Uccide la figlia di 17 mesi costringendola a mangiare continuamente sale: madre condannata a 30 anni

La donna, 25 anni, avrebbe agito per un assurdo motivo: convincere il suo ex compagno a tornare da lei. Testimone chiave nella ricostruzione del delitto, il figlio di 4 anni.

Pubblicato da Redazione Venerdì 27 luglio 2018

bambina di 3 anni uccisa e sepolta dai genitori

Orrore in South Carolina, Stati Uniti: una bambina di 17 mesi è stata uccisa dalla madre attraverso la continua somministrazione di sale. La donna, 25 anni, è stato processata e condannata a 30 anni di reclusione. Avrebbe agito per convincere il suo ex a tornare da lei, ma il figlio di 4 anni avrebbe smascherato il piano criminale.
Kimberly Martines, 25 anni, è stata condannata per l’omicidio della figlia Peyton, 17 mesi, e dovrà scontare 30 anni di carcere in un penitenziario del South Carolina.
Secondo l’accusa, confermata in sede processuale con la durissima sentenza, avrebbe costretto la piccola a mangiare sempre sale, sino a intossicarla e portarla alla morte.
La bambina, come dimostrato dall’autopsia, è deceduta per ipernatriemia, cioè avvelenamento da sale. Fatale un’insufficienza renale acuta, provocata proprio dall’eccessiva presenza di sodio nel sangue.
Il movente della follia della 25enne sarebbe legato al desiderio di rivedere al suo fianco l’ex marito, da cui si era recentemente separata.
Lo avrebbe ammesso lei stessa alla polizia, come riporta il Daily Mail. La prima versione fornita dalla 25enne sarebbe stata fornita per dissimulare il reato.
Un tentativo di depistaggio vanificato, però, dal racconto dell’altro figlio della donna, 4 anni, che avrebbe fatto una precisa descrizione della condotta materna.
Inizialmente, la Martines avrebbe riferito che l’intossicazione della piccola sarebbe stata causata da un incidente domestico, occorso in un momento di distrazione. Aveva detto di aver trovato Peyton e la sua gemellina dentro un sacco di sale, depositato fuori dall’abitazione.
Secondo la ricostruzione del fratellino maggiore, però, le cose sarebbero andate diversamente: sarebbe stata la mamma a somministrare continuamente il sale alla bimba.
Gli agenti intervenuti sulla scena hanno rinvenuto un sacco di sale occultato tra i cuscini del divano, all’interno dell’appartamento.
Prima di poter richiedere un permesso per eventuale buona condotta, la condannata dovrà scontare almeno l’85% della pena comminata. Gli altri due figli della donna sono stati affidati alle cure dei locali Servizi sociali.