Via libera all’infibulazione in Gran Bretagna, ma cresce l’indignazione

Via libera all’infibulazione in Gran Bretagna, ma cresce l’indignazione
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    Infibulazione Gran Bretagna

    La notizia lascia sbigottiti e indignati: in Gran Bretagna l’infibulazione non è reato, e può quindi essere perpetrata tranquillamente su bambine e adolescenti. Non solo, proprio perché la “civilissima” Inghilterra lo permette, questa pratica barbara e priva di alcuna motivazione di carattere medico se non quella di eliminare il piacere sessuale e rendere la vita intima femminile una vera tortura, si sta diffondendo un deprecabile “turismo” dell’infibulazione che spinge molte famiglie a prenotare in viaggio a Londra e dintorni al fine di effettuare sulle figlie un’operazione che altrove, in zona UE, è proibita. Davanti ad un’aberrazione del genere, è necessario che come donne facciamo sentire la nostra voce forte e chiara. Ma innanzi tutto, i fatti.

    La terribile scoperta è arrivata grazie alla rete di stato BBC, che ha condotto un reportage sull’infibulazione nel Regno Unito, scoprendo che non solo si tratta di una pratica assolutamente lecita, ma che, addirittura: “Le bambine vengono operate anche in sessioni di gruppo”. Da inorridire. Perché la Gran Bretagna permette una cosa simile? E’ presto detto, il tutto ruota attorno ad un malinteso concetto di rispetto delle tradizioni culturali e religiose di ogni comunità che abita il suolo britannico. In pratica, poiché la politica inglese persegue l’intento di non creare problemi di relazione con le comunità di origine straniere (purché con cittadinanza inglese, presumiamo), ne tutela anche il diritto di seguire le proprie tradizioni, di qualunque natura siano. Ecco perché è possibile anche effettuare questa vera e propria mutilazione, che in molti Paesi africani è una tappa rituale per tutte le bambine in età preadolescenziale. Ma in cosa consiste, esattamente, l’infibulazione?

    L’infibulazione è anche definita circoncisione femminile, e si tratta di una piccola operazione dalle conseguenze terribili. In pratica, consiste nella escissione di parte dei genitali femminili, ovvero il clitoride e in molti casi anche le piccole labbra, per poi ricucire il tutto in modo da lasciare solo la piccola apertura per la fuoriuscita della pipì. Quando questo intervento viene eseguito in condizioni igieniche scarse può comportare gravi infezioni per la bambina, quando non anche il rischio di setticemia, ma anche nel migliore dei casi, la sua vita intima sarà segnata per sempre.

    Soffrirà moltissimo per ogni ciclo mestruale, i rapporti sessuali saranno una tortura, il parto un rischio per la sua stessa vita.

    E perché tutto questo? Le motivazioni affondano nelle regole di un mondo primitivo che ha bisogno di “contenere” la sessualità femminile entro binari ben stabiliti, punitivi, e che “usa” la religione o le consuetudini rituali come giustificazione davvero poco giustificabile, ormai. Ecco perché molte nazioni europee meta di immigrazione dai Paesi africani, ha messo al bando l’infibulazione.

    E’ il caso di Italia e Francia, e proprio da quest’ultimo Paese arriva la denuncia dell’attivista Isabelle Gillette-Faye, Direttrice dell’Organizzazione GAMS che combatte l’infibulazione, così come tutte le violenze subite dalle donne in nome di usanze o religione. Isabelle ha raccolto le storie di due ragazze che da Parigi sono state mandate a Londra proprio per essere infibulate, e sono almeno 20mila le giovani e le bambine pronte a partire per la Gran Bretagna per subire analoga sorte. “L’Inghilterra rispetta le tradizioni di ogni comunità mentre in Francia è totalmente diverso perché gli immigrati devono integrarsi con il nostro Paese e non possiamo tollerare la mutilazione dei bambini”, ha spiegato la Gillette-Faye. Secondo la testimonianza di una ragazza somala di 18 anni che abita a Bristol: “Si incontrano per mutilare le bambine come se fosse una festa e le ragazze sono felici finché non si rendono conto di cosa succede”. Indigniamoci, se c’è una causa giusta per farlo, è proprio questa.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BambiniCronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Lunedì 23/07/2012 11:20
     
     
     
     
     
     
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