Aborto spontaneo: a rischio le donne con cardiopatie familiari

da , il

    Aborto spontaneo cardiopatie

    L’aborto spontaneo interessa circa il 10-15% delle gravidanze, con un aumento percentuale tra le gestanti che abbiano fatto ricorso all’inseminazione artificiale. Si tratta di un evento traumatico, che, non di rado, si ripercuote dolorosamente sulla psiche femminile, specialmente se il bambino era stato al lungo desiderato e cercato. I fattori di rischio che possono portare ad una interruzione della gravidanza, soprattutto nel corso del primo trimestre, sono davvero tanti: dalle cattive abitudini che nuocciono al feto, come il fumo e l’abuso di sostanze tossiche o di alcol da parte della madre, a patologie pregresse (il diabete, ma anche, pare, la celiachia).

    Spesso, però, i veri motivi per cui una donna incinta perde il bebè che aspetta, pur mantenendo uno stile di vita assolutamente adeguato alla sua condizione, sono oscuri. La ricerca medica, però, non si ferma mai, per fortuna, ed è infatti notizia di oggi una scoperta che potrebbe interessare le future mamme o aspiranti tali. A quanto pare, tra le cause che potrebbero (condizionale è d’obbligo) determinare una interruzione spontanea della gravidanza, vi sono le cardiopatie, non, evidentemente, che interessino solo la madre, ma anche tutto il ceppo familiare.

    In pratica, più rischio di aborto per le figlie di genitori cardiopatici. Si tratta di uno studio britannico, che ha scoperto proprio una correlazione tra casi di disturbi cardiaci familiari e numero e frequenza degli aborti spontanei. In particolare, sono state considerate le donne che avevano perso più di un bambino, prima di riuscire a portare felicemente a termine una gravidanza. Il massimo rapporto causa-effetto, come spiega il dott. Gordon Smith della Cambridge University, esiste in quei casi in cui la donna abbia subito tre aborti spontanei di seguito, prima della “volta buona”, diciamo così.

    Dolcetto o scherzetto?