Alda Merini, morta la poetessa

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    Ieri è morta Alda Merini, poetessa italiana bravissima ed ironica. Alda Merini si è spenta a Milano, nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo, aveva un tumore osseo che ha affrontato con forza e noncuranza un com’è lei, una donna contradditoria e meravigliosa che riusciva passare da una poesia all’altra incantando tutti.

    Non ci sono tante parole per spiegare quanto mi mancherà, è inutile star quì a ricordare la sua vita, i lunghi periodi passati in manicomio, i tre figli e i mariti entrambi scomparsi, lei era unica, le sue poesie si attaccano al cuore e non si staccano più, sono pochi i poeti in grado di creare questa magia.

    Quando un giornalista le chiese del suo successo, con la voce rauca e la sigaretta in mano rispose: “Il successo è come l’acqua di Lourdes, un miracolo. La gente applaude, osanna e ti chiedi: ma cosa ho fatto per meritare tutto questo? Penso che la folla, anche piccola, che ti ama ti aiuta a vivere. In fondo un poeta ha anche qualcosa di istrionico e di folle. Per questo il manicomio è stato per me il grande poema di amore e di morte. Ma anche questo luogo oggi è distante. Mi capita a volte di rivederlo in sogno. Io sogno tantissimo. E tra i sogni ne ricorre uno: sono dentro a un luogo chiuso, e io che cerco le chiavi per uscire. Forse sono mentalmente ancora in quel luogo che mi ha ucciso e mi ha fatto rinascere. Mi sento una donna che desidera ancora. Oggi per esempio vorrei che qualcuno mi andasse a comprare le sigarette. Non ho mai smesso di fumare, né di sperare“.

    Non sarà universalmente famosa come Michael Jackson, non sarà simpatica come Mike Bongiorno, ma è una donna che mancherà a me e a tante altre persone, un esempio di come si possa vivere per l’arte e nell’arte.

    La salutiamo con una delle sue poesie, una delle mie preferite, che so anche a memoria

    Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

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    Dolcetto o scherzetto?