Neonato picchiato dall’ostetrica perché piangeva troppo: grave epilessia, chiesto inasprimento della condanna

Il drammatico caso di un bambino di soli quattro giorni, percosso sino a produrre lo sviluppo di una gravissima forma di epilessia. L'ostetrica, già condannata a 18 anni di reclusione e ora ai domiciliari, vedrebbe aggravata la sua posizione in seguito agli ultimi accadimenti.

Pubblicato da Redazione Mercoledì 11 luglio 2018

ospedale infermiera cade su neonato

Si aggrava la posizione dell’ostetrica condannata a 18 anni per aver picchiato un neonato di quattro giorni che piangeva troppo. La donna, che era riuscita ad ottenere i domiciliari per badare ai propri figli, avrebbe causato danni cerebrali permanenti al piccolo: si tratta di una grave forma di epilessia sviluppata a tre anni dall’accaduto, secondo l’accusa conseguenza delle violente percosse.
Emiliya Kovacheva, ostetrica bulgara che nell’aprile 2015 picchiò selvaggiamente un neonato di soli quattro giorni in un ospedale di Sofia, rischia davvero grosso dopo aver evitato una condanna esemplare nel primo grado di giudizio.
L’avrebbe picchiato perché “piangeva troppo” e non lasciava riposare i bambini presenti nella nursery, ma quella condotta delittuosa avrebbe causato danni ben più severi di quanto documentato nell’immediatezza dei fatti.
Tre anni dopo, sarebbe venuta a galla una grave forma di epilessia nel bambino, secondo l’ipotesi accusatoria dovuta proprio alla violenza subita.
Nel settembre scorso, era arrivata la condanna a 18 anni di reclusione, pena tradotta nei domiciliari concessi per accudire i figli e i genitori malati.
Alla luce dei nuovi esiti nelle condizioni del minore, la famiglia ha chiesto un inasprimento della pena, e non si esclude che possa arrivare una sentenza di ergastolo.
L’ostetrica era stata smascherata dalle telecamere di sicurezza del nosocomio, e quelle immagini furono ritenute agghiaccianti persino dai giudici.