Legano la vicina a un albero, aprono il suo ventre e le strappano il feto: volevano un figlio

Secondo quanto emerso, la coppia di coniugi avrebbe agito con una tale efferatezza da provocare anche un taglio alla testa alla bambina che volevano tenere con sé. Il corpo della vittima è stato ritrovato ancora legato all'albero.

Pubblicato da Redazione Giovedì 18 ottobre 2018

donna ruba bambino
Di Tiko Aramyan/Shutterstock.com / foto

Storia agghiacciante in arrivo dal Brasile, dove una coppia avrebbe massacrato la vicina di casa con lo scopo di rubarle il feto. L’avrebbero legata a un albero e avrebbero proceduto ad aprirle il ventre per estrarre la bambina che tanto desideravano avere.

La vittima è Mara Cristiana da Silva, giovane incinta adescata dai coniugi con la scusa di prestarle aiuto economico.

A pianificare l’orrendo attacco sarebbe stata la donna, Angelina Rodrigues, che ha poi eseguito il massacro con suo marito Gomes da Silva. Ne sono certi gli inquirenti, sebbene l’imputata non abbia mai chiamato l’uomo in correità.

Pare che la donna fosse ossessionata dall’idea di avere un figlio, e avesse deciso di ‘prenderselo’ strappando il feto al grembo della giovane mamma.

Il corpo della vittima sarebbe stato trovato dalla polizia ancora legato all’albero che è stato il teatro della sua atroce morte. I fatti si sono svolti nella città di Joao Pinheiro.

Secondo le indagini, potrebbe essere verosimile anche il coinvolgimento di una terza persona oltre i coniugi imputati dell’orrendo crimine. Troppo complesso, infatti, sarebbe il piano architettato per ‘operare’ sulla vittima. Due persone sole, secondo gli investigatori, non sarebbero riuscite a posizionare un corpo in quel modo per via del peso.

La bambina è stata salvata, ed è stata ricoverata per via di un taglio alla testa che non si esclude possa essere stato causato da una coltellata inferta al ventre della mamma uccisa.

Uccidono una donna incinta per rubarle il feto: arrestati

Hanno ucciso una donna incinta di 8 mesi per rubarle il feto e formare così una “famiglia”. In manette coppia diabolica del Nord Dakota, William Hoehn e Brooke Crews. Vittima la giovane Savannah Greywind, morta soffocata per un assurdo piano criminale.

I fatti risalgono all’agosto 2017, quando la donna si sarebbe recata a casa della coppia di amici per trascorrere qualche ora in compagnia.

L’allarme è stato dato dalla madre della vittima, preoccupata per l’assenza di contatti con la figlia. A casa degli Hoehn la scena di una mattanza. Gli agenti hanno trovato Savannah Greywind senza vita, con il ventre completamente aperto. Orrore nell’orrore: dal corpo della vittima è stato estratto il feto.

Secondo la ricostruzione dei fatti emersa dalle indagini, l’uomo avrebbe avuto un ruolo marginale nel delitto. Sarebbe arrivato a casa quando la sua compagna aveva già compiuto il massacro, ed estratto il bambino dalla pancia della sua migliore amica.

Per i due si sono aperte le porte del carcere, in attesa dell’imminente processo a loro carico. Il bimbo è stato affidato al vero padre.

Uccide la migliore amica a martellate, il movente shock: ‘Volevo adottare i figli’

Avrebbe ucciso la migliore amica a martellate, spinta da uno sconvolgente movente: adottare i suoi quattro figli. Samantha Kelly, 39 anni, sarebbe stata massacrata per questo motivo da Christine Lyons, che avrebbe pianificato il brutale omicidio per prendere il suo posto nel cuore dei bambini.

La cronaca arriva dall’Australia, stato di Victoria, e i fatti risalgono allo scorso 23 gennaio. Soltanto in questi giorni, però, l’assassina è stata condannata dopo aver ammesso le sue responsabilità.

La Lyons, che sarebbe sterile, avrebbe così potuto avere dei ‘figli’, liberandosi della sua amica per sostituirla nel suo ruolo di madre. Complici due uomini, il compagno e il suo ex fidanzato, che l’avrebbero aiutata nelle fasi del delitto e dell’occultamento del cadavere.

A destare i primi sospetti era stata la condotta ‘anomala’ della donna dopo il funerale della vittima, prima di tutto quella strana ossessione per i figli della 39enne scomparsa.

Il primo disegno criminale avrebbe previsto l’uccisione con un cocktail di farmaci, ma la vittima è sopravvissuta a questo primo tentativo ed è stata finita a colpi di martello sulla testa.

Finge una gravidanza dopo aver abortito, poi uccide un’amica per rubarle la figlia nata da 6 giorni

Una donna di 37 anni, dopo aver avuto un aborto, ha organizzato un incontro con un’amica che aveva partorito da 6 giorni, l’ha uccisa e le ha rubato il bambino, sostenendo che fosse suo.
Ysenia Sesmas, questo il nome dell’omicida, non aveva detto a nessuno di aver avuto un aborto e fingeva con amici e parenti di essere ancora incinta.


Aveva preparato una cameretta nella sua casa in Texas e, giunto il momento in cui in teoria avrebbe dovuto partorire, ha iniziato a mostrare le foto di una bimba neonata.
Ma le foto non erano sue: erano quelle di un’ex collega che gliele aveva mandate dopo aver partorito.
Ysenia ha poi organizzato un incontro con l’ex collega Laura Abarca che viveva in Kansas. Dopo averla raggiunta l’ha uccisa e le ha rubato la piccola Sophia, di soli sei giorni.
Tornata in Texas, ha presentato la bambina ad amici e parenti spacciandola per sua.
Il fidanzato di Laura al rientro a casa ha trovato la compagna morta e la bimba scomparsa. L’allarme è stato subito diramato. Ysenia è immediatamente diventata la sospettata numero uno quando gli inquirenti hanno trovato i suoi messaggi indirizzati alla vittima in cui si parlava del loro incontro.
Due giorni dopo Sophia è stata ritrovata illesa a casa di Ysenia, salvata da un intervento effettuato dalle forze speciali della SWAT.
La donna è ora accusata di omicidio di primo grado e rapimento, e rischia una condanna di almeno 50 anni di carcere.