Uccide la moglie e si rifiuta di confessare il luogo della sepoltura. Dopo 8 anni apre la trattativa: parlo in cambio dell’Xbox

'Vorrei che la famiglia di Venus sapesse che provo un grande peso per quello che ho fatto. E' un dolore orribile sapere di aver fatto del male a così tanta gente'. Sono state le uniche parole di pentimento pronunciate dal killer

Pubblicato da Redazione Giovedì 25 ottobre 2018

Foto: Pixabay

Dalla cella del carcere in cui è rinchiuso per aver ucciso la moglie, Doug Stewart non ha mai voluto confessare il luogo in cui aveva sepolto il corpo della donna. Dopo 8 anni di silenzio assoluto, tutti erano convinti che il 29enne non avrebbe mai svelato l’arcano. Qualcosa invece è cambiato: l’uomo ha aperto alla trattativa. Stewart ha dichiarato che avrebbe parlato soltanto se gli avessero portato una console Xbox. Nessuno mai aveva pensato che i videogiochi avrebbero potuto far capitolare un killer.

Ottenuto l’accordo, Doug ha condotto i poliziotti nel bosco della Contea di Kalamazoo, in Michigan. E’ lì che nell’aprile 2010 ha ucciso la 32enne, Venus Stewart.

L’ex moglie lo aveva accusato di violenze domestiche e molestie ai danni della loro figlia. Lui era rimasto da solo in Virginia, mentre lei era tornata a vivere dai suoi genitori. Doug, travolto da un odio profondo contro l’ex compagna, ha organizzato il suo omicidio. Con la collaborazione di un amico, Ricky Spencer, conosciuto giocando online alla Xbox si è costruito un alibi. Spencer avrebbe dovuto spacciarsi per Stewart, mentre lui commetteva il delitto. Qualcosa però è andato storto. Il 29enne è stato incrminiato di omicidio e Ricky, ha confessato l’accordo durante l’interrogatorio.

Nel 2011 la corte ha condannato il killer all’ergastolo. Del cadavere di Venus però, nessuna traccia.

E’ stato ritrovato soltanto nei giorni scorsi, grazie alla confessione di Doug. Ora i resti del corpo della donna sono al vaglio degli inquirenti, anche se non sembrano esserci dubbi. Dal canto suo il killer, una volta svelato il luogo della sepoltura, ha preteso il suo compenso. Come se niente fosse. ‘Vorrei che la famiglia di Venus sapesse che provo un grande peso per quello che ho fatto. E’ un dolore orribile sapere di aver fatto del male a così tanta gente’. Sono state le uniche parole di pentimento che Doug ha pronunciato.

Vicenza: uccide la moglie e si dà alla fuga poi si spara in bocca

Ha ucciso la moglie, si è dato alla fuga e poi si è sparato in bocca: è il dramma familiare andato in scena questa mattina nella zona industriale di Lonigo, in provincia di Vicenza. Zoran Lukijanovic, 40 anni, di origine serba, era in auto con la Tamiya Dugalic, 32 anni, anche lei serba, la stava accompagnando al lavoro, quando è scattata l’ennesima violenta lite. A quel punto l’uomo è sceso dall’auto è andato verso la donna e le ha sparato tre colpi di pistola, due al petto e uno alla testa. Poi la fuga e il suicidio.

La corsa a piedi dell’omicida, dopo aver gettato il cadavere della compagna a terra, è stata fermata da una pattuglia della Polstrada, che lo ha individuato nell’area di servizio di Arino (Venezia) dell’autostrada A4: quando l’uomo ha visto gli agenti ha sparato in aria due colpi a scopo intimidatorio con una 7.65 semiautomatica, poi ha rivolto l’arma verso di sé, per un ultimo proiettile dritto in bocca.

Immediata la chiamata al 118 che è subito intervenuto, tentando il trasferimento all’ospedale di Padova con un elicottero, ma è stato tutto inutile. Due i testimoni  dell’omicidio-suicidio: uno è scappato terrorizzato al suono degli spari, il secondo è rimasto sotto shock e non è riuscito a dare l’allarme. A chiamare le Forze dell’Ordine è stato invece un operaio che stava lavorando in una fabbrica nelle vicinanze e ha trovato a terra il cadavere insanguinato e i bossoli dei proiettili.

Zoran Lukijanovic era evaso lo scorso luglio dagli arresti domiciliari a cui era stato confinato per atti di violenza nei confronti della moglie. In precedenza gli era stato notificato un divieto di avvicinamento alla donna e all’abitazione di questa, ad Orgiano. L’uomo era stato quindi costretto a trovarsi un altro appartamento, a una decina di chilometri di distanza, a Lonigo. Nonostante il provvedimento cautelare, le aggressioni e le intimidazioni nei confronti della compagna erano continuate, pertanto si era resa necessaria la misura degli arresti domiciliari. Lukijanovic non aveva rispetto nemmeno quella, tanto che i militari non avevano più sue notizie da luglio.

Coppia trovata impiccata in casa: omicidio suicido forse per un macabro accordo

Drammatico epilogo per una coppia di Pianezze, in provincia di Vicenza, ritrovata impiccata in un appartamento di via Moscardina 20. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, sembra che l’uomo di 58 anni abbia dapprima ucciso la moglie di 56 anni e poi si sia tolto la vita. Alla base dell’omicidio-suicidio ci sarebbe un macabro accordo. A scoprire la coppia ormai priva di vita, il figlio che si è ritrovato improvvisamente orfano.

Il giovane, dinanzi alla sconvolgente scena, ha chiamato immediatamente il 118: i volontari sopraggiunti nell’appartamento hanno potuto soltanto constatare il decesso dei coniugi. Sul posto sono giunti anche i Carabinieri della compagnia di Bassano del Grappa che hanno effettuato tutti i rilievi necessari per poter ricostruire la dinamica della vicenda. Secondo le prime valutazioni sembra che tra Valter Magrin, originario di Mason, e la moglie Paola Bosa, nata a Bassano, ci fosse un accordo per andarsene dalla vita insieme. Nelle prossime ore il pubblico ministero di turno potrebbe disporre l’esame autoptico dei corpi.

Camogli, omicidio-suicidio: uccide la moglie, avverte la famiglia e si toglie la vita

Dramma familiare a Camogli (Genova), dove gli inquirenti lavorano a un caso di omicidio-suicidio avvenuto in un appartamento di via Rosselli. Stefano Martini, pensionato 77enne, avrebbe ucciso la moglie, Rosmary Schiaffino, 70 anni. Si sarebbe poi tolto la vita con la stessa arma da fuoco usata per l’uxoricidio.

Prima di suicidarsi, però, avrebbe informato i familiari del delitto appena compiuto, e sarebbe così scattato l’allarme ai carabinieri.

All’arrivo dei militari la tragedia si era già consumata. La donna era già morta, il marito in fin di vita. L’uomo, un ex commerciante del settore ittico, era molto conosciuto anche per i suoi trascorsi nell’amministrazione comunale (era stato assessore). I sanitari del 118 non sono riusciti a salvarlo, e sul caso indagano i carabinieri di Genova.

Le salme dei coniugi sono state trasferite all’Istituto di Medicina legale del capoluogo ligure, a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti.

Busto Arsizio, lei strangolata, lui impiccato: si ipotizza omicidio-suicidio

Si indaga sull’ipotesi omicidio-suicidio nel caso dei coniugi trovati senza vita a Busto Arsizio (Varese), lui impiccato e lei strangolata. A trovare i corpi è stata la figlia della coppia, 72 e 68 anni, che secondo quanto emerso sarebbe stata in cura per problemi di depressione. La donna era anche affetta da una grave malattia.

Potrebbe essersi trattato di una tragedia familiare dettata da un’insanabile disperazione, e in questo senso nulla è stato ancora escluso dagli inquirenti. Il giallo si sarebbe presentato come un presunto omicidio-suicidio, e la polizia è al lavoro per ricostruirne l’esatta dinamica.

Giovanni Galloni e Maria Dolores Della Bella, marito e moglie di 72 e 68 anni, sono stati trovati senza vita dalla figlia, preoccupata per l’assenza di un contatto con i genitori, intorno all’ora di cena.

La 68enne sarebbe stata strangolata, mentre il 72enne è stato trovato impiccato. L’uomo, stando alla pista battuta dagli investigatori, si sarebbe ucciso dopo l’uxoricidio.

Da tempo, la moglie pare soffrisse di un brutto male, che l’aveva costretta recentemente a un ricovero. Entrambi erano in cura per una presunta depressione, e il movente del delitto potrebbe essere legato proprio alla grave situazione. A dare maggiori elementi sarà l’esame autoptico disposto sui corpi.

Caserta, uccide la moglie e si suicida: lei lo aveva già denunciato

Indagini aperte con l’ipotesi di un omicidio-suicidio: a San Marcellino, un uomo avrebbe ucciso la moglie per poi togliersi la vita all’interno dell’abitazione in cui i figli avrebbero trovato i corpi di entrambi. Al lavoro sul caso, i carabinieri del luogo e quelli del Reparto territoriale di Aversa.
Antonio Topa, 51 anni, carpentiere, avrebbe ucciso la moglie, Immacolata Stabile, 48 anni, e si sarebbe poi ucciso.
La segnalazione è partita dai figli della coppia, che avrebbero fatto la macabra scoperta al loro rientro, intorno alle due della scorsa notte.
La donna mostrerebbe evidenti segni di strangolamento, e il suo corpo senza vita è stato ritrovato in camera da letto. Il 51enne si sarebbe suicidato impiccandosi in un’altra stanza.
Stando alla pista seguita dagli inquirenti, la fase omicidiaria sarebbe maturata al culmine di un violento litigio, e il movente potrebbe essere di natura passionale.
Inutile l’intervento del 118, immediatamente attivato e giunto sul posto. La donna avrebbe denunciato il marito, in passato, per maltrattamenti.
Una denuncia, quella di un anno fa circa, poi ritirata dalla stessa vittima, e che è comunque balzata all’attenzione investigativa come possibile filo conduttore della tragedia familiare.
Le indagini dei militari sono guidate da Antonio Forte, con il coordinamento della Procura di Napoli Nord (diretta da Francesco Greco). Sui corpi è stata disposta l’autopsia, utile a cristallizzare dinamica e tempistica dell’accaduto.

Parma, tentato femminicidio: spara in faccia alla moglie e si getta dal tetto, lei salvata dai figli

Dramma familiare a Martorano (Parma): un uomo ha sparato alla moglie e ha tentato il suicidio gettandosi dal tetto. L’aggressione è avvenuta con una pistola illegalmente detenuta. La coppia è ora ricoverata in ospedale, e la donna sarebbe stata salvata grazie all’intervento dei figli. Per lei una ferita di striscio al volto, lui verserebbe in gravi condizioni.
Si trova in Rianimazione il 66enne che ha sparato in faccia a sua moglie, prima di lanciarsi nel vuoto dal tetto di un’abitazione adiacente. Origini sarde, da circa 15 anni risiede nella zona di Parma.
Dopo il tentato femminicidio-suicidio, entrambi sono stati trasferiti dal 118 all’ospedale Maggiore. Sul caso indaga la polizia, anche se sembra quasi certo che l’aggressione sia maturata al culmine di un violento litigio tra coniugi.
I figli avrebbero fatto di tutto per fermarlo, riuscendo infine a disarmarlo e scongiurando un tragico epilogo. All’arrivo delle forze dell’ordine, si sarebbe gettato nel vuoto dopo aver ingerito del liquido detergente.

Uccide la moglie e il figlio con il fucile, poi si spara

Ennesimo terribile caso di omicidio-suicidio in famiglia. E’ successo nel comune di Teano, nel Casertano: un uomo di 72 anni, titolare di un’azienda agricola, ha ucciso con un fucile la moglie di 63 anni e il figlio di 44, per poi rivolgere l’arma contro se stesso e fare fuoco.
I carabinieri sono intervenuti sul luogo dopo una chiamata al 112 effettuata da un romeno che vive in zona che aveva udito il rumore di diversi spari.
Le forze dell’ordine si sono trovate davanti una scena del crimine con 3 cadaveri riversi in una pozza di sangue. Il fucile giaceva di fianco all’anziano. Questo indizio e le posizioni dei corpi hanno subito fatto pensare a un omicidio suicidio.
I corpi saranno ora sottoposti ad autopsia. Intanto i carabinieri della Compagnia di Capua stanno indagando per capire i motivi del folle gesto. Non è chiaro infatti se l’ira del 72enne sia stata scatenata da una lite familiare o se l’uomo avesse problemi di salute.

Ferrara, uccide moglie e figlio poi si suicida: oggi era previsto lo sfratto

Tragedia familiare a Ferrara: un uomo ha ucciso moglie e figlio e si è suicidato in strada. Il duplice omicidio-suicidio avrebbe un movente legato alle difficoltà economiche e all’imminente sfratto esecutivo della famiglia dall’abitazione in cui risiedeva, in pieno centro, poi data alle fiamme dall’autore del folle gesto. Secondo le ricostruzioni, a poche ore dal dramma sarebbe arrivato l’ufficiale giudiziario per l’esecutività del provvedimento.
Il duplice omicidio di moglie e figlio, 73 anni lei e 48 lui, sarebbe avvenuto all’alba di questa mattina. Poco dopo, l’uomo, un antiquario 77enne, avrebbe dato fuoco all’abitazione, che si affaccia su via Boccaleone e su piazzale Bartoluzzi, zona centrale di Ferrara. Sceso per strada, ha rivolto contro di sè l’arma, sparandosi un colpo mortale. Il primo intervento è stato eseguito intorno alle 6.30 del mattino dai Vigili del fuoco, chiamati a spegnere le fiamme sviluppatesi all’interno dell’edificio.
Un bilancio drammatico e una famiglia distrutta, a poche ore dall’intervento dell’ufficiale giudiziario che avrebbe disposto lo sfratto esecutivo dell’immobile. Una sconfitta morale e familiare alla quale, secondo le ricostruzioni, il 77enne non avrebbe retto. Sarebbe infatti questo il movente della follia omicida. Un mese fa il primo accesso di sfratto non era stato possibile perchè l’abitazione risultava ancora da svuotare.

La chiamata alle forze dell’ordine è arrivata all’alba: la segnalazione di una persona riversa a terra, in strada, con una pistola tra le mani, ha allarmato la polizia che all’arrivo sul posto ha scoperto uno scenario inquietante. Un noto antiquario della città, Galeazzo Bartolucci, avrebbe così ucciso la moglie e il figlio a colpi di arma da fuoco, prima di appiccare un incendio in casa. Sembra che sull’appartamento pendesse lo stato di inagibilità post-terremoto, in realtà ancora occupato dai tre.

Potrebbe dunque trattarsi di una tragedia della disperazione, mentre il centro di Ferrara è squarciato dal dramma di un uomo che ha annientato in pochi istanti gli sforzi di una vita. Una calibro 38 a tamburo per chiudere il cerchio intorno a preoccupazioni sempre più pressanti: è questo il movente su cui si attesterebbe la pista investigativa seguita dalla Questura di Ferrara. Non è comunque esclusa la presenza di altri motivi sullo sfondo di una dinamica, per certi versi, ancora da chiarire.