Ragusa: 21enne arrestato per violenza sessuale su una bambina di 12 anni

La giovane era costretta ad avere rapporto virtuali col suo aguzzino più volte al giorno

Pubblicato da Redazione Martedì 23 ottobre 2018

Foto: Pixabay

Nuovo caso di violenza su minore a Ragusa. Un ragazzo di 21 anni ha abusato sessualmente di una bambina di 12 anni. Dopo aver adescato la piccola in chat l’ha obbligata ad avere con lui rapporti sessuali, dapprima solo virtuali e poi dal vivo. La squadra mobile della Questura di Ragusa ha arrestato il giovane che ora dovrà rispondere di abusi su minore.

Dalle indagini è emerso che il 21enne aveva l’abitudine di contattare bambine tramite gruppi Whatsapp. Le circuiva, le suggestionava e poi, quando le aveva in pugno, approfittava di loro. La 12enne è stata costretta ad avere rapporti sessuali ‘virtuali’ col suo aguzzino più volte al giorno, oltre a subire le violenze fisiche.

Un’altra ragazzina ha denunciato un tentativo di adescamento da parte del 21enne. L’indagato ha provato ad aggirarla, ma lei è sfuggita alla trappola. Pare siano state coinvolte anche altre bambine, ma per ora a riguardo non si hanno dettagli certi.

Nonna permette al fidanzato pedofilo di abusare della nipotina: condannati entrambi

Dall’Australia arriva un’agghiacciante storia di abusi ripetuti su una minore col benestare della nonna. La donna di 47 anni, la cui identità è rimasta volutamente protetta, ha lasciato che il suo fidanzato abusasse della nipotina di 20 mesi. Shane Alan Hartley, 35 anni, aveva rivelato alla compagna le sue tendenze pedofile. Entrambi sono stati condannati: l’uomo dovrà trascorrere almeno 10 anni in carcere, mentre la donna dovrà scontare 4 anni di reclusione.

In un’occasione Alan avrebbe chiesto alla donna di inviargli foto spinte della nipotina di circa 2 anni. La nonna ha accettato la proposta. Successivamente, sempre nell’agosto 2017, la 47enne avrebbe portato la nipotina nelle mani dell’orco: nella casa dell’uomo sarebbe avvenuto l’abuso sessuale. La piccola è rimasta sconvolta da quell’episodio: ha iniziato ad avere incubi e reazioni violente a ogni cambio del pannolino. Si rifiutava persino di entrare in una stanza dove ci fossero solo uomini.

La Polizia ha arrestato Shane Alan Hartley, il 23 agosto 2017. Durante la perquisizione dell’appartamento del pedofilo gli agenti hanno recuperato centinaia di foto e video pedo-pornografici. Sono riusciti anche a individuare le prove degli abusi sulla minorenne. E’ emerso inoltre che il pedofilo aveva avuto contatti con un’altra donna che per due mesi gli ha inviato 12 foto della figlia di 9 anni.

Hartley dovrà scontare una pena detentiva di 10 anni e 2 mesi in carcere, per i reati di abuso su minori e diffusione di materiale pedo-pornografico. Alla nonna invece spettano 4 anni e 4 mesi in carcere. Dal 2021 potrà godere della libertà vigilata.

Bimba di 8 anni stuprata e uccisa dalla madre dell’amichetta

Orrore nella Greater Bay Area di San Francisco, dopo la soluzione del caso di Sandra Cantu, bimba di 8 anni scomparsa dalla città di Tracy. Il corpo della piccola era stato ritrovato in fondo a un canale di irrigazione, all’interno di una valigia, 14 giorni dopo.

Sull’identità dell’assassino si sono avvicendate numerose ipotesi: dal sex offender al pazzo omicida, sino all’epilogo che ha sconvolto persino gli inquirenti.

Le evidenze emerse nel corso dell’esame autoptico hanno dimostrato che la vittima era stata stordita con una massiccia dose di Xanax, prima di essere stuprata brutalmente con un utensile di uso domestico e infine strangolata.

Il primo identikit ricostruito dalla polizia californiana rimandava a un uomo bianco, tra i 25 e i 40 anni, presumibilmente un pedofilo seriale. Sul tavolo delle autorità era finito un profilo noto alle forze dell’ordine locali, con precedenti per reati di natura sessuale e pedopornografia.

L’approfondimento delle indagini ha permesso di scremare ulteriormente lo spettro dei sospettati, sino all’incredibile colpo di scena.

Melissa Huckaby, 29 anni, madre di un’amichetta della minore scomparsa, è entrata prepotentemente nel fuoco investigativo come possibile autrice dell’orrendo crimine.

Nella sua roulotte, vicina a quella della famiglia della bimba, un martello sporco di sangue, che si è rivelato essere proprio della vittima. Messa alle strette, ha confessato tutto ed è stata sottoposta a perizia psichiatrica. Ne è emerso un quadro compromesso da un pregresso disturbo bipolare unito alla schizofrenia. La donna, condannata all’ergastolo, non entrerà nel braccio della morte.

Nonno 83enne abusa ripetutamente della nipotina di 12 anni: condannato a 5 anni di reclusione

Nella bassa bresciana si è consumata l’ennesima storia di violenza su una minore: un nonno di 83 anni è stato condannato a 5 anni di reclusione (da scontare probabilmente ai domiciliari considerata la veneranda età), per aver abusato più volte della nipote di 12 anni. Il Tribunale ha respinto la richiesta di assoluzione della difesa e ha accolto parzialmente quella dell’accusa, che chiedeva una pena detentiva pari a 6 anni di carcere.

La storia di abusi è iniziata nel 2016 e si è protratta per 6 lunghi mesi: il nonno avrebbe abusato della piccola per almeno 5 volte, con modalità differenti. L’episodio peggiore ha visto la bambina costretta ad accarezzare le parti intime dell’anziano sul letto di casa. La 12enne, dopo alcuni mesi di silenzio, ha confessato tutto alla mamma, che ha immediatamente provveduto a sporgere denuncia contro il nonno.

L’83nne, nel corso delle varie udienze in tribunale, ha sempre negato ogni responsabilità, per lui si è trattato di giochi innocenti e nulla più. In sua difesa è intervenuta la moglie, ovvero la nonna della vittima, la quale ha affermato che si tratta di accuse prive di fondamento, considerato che i due non sono mai rimasti da soli. In aula hanno presenziato anche i genitori della piccola vittima, tuttora sconvolti dall’accaduto.

India, bimba di 9 anni stuprata e uccisa dal fratellastro su ordine della matrigna

E’ stata violentata e uccisa nella regione del Kashmir, in India: era una bambina, aveva 9 anni. Secondo le prime ricostruzioni delle Forze dell’Ordine i responsabili dello stupro sarebbero il fratellastro 14enne e alcuni suoi amici. I giovani avrebbero agito sotto istigazione della matrigna della bambina.

La crudeltà dei giovani aguzzini nei confronti della piccola vittima non si è limitata alla violenza sessuale: secondo quanto dichiarato dalla Polizia locale al cadavere sono stati strappati gli occhi, poi è stato bruciato e gettato nella foresta. Durante l’interrogatorio la matrigna ha confessato di aver agito per vendicarsi del marito, che a suo dire, trascorreva troppo tempo con la seconda moglie, madre della bimba. Il fratellastro della vittima è finito in manette.

84enne violenta ripetutamente una bambina di 11 anni: arrestato

Un pensionato di 84 anni ha violentato ripetutamente una bambina da quando aveva 10 anni fino ai 12. Alexander Walsh, l’anziano in questione, è stato condannato dal tribunale di Manchester dopo essersi dichiarato colpevole di violenza sessuale e stupro su minore.
Gli abusi si sono svolti per due anni a Radcliffe, ma sono venuti a galla solo quando la bambina ha raccontato tutto alla madre dopo aver presenziato a una lezione di educazione sessuale a scuola.
La piccola stava camminando verso scuola con la madre quando ha deciso di raccontarle che Walsh le aveva chiesto di “alzare un po’ la gonna”, lasciandola “confusa”.
La bambina ha realizzato che quello che le era successo era sbagliato solo dopo aver appreso a scuola che cosa fosse il sesso.
Dopo la prima rivelazione, la piccola è stata interrogata dalla polizia e ha poi raccontato gli abusi subiti alla famiglia.
La prima volta sarebbe successo dopo che la bambina, avendo sentito nominare la parola “sesso” in tv, aveva chiesto all’anziano cosa significasse. Lui l’aveva fatta sedere sulle sue ginocchia e aveva cominciato a toccarla nelle parti intime.
Altre volte l’anziano le proponeva di “fare dei giochi” e le chiedeva di vestirsi in modi particolari per poi toccarla.
Nei mesi successivi Wlash ha abusato della bambina in molte occasioni e l’ha forzata ad avere un rapporto con lui.
Interrogato dalla polizia, l’uomo avrebbe ammesso di aver toccato la bambina, dichiarando però che era lei a volerlo.
La madre ha dichiarato durante il processo che come conseguenza degli abusi subiti la figlia ha sviluppato pensieri suicidi.

Bambina di 3 anni violentata nel napoletano, arrestato un 24enne

A Nola, in provincia di Napoli, un uomo è stato arrestato per aver abusato sessualmente di una bambina di 3 anni. Il 24enne, disoccupato, trovandosi da solo in una stanza con la piccola l’ha costretta ad avere un rapporto.
La Procura preferisce non rivelare i dettagli della vicenda, e non è quindi chiaro come la vittima fosse finita nelle mani dell’aggressore, tanto più che tra i due non sussiste nessun legame di parentela.
Le forze dell’ordine sono state allertate da una segnalazione anonima, e le indagini hanno confermato l’avvenuto reato, portando all’arresto dell’uomo.

Violenta per mesi una bambina di 11 anni che resta incinta: nigeriano condannato

Torino: un uomo nigeriano è stato condannato a 7 anni di reclusione per aver avuto rapporti sessuali per mesi con una bambina di 11 anni. Gli abusi sono stati scoperti quando la piccola è rimasta incinta.
L’uomo era stato incaricato da una coppia di suoi connazionali di prendersi cura della bambina e dei suoi fratelli mentre loro erano fuori casa per lavoro.
Approfittando della situazione, l’imputato avrebbe abusato della bambina per interi mesi senza essere scoperto.
La procura aveva chiesto per lui una condanna a 10 anni, ma in tribunale sono stati ridotti a 7.

Violentò due bambine a Milano: condannato a 9 anni

Venne fermato a Monza il 4 ottobre dello scorso anno per poi essere accusato di aver seguito e stuprato due bambine. L’uomo, processato con il rito abbreviato, è stato condannato a 9 anni di reclusione: la gup Elisabetta Meyer ha accolto la richiesta dei pm Luca Gaglio e Gianluca Prisco e non ha concesso la “continuazione della pena”, che avrebbe diminuito la durata della media.

I fatti relativi alla violenza risalgono all’11 settembre 2017: l’uomo di 42 anni avrebbe seguito una bimba cinese di 6 anni per poi spingerla all’interno di un palazzo di via Bramante per poi violentarla.

Visto lo choc della piccola che le ha impedito di descrivere al meglio l’uomo, la Polizia ha deciso così di diffondere le immagini della videosorveglianza presente nel quartiere di Chinatown. In questo modo è stato possibile l’uomo che è stato segnalato da alcuni cittadini, nonostante l’uomo si fosse fatto crescere la barba nel tentativo di camuffarsi.

Le indagini, poi, hanno portato a una terribile scoperta: nel marzo 2016 l’uomo avrebbe molestato una bambina affetta da sindrome di down dopo averla individuata in metropolita e portata in un luogo appartato.

Già nel 2013, un 42enne, era stato condannato a 4 anni e 3 mesi di carcere per tentata prostituzione minorile, atti osceni e corruzione di minorenni.