Partorisce e getta il neonato in un secchio: denunciata una nigeriana

Denunciata in stato di libertà con l'accusa di infanticidio e occultamento di cadavere, avrebbe provato a negare le sue responsabilità. Sul corpo del neonato sarà effettuata l'autopsia.

Pubblicato da Redazione Mercoledì 19 settembre 2018

Montana salvato neonato di 5 mesi rimasto sepolto nel bosco sotto i detriti, al freddo per 9 ore

Una donna di 25 anni, nazionalità nigeriana, è stata denunciata in stato di libertà per infanticidio e occultamento di cadavere. Su di lei grava l’accusa di aver gettato il figlio appena nato in un secchio, poco dopo il parto.

La 25enne è ospite di un centro di accoglienza ad Auletta, provincia di Salerno. A fare la macabra scoperta sono stati i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, allertati da una segnalazione.

Il feto, ormai privo di vita, era avvolto in un telo e nascosto in un secchio di plastica. A lanciare il primo allarme alcune persone presenti nella stessa struttura, insospettite dalle copiose tracce di sangue in uno dei bagni.

Davanti al pressing degli inquirenti, l’immigrata avrebbe tentato di negare ma la sua versione sarebbe stata smentita dagli esiti degli accertamenti medici disposti. All’ospedale di Polla avrebbe confessato il parto e il folle gesto. Si attende l’autopsia.

Neonato gettato dalla madre in un bagno pubblico, salvato dai poliziotti

Drammatica vicenda a Pechino, dove una donna ha compiuto un gesto orribile: ha gettato il suo neonato in un bagno pubblico, per poi andare via. Il pianto disperato del bimbo ha attirato alcuni agenti, intervenuti prontamente a salvarlo.

Le urla del piccolo hanno destato l’attenzione di due poliziotti, che tempestivamente hanno individuato il neonato nel bagno pubblico e lo hanno salvato da morte certa.

La scena è stata agghiacciante. Secondo il racconto degli agenti, il piccolo era nella fogna, con la testa rivolta verso il basso.

Soltanto i piedini erano visibili, e questo ha permesso agli inquirenti di estrarlo da quella che per sua madre, probabilmente, doveva essere la sua tomba.

Fortunatamente, l’epilogo è stato diverso e il bambino è stato estratto vivo e affidato alle cure di un ospedale. La polizia indaga sul caso.

Partorisce in macchina, chiude il neonato in una busta e lo lascia sul tappetino: arresta 21enne

Ha partorito in auto e ha chiuso il neonato in una busta, adagiandolo sul tappetino e tornando a casa come se nulla fosse. Una 21enne, da tutti ritenuta figlia e studentessa modello, è stata arrestata con l’accusa di infanticidio e rischia ora una condanna a 20 anni di reclusione.

A carico di Brennan Hailey Geller, 21 anni, originaria del South Carolina, c’è un’accusa gravissima: avrebbe ucciso lei il figlio appena partorito in auto, poi adagiato sul tappetino, chiuso in una busta di spazzatura.

Avrebbe nascosto a tutti la gravidanza, e quel bambino sarebbe stato un ostacolo ai suoi progetti di giovane spensierata e con un futuro strabiliante davanti a sé. Descritta da tutti come ragazza modello, si sarebbe rivelata una spietata assassina.

La 21enne, che lavorava in una palestra, avrebbe dato alla luce il figlio nella macchina, per poi chiuderlo nel sacchetto e lasciarlo nel veicolo, tornando a casa come se nulla fosse.

Soltanto il giorno seguente, dovendo ricorrere all’assistenza medica, sarebbe stata smascherata dai medici del Pronto soccorso, a cui ha negato gli evidenti postumi di un parto: la Geller ha dichiarato di non avere figli, ovviamente senza darla a bere ai sanitari.

Allertata dai medici, la polizia si sarebbe messa alla ricerca del corpo del neonato, trovandolo effettivamente dentro la vettura della madre.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe maturato nella piena facoltà di intendere e volere della giovane, che avrebbe voluto sbarazzarsi del bimbo per tornare alla vita di sempre, nascondendo l’evento a tutti.

Genitori e amici hanno dichiarato di non essere mai stati informati dello stato interessante della 21enne, e le loro versioni sono ora al vaglio degli inquirenti.

Terni, neonato morto in un sacchetto: la madre trasferita in una struttura protetta

Emergono nuovi dettagli sul caso del neonato trovato morto in un sacchetto di plastica, a Terni. La madre, non ancora sottoposta a misura restrittiva, è stata trasferita in una struttura protetta. Il piccolo era stato ritrovato in una busta di plastica nei pressi del parcheggio di un supermercato.

Ha confessato di aver abbandonato il figlio appena nato, la 27enne ternana rintracciata e indagata per infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale. Su di lei non è stata ancora emessa alcuna ordinanza restrittiva della libertà personale.

La madre dovrà restare reperibile ed è stata trasferita in un centro protetto su autorizzazione della Procura inquirente. Il corpo del piccolo è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Questo provvedimento sarebbe scattato anche in virtù del fatto che la donna è madre di un’altra bambina, 2 anni, affidata temporaneamente a una zia.

A causare la morte del neonato, come evidenziato dai primi risultati in sede autoptica, sarebbe stata un’asfissia, ma per conoscere nel dettaglio un’eventuale concausa dell’ipertermia sarà necessario attendere tutti gli esiti di laboratorio.

Agli investigatori, la 27enne ha detto di aver agito da sola, parto compreso. Avrebbe anche riferito di aver nascosto la gravidanza ai familiari e persino al compagno, operaio originario dell’est.

La drammatica scoperta del bambino morto nella busta è avvenuta in zona Borgo Rivo, intorno alle 20 del 2 agosto scorso.

Inutili tutti i tentativi di rianimazione, e la caccia alla madre si era conclusa poche ore dopo. Sul posto la polizia, Squadra mobile e Scientifica. L’allarme era scattato dopo la segnalazione di una donna che, alla vista di quel sacchetto, aveva allertato i dipendenti del supermercato.

Neonato gettato in una fossa biologica: il video shock del ritrovamento


In questo video si vede il momento straziante in cui un neonato viene salvato dopo essere stato sepolto vivo sotto a una pila di rifiuti in una fossa biologica a Giava, in Indonesia.
Gli abitanti della zona nelle riprese sono riuniti intorno alla fossa scavata a mano di fianco a una casa abbandonata e spostano freneticamente i detriti per scoprire un piccolo bimbo appena nato.

Montana: salvato neonato di 5 mesi rimasto sepolto nel bosco sotto i detriti, al freddo per 9 ore

Salvataggio record in Montana: un neonato di 5 mesi è stato ritrovato sepolto da detriti e rami in un bosco. E’ rimasto per nove ore al freddo con i vestiti bagnati addosso e con il volto rivolto a terra: nonostante le estreme condizioni in cui si è ritrovato è sopravvissuto e ha riportato soltanto qualche danno di lieve entità.

Le autorità della Missoula County erano intervenute in una zona nota come Lolo Hot Springs, di competenza della Lolo National Forest, intorno alle 20.00 in seguito a una chiamata che segnalava un uomo intento a minacciare della gente. E’ stata proprio questa persona a denunciare la presenza del corpicino di un neonato sepolto nel bosco. L’uomo non era però stato in grado di fornire dettagli sulla sua geolocalizzazione, così i poliziotti hanno reclutato una piccola squadra di soccorso e insieme si sono addentrati nel bosco per recuperare il piccolo. Ci sono volute 6 ore: il neonato è stato ritrovato intorno alle 2.30 della mattina dai ricercatori, grazie anche al suo pianto.

Members of the Missoula County Sheriff’s Office were called out last night at approximately 8pm for a male suspect who...

Pubblicato da Missoula County Sheriff's Office su Domenica 8 luglio 2018

Il piccolo era tutto bagnato e rivolto con la pancia e il viso a terra: la temperatura esterna era di circa 8 gradi. Immediatamente è stato soccorso e poi trasportato in ospedale, dove i medici hanno fortunatamente riscontrato soltanto qualche ecchimosi e graffio. Ora è stato affidato alla custodia della Division of Child and Family Services. ‘Per tutti noi dell’Ufficio dello sceriffo, questo è ciò che può essere definito come un miracolo. L’uomo che ha segnalato la presenza del bambino ha 32 anni, alcuni precedenti penali e attualmente la sua relazione con il bambino non è stata chiarita’, si legge nel comunicato degli ufficiali.

Feto di 6 mesi trovato nell’impianto di depurazione in provincia di Bolzano

carabinieri nas trento
ANSA / foto
Un feto di 6 mesi è stato ripescato dall’impianto di depurazione di Termeno, in provincia di Bolzano. Qui confluiscono le acque nere di 8 diversi comuni dell’Alto Adige, e a fare l’inquietante scoperta sono stati i dipendenti che lavorano al depuratore.
Il feto è stato ritrovato all’interno delle vasche dell’impianto. La scoperta risale a qualche giorno fa e i Carabinieri dei Nas di Trento stanno indagando per capire come il feto sia finito nelle fognature.
Potrebbe trattarsi di un aborto spontaneo, ma nel tentativo di rintracciare la madre gli inquirenti stanno interrogando ginecologi e cliniche della zona.

Neonata sepolta viva sopravvive per 7 ore e viene salvata

neonata seppellita viva si salva

Una neonata brasiliana nata in una comunità indigena è sopravvissuta per 7 ore dopo essere stata sepolta viva dalla sua famiglia. Una balia ha allertato le autorità, che hanno salvato la bambina miracolosamente ancora in vita.
Il fatto è successo nello Xingu National Park nella regione di Mato Grosso, zona abitata da molte tribù indigene.
La polizia ha rilasciato un video in cui si vedono gli agenti scavare un buco nella sabbia in piena notte per estrarne una neonata con ancora il codone ombelicale attaccato.

La bisnonna della bambina è stata arrestata in attesa di chiarire se si sia trattato di un tentativo di infanticidio oppure se la donna fosse convinta che la piccola fosse morta.
La famiglia ha dichiarato infatti che la bambina sarebbe caduta sbattendo la testa mentre la madre stava partorendo in bagno. Le autorità sospettano però che si tratti invece di un tentativo di sbarazzarsi di una neonata “scomoda” in quanto il padre non l’ha riconosciuta e la madre ha solo 15 anni.
La neonata è stata portata a Cuiaba, la capitale di Mato Grosso, e ricoverata in terapia intensiva. Nonostante le 7 ore passate sottoterra sembra che la bambina stia bene.

Neonato trovato vivo avvolto in un sacco della spazzatura e sepolto sotto una pila di rifiuti

Un video scioccante mostra un gruppo di uomini intenti a salvare un neonato che si trova dentro a un sacco della spazzatura sepolto sotto a una pila di rifiuti.
Probabilmente dopo aver sentito il pianto provenire dai sacchi accatastati, i passanti hanno iniziato a rovistare tra le buste scoprendo che una di esse conteneva un bambino appena nato.

Il piccolo non emette alcun suono mentre un uomo apre con cautela il sacchetto per liberarlo. Dopo il ritrovamento, al neonato sono state prestate cure di emergenza.
Non si sa con precisione dove il video sia stato girato, ma alcuni utenti hanno affermato che i protagonisti parlano francese pidgin, lingua presente in molti Paesi dell’Africa occidentale.
Dal video non si capisce cos’è successo al bambino e chi l’ha abbandonato.
E purtroppo non è l’unico caso: è recentissima la notizia di una bambina abbandonata nell’immondizia in Cina con ancora il cordone ombelicale.
E purtroppo anche l’Italia non è esente da casi simili, come quello della neonata trovata morta sul nastro trasportatore di un centro rifiuti delle Marche tre mesi fa.