Le poesie più belle di Alda Merini

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    Ritratto Alda Merini

    Alda Merini è una poetessa e scrittrice italiana amatissima da tutti, io adoro le sue poesie e voglio proporvi una raccolta delle più belle. Alda Merini è un’artista che come poche è riuscita a far vibrare corde profonde della nostra anima, forse è vero che il dolore aiuta ad avere una marcia in più, lei per tanti anni è stata internata, in tempi in cui le presunte malattie erano trattate con terapie non proprio onorevoli. Alda Merini è morta nel 2009 ma resterà sempre nei nostri cuori, le sue poesie e i suoi aforismi sono grandi rifugi per la nostra inquietudine.

    Io non ho bisogno di denaro.

    Ho bisogno di sentimenti,

    di parole, di parole scelte sapientemente,

    di fiori detti pensieri,

    di rose dette presenze,

    di sogni che abitino gli alberi,

    di canzoni che facciano danzare le statue,

    di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.

    Ho bisogno di poesia,

    questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

    che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

    La mia poesia è alacre come il fuoco

    trascorre tra le mie dita come un rosario

    Non prego perché sono un poeta della sventura

    che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,

    sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,

    sono il poeta che canta e non trova parole,

    sono la paglia arida sopra cui batte il suono,

    sono la ninnanànna che fa piangere i figli,

    sono la vanagloria che si lascia cadere,

    il manto di metallo di una lunga preghiera

    del passato cordoglio che non vede la luce.

    Alda Merini, da “La volpe e il sipario”

    La verità è sempre quella,

    la cattiveria degli uomini

    che ti abbassa

    e ti costruisce un santuario di odio

    dietro la porta socchiusa.

    Ma l’amore della povera gente

    brilla più di una qualsiasi filosofia.

    Un povero ti dà tutto

    e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

    Alda Merini, da “Terra d’amore”

    Pensiero,io non ho più parole.

    Ma cosa sei tu in sostanza?

    qualcosa che lacrima a volte,

    e a volte dà luce.

    Pensiero,dove hai le radici?

    Nella mia anima folle

    o nel mio grembo distrutto?

    Sei così ardito vorace,

    consumi ogni distanza;

    dimmi che io mi ritorca

    come ha già fatto Orfeo

    guardando la sua Euridice,

    e così possa perderti

    nell’antro della follia.

    Alda Merini, da “La terra santa”

    Le più belle poesie

    si scrivono sopra le pietre

    coi ginocchi piagati

    e le menti aguzzate dal mistero.

    Le più belle poesie si scrivono

    davanti a un altare vuoto,

    accerchiati da argenti

    della divina follia.

    Così, pazzo criminale qual sei

    tu detti versi all’umanità,

    i versi della riscossa

    e le bibliche profezie

    e sei fratello a Giona.

    Ma nella Terra Promessa

    dove germinano i pomi d’oro

    e l’albero della conoscenza

    Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.

    Ma tu sì, maledici

    ora per ora il tuo canto

    perché sei sceso nel limbo,

    dove aspiri l’assenzio

    di una sopravvivenza negata.

    Alda Merini, da “La Terra Santa” 1983

    Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,

    il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola

    come una trappola da sacrificio,

    è quindi venuto il momento di cantare

    una esequie al passato.

    Alda Merini, da “La Terra Santa”

    Corpo, ludibrio grigio

    con le tue scarlatte voglie,

    fino a quando mi imprigionerai?

    anima circonflessa,

    circonfusa e incapace,

    anima circoncisa,

    che fai distesa nel corpo?

    Alda Merini, da “La Terra Santa”

    Io sono folle, folle, folle d’amore per te .

    io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle

    perchè ti ho perduto .

    Stamane il mattino era cosi caldo

    che a me dettava quasi confusione

    ma io era malata di tormento

    ero malata di tua perdizione.

    Alda Merini, da “Folle, folle, folle di Amore per te”

    A tutti i giovani raccomando:

    aprite i libri con religione,

    non guardateli superficialmente,

    perché in essi è racchiuso

    il coraggio dei nostri padri.

    E richiudeteli con dignità

    quando dovete occuparvi di altre cose.

    Ma soprattutto amate i poeti.

    Essi hanno vangato per voi la terra

    per tanti anni, non per costruivi tombe,

    o simulacri, ma altari.

    Pensate che potete camminare su di noi

    come su dei grandi tappeti

    e volare oltre questa triste realtà

    quotidiana.

    Alda Merini, da “La vita facile”

    Le mie impronte digitali

    prese in manicomio

    hanno perseguitato le mie mani

    come un rantolo che salisse la vena della vita,

    quelle impronte digitali dannate

    sono state registrate nel cielo

    e vibrano insieme

    ahimè

    alle stelle dell’Orsa maggiore.

    Alda Merini

    Spazio spazio, io voglio, tanto spazio

    per dolcissima muovermi ferita:

    voglio spazio per cantare crescere

    errare e saltare il fosso

    della divina sapienza.

    Spazio datemi spazio

    ch’io lanci un urlo inumano,

    quell’urlo di silenzio negli anni

    che ho toccato con mano.

    Alda Merini, da “Vuoto d’amore”

    Bacio che sopporti il peso

    della mia anima breve

    in te il mondo del mio discorso

    diventa suono e paura.

    Alda Merini

    Non avessi sperato in te

    e nel fatto che non sei un poeta

    di solo amore

    tu che continui a dirmi

    che verrai domani

    e non capisci che per me

    il domani e’ gia’ passato.

    Alda Merini, da “Folle, folle, folle di Amore per te”

    Ti aspetto e ogni giorno

    mi spengo poco per volta

    e ho dimenticato il tuo volto.

    Mi chiedono se la mia disperazione

    sia pari alla tua assenza

    no, è qualcosa di più:

    è un gesto di morte fissa

    che non ti so regalare.

    Alda Merini, da “Clinica dell’abbandono”

    Solo un mano d’angelo

    intatta di sè, del suo amore per sè,

    potrebbe

    offrirmi la concavità del suo palmo

    perché vi riversi il mio pianto.

    La mano dell’uomo vivente

    è troppo impigliata nei fili dell’oggi e dell’ieri,

    è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!

    Non potrà mai la mano dell’uomo mondarsi

    per il tranquillo pianto del proprio fratello!

    E dunque, soltanto una mano di angelo bianco

    dalle lontane radici nutrite d’eterno e d’immenso

    potrebbe filtrare serena le confessioni dell’uomo

    senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

    Alda Merini

    Bambino

    Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia

    legalo con l’intelligenza del cuore.

    Vedrai sorgere giardini incantati

    e tua madre diventerà una pianta

    che ti coprirà con le sue foglie.

    Fa delle tue mani due bianche colombe

    che portino la pace ovunque

    e l’ordine delle cose.

    Ma prima di imparare a scrivere

    guardati nell’acqua del sentimento.

    Alda Merini

    Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi

    e mette assieme tutti i suoi giorni

    in una mano tesa per donare,

    in una mano che assolve

    perché vede il cuore di Dio.

    Ma la città è triste

    perché nessuno pensa

    che i fiori del Poeta

    sbocciano per vivere molto a lungo

    per le vie anguste della grazia.

    Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”

    Amore,

    vola da me

    con l’aeroplano di carta

    della mia fantasia,

    con l’ingegno del tuo sentimento.

    Vedrai fiorire terre piene di magia

    e io sarò la chioma d’albero più alta

    per darti frescura e riparo.

    Fa’ delle due braccia

    due ali d’angelo

    e porta anche a me un po’ di pace

    e il giocattolo del sogno.

    Ma prima di dirmi qualcosa

    guarda il genio in fiore

    del mio cuore.

    Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”

    Accarezzami, amore,

    ma come il sole

    che tocca la dolce fronte della luna.

    Non venirmi a molestare anche tu

    con quelle sciocche ricerche

    sulle tracce del divino.

    Dio arriverà all’alba

    se io sarò tra le tue braccia.

    Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”

    Sono folle di te, amore

    che vieni a rintracciare

    nei miei trascorsi

    questi giocattoli rotti delle mie parole.

    Ti faccio dono di tutto

    se vuoi,

    tanto io sono solo una fanciulla

    piena di poesia

    e coperta di lacrime salate,

    io voglio solo addormentarmi

    sulla ripa del cielo stellato

    e diventare un dolce vento

    di canti d’amore per te.

    Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”

    Del tutto ignari della nostra esistenza

    voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti,

    e delle nostre squallide ferite

    voi fate un balsamo per le labbra di Dio.

    Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli,

    né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio,

    ma c’è una linea di infelicità come di un uragano

    che separa noi dalla vostra siepe.

    Voi entrate nell’uragano dell’universo

    come coloro che si gettano nell’inferno

    e trovano il tremolo sospiro

    di chi sta per morire

    e di chi sta per nascere.

    Alda Merini, da “La carne degli angeli”

    “Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”

    Alda Merini, La pazza della porta accanto

    Dolcetto o scherzetto?