocatorie, le felpe sformate lasciano intendere poca attenzione. Meglio puntare su un paio di jeans scuri, ben lavati, senza strappi, abbinati a una camicia o a una maglia in cotone di buona qualità.
La camicia, se scelta in tessuti morbidi come il flanella o il popeline, può essere portata anche senza giacca, ma va sempre stirata. Le scarpe da ginnastica sono accettabili, purché pulite e non eccessivamente appariscenti. Meglio evitare le ciabatte, le infradito e le sneakers da running usurate. Un maglione in cashmere o in cotone pesante, nei mesi più freddi, è un capo che non sbaglia mai: elegante senza essere ingessato. E poi c’è il dettaglio della barba, quando c’è: curata, non trasandata. L’immagine che si restituisce è quella di una persona che si prende cura di sé, e che quindi probabilmente si prenderà cura anche dello studio e delle relazioni.
Per le donne, la sfida è spesso quella di non cadere nell’eccesso opposto. Pantaloni della tuta e felpe oversize comunicano disinteresse, mentre tacchi vertiginosi e gonne troppo corte risultano fuori luogo in un’aula universitaria. La soluzione è puntare sulla qualità dei tessuti e sulla semplicità delle linee. Un paio di pantaloni in lino o in cotone pesante, un cardigan di cashmere, una camicia bianca ben stirata: sono capi che funzionano sempre. I jeans vanno bene, ma meglio quelli scuri, senza buchi o impuntiture vistose. Le scarpe: ballerine, mocassini, sneakers pulite, stivaletti con tacco basso.
Meglio evitare le ciabatte e le infradito, che in un contesto accademico non sono mai appropriate. Il trucco, se usato, va tenuto leggero, e le unghie curate ma non troppo appariscenti. Non si tratta di rinunciare alla propria personalità, ma di saperla esprimere in modo adeguato al contesto. All’università si va per imparare, ma anche per imparare a stare al mondo. E l’abbigliamento è la prima, silenziosa, lezione.