Natale 2016

Le poesie di Carnevale di Gianni Rodari per i bambini

Le poesie di Carnevale di Gianni Rodari per i bambini
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    Tra meno di un mese inizieranno ufficialmente i festeggiamenti del Carnevale 2012 e anche noi dobbiamo organizzarci, per prima cosa con i costumi ma anche con poesie e filastrocche da insegnare ai bambini. Oggi vi presento una raccolta delle poesie di Carnevale più belle scritte da Gianni Rodari, uno scrittore italiano bravissimo che io da bambina amavo alla follia… ed anche adesso a dir la verità. Iniziate già da ora a ripetere queste poesie insieme ai bambini, soprattutto quelli più piccolini.

    Ecco le poesie più simpatiche di Gianni Rodari per festeggiare in allegria il prossimo Carnevale.

    Pranzo e cena

    Pulcinella e Arlecchino
    cenavano insieme in un piattino:
    e se nel piatto c’era qualcosa
    chissà che cena appetitosa.
    Arlecchino e Pulcinella
    bevevano insieme in una scodella,
    e se la scodella vuota non era
    chissà che sbornia, quella sera.

    Viva i coriandoli di Carnevale

    Viva i coriandoli di Carnevale,
    bombe di carta che non fan male!
    Van per le strade in gaia compagnia
    i guerrieri dell’allegria:
    si sparano in faccia risate
    scacciapensieri,
    si fanno prigionieri
    con le stelle filanti colorate.
    Non servono infermieri
    perchè i feriti guariscono
    con una caramella.
    Guida l’assalto, a passo di tarantella,
    il generale in capo Pulcinella.
    Cessata la battaglia, tutti a nanna.
    Sul guanciale
    spicca come una medaglia
    un coriandolo di Carnevale.

    Il vestito di Arlecchino

    Per fare un vestito ad Arlecchino
    ci mise una toppa Meneghino,
    ne mise un’altra Pulcinella,
    una Gianduia, una Brighella.

    Pantalone, vecchio pidocchio,
    ci mise uno strappo sul ginocchio,
    e Stenterello, largo di mano
    qualche macchia di vino toscano.
    Colombina che lo cucì
    fece un vestito stretto così.
    Arlecchino lo mise lo stesso
    ma ci stava un tantino perplesso.
    Disse allora Balanzone,
    bolognese dottorone:
    “Ti assicuro e te lo giuro
    che ti andrà bene li mese venturo
    se osserverai la mia ricetta:
    un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

    Il gioco dei se

    Se comandasse Arlecchino
    il cielo sai come lo vuole?
    A toppe di cento colori
    cucite con un raggio di sole.

    Se Gianduia diventasse
    ministro dello Stato,
    farebbe le case di zucchero
    con le porte di cioccolato.

    Se comandasse Pulcinella
    la legge sarebbe questa:
    a chi ha brutti pensieri
    sia data una nuova testa.

    Carnevale

    Carnevale in filastrocca,
    con la maschera sulla bocca,
    con la maschera sugli occhi,
    con le toppe sui ginocchi:
    sono le toppe d’Arlecchino,
    vestito di carta, poverino.
    Pulcinella è grosso e bianco,
    e Pierrot fa il saltimbanco.
    Pantalon dei Bisognosi
    “Colombina,” dice, “mi sposi?”
    Gianduia lecca un cioccolatino
    e non ne da niente a Meneghino,
    mentre Gioppino col suo randello
    mena botte a Stenterello.
    Per fortuna il dottor Balanzone
    gli fa una bella medicazione,
    poi lo consola: “E’ Carnevale,
    e ogni scherzo per oggi vale.”

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