Avezzano, abusi sessuali sulle figlie: legate, stuprate e lasciate senza cibo

Le vittime, entrambe minorenni, sarebbero state costrette a subire torture e violenze sessuali. Indagata anche la madre, che avrebbe contribuito a preservare quell'inferno di orrori.

Pubblicato da Redazione Lunedì 22 ottobre 2018

abuse child

Avrebbe abusato della figlia e della figliastra legandole al divano e lasciandole segregate in casa. Stupri e maltrattamenti all’ordine del giorno in un appartamento di Avezzano, dove le due ragazze avrebbero vissuto come in un lager.

Indagati per violenza sessuale, percosse e lesioni un marsicano e la compagna. Le vittime avrebbero subito diverse sevizie e sarebbero state lasciate senza cibo per giorni.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe usato utensili domestici come strumenti di tortura. Avrebbe anche picchiato la convivente in diverse occasioni, davanti alle due minorenni.

La madre e il padre delle due avrebbero anche omesso le cure igieniche e mediche. Stando ai loro racconti, l’aguzzino le chiamava “Bestie”.

A carico dei genitori è stato aperto un fascicolo e ora si attende la decisione del pm sull’eventuale rinvio a giudizio.

Abusa della figlia per 9 anni: 45enne arrestato

Ha abusato della figlia per nove lunghi anni. Ora la ragazzina è cresciuta e nello scorso mese di settembre ha trovato il coraggio di parlare. Ha raccontato tutto quello che aveva subito in silenzio alla madre, la quale ha subito sporto denuncia ai Carabinieri contro l’ex marito.

Secondo le ricerche degli inquirenti la giovane è stata sottoposta ad abusi dapprima all’interno delle mura familiari, successivamente, dopo la separazione, ne luoghi in cui stava col padre.

‘Le indagini dei Carabinieri a cui si sono aggiunte le relazioni tecniche di specifiche figure professionali hanno consentito di delineare un qualificato quadro probatorio, tale da ricostruire puntualmente una serie di condotte poste in essere dall’uomo in diverse fasi di crescita dell’adolescente’. Si legge in un comunicato diffuso dal Comando provinciale di Potenza dell’Arma.

I Carabinieri hanno arrestato l’uomo in provincia di Potenza. Il 45enne si trova attualmente agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere delle pesanti accuse di violenza sessuale ai danni della figlia minorenne.

Violentata dal padre dai 7 ai 18 anni con la complicità della madre: arrestati marito e moglie

A Palermo un padre avrebbe costretto la figlia ad avere rapporti con lui a partire da quando la ragazzina aveva solo 7 anni e fino a quando ha compiuto la maggiore età. Anche la madre aveva parte attiva in questo abuso, costringendo la figlia ad assecondare il volere del padre con percosse e minacce.
Marito e moglie si trovano ora in carcere in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Termini lmerese Stefania Gallì.
Entrambi i coniugi sono accusati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori e sul padre pende anche l’accusa di violenza sessuale aggravata.
La ragazza ha ora 21 anni e le indagini sono partite quando, al compimento della maggiore età, la vittima degli abusi aveva finalmente trovato il coraggio di presentarsi alla Questura di Palermo per raccontare quello che le succedeva fin da bambina tra le mura di casa.
Fin da quando aveva 7 anni sarebbe infatti stata obbligata quasi quotidianamente a spogliarsi davanti al padre e ad avere rapporti sessuali con lui. Agli stupri si sommavano poi maltrattamenti, minacce e pestaggi da parte di entrambi i genitori.
Dopo che le parole della ragazza hanno trovato riscontro grazie alle indagini avviate e all’acquisizione di esami medici, la giovane è stata condotta in una struttura protetta dove ha avuto accesso a un supporto psicoterapeutico e dove era al sicuro dai suoi aguzzini.
Durante il soggiorno nella comunità i genitori, e in particolar modo la madre, hanno provato più volte a contattarla insistendo per farle ritirare la denuncia, e obbligandola così a vivere in uno stato di perenne timore di ripercussioni.
Ma finalmente dopo 3 anni madre e padre sono stati arrestati e sono ora in attesa di processo.

Sesso per anni con la figlia 13enne, padre confessa: “Cercavo conforto dopo la separazione”

Ha abusato della figlia 13enne per 3 anni, con la giustificazione di cercare un “conforto” dopo la separazione dalla compagna. La drammatica storia arriva dall’Australia, dove un padre di 44 anni ha confessato di aver compiuto abusi sessuali sull’adolescente. Sconterà 13 anni e mezzo di carcere, dopo la condanna con cui è stato dichiarato colpevole di una decina di capi d’imputazione che comprendono anche la detenzione di materiale pedopornografico.

Padre violenta per anni la figlia adolescente: choc in Australia

“Cercavo conforto dopo la separazione”: è con queste poche parole che un 44enne di Kununurra (Australia) ha confessato alle autorità le sue responsabilità dopo la contestazione di 10 capi di imputazione, che vanno dall’abuso sessuale su minori al possesso di materiale pedopornografico. Lui stesso ha definito una “relazione sessuale” il rapporto intrattenuto per almeno 3 anni con la figlia adolescente, appena 13 anni, abusata dal padre che ora è stato condannato a 13 anni e mezzo di reclusione.

La separazione dalla compagna nel 2013, poi gli abusi sulla figlia

Secondo la stampa locale, l’uomo (dall’identità anonima per preservare la privacy della minore) si era separato dalla compagna nel 2013 ed era rimasto a vivere insieme alla figlia. Sarebbe questa la datazione attribuita all’inizio del calvario di abusi e violenze, interrotto solo lo scorso anno, nel 2016, in seguito alla segnalazione di una persona sconosciuta alla polizia australiana.
Al momento dell’irruzione nell’appartamento, gli inquirenti si sono trovati di fronte al fatto compiuto: l’uomo, nudo, era a letto con la ragazzina. Oltre al reato di pedofilia, al 44enne è stata contestata anche la detenzione di materiale sensibile, dopo il ritrovamento di un filmato in cui è ripreso un amplesso tra padre e figlia.

Arrestato e condannato a 13 anni e mezzo di carcere

Il 44enne è stato immediatamente arrestato, e chiamato a comparire davanti al giudice Philip Eaton, è stato condannato a 13 anni e mezzo di reclusione.
La sentenza è arrivata dopo un processo in cui il padre ha sempre declinato ogni aggravante, dichiarando di cercare semplicemente un po’ di sollievo al dolore per la fine della sua relazione con la partner. Ha anche riferito, in aula, che si trattasse di rapporti di natura consensuale ma le condizioni della piccola hanno chiaramente delineato un altro quadro della situazione.
Per la 13enne è iniziato un percorso di riabilitazione psicologica che gli stessi esperti hanno definito non facile, considerato il portato delle violenze subite negli anni dal padre, la persona che avrebbe dovuto tutelare la sua sicurezza e offrirle un po’ di stabilità emotiva dopo la separazione.