Torino, richiedente asilo sventa rapina: titolare del market lo assume

Il coraggio del 27enne Ewansiha Osahon è stato premiato: originario della Nigeria, ha avuto il sangue freddo di intervenire per sventare l'assalto in un negozio del capoluogo piemontese, diventando un vero e proprio eroe.

Pubblicato da Redazione Venerdì 6 luglio 2018

sventa rapina

Il richiedente asilo Ewansiha Osahon non ci ha pensato due volte: ha sventato una rapina e la titolare lo ha assunto. Un gesto, quello del 27enne originario della Nigeria, che ha lasciato il segno, tanto da farlo diventare un vero e proprio eroe.
Sarebbe intervenuto in difesa della cassiera di un supermarket, davanti a cui è solito stazionare. Ha un regolare permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari.
Avrebbe avuto la prontezza di neutralizzare il rapinatore, cogliendolo alle spalle. La proprietaria, in segno di riconoscenza, lo ha assunto come magazziniere a tempo indeterminato.
L’assalto del malvivente è avvenuto in un negozio nella zona di Barriera di Milano. Le telecamere di videosorveglianza hanno mostrato agli inquirenti le concitate fasi dell’intervento del nigeriano, con la colluttazione tra il migrante e il rapinatore (che è comunque riuscito a far perdere le proprie tracce).

Padova: richiedente asilo nigeriano salva una giovane suicida gettatasi in un canale

Padova richiedente asilo nigeriano salva una giovane suicida gettatasi in un canaleFoto di repertorio / ansa

A Padova, grazie all’intervento di Solomon, un giovane nigeriano richiedente asilo, si è evitato il peggio: una ragazzina di origini cinesi ha deciso di togliersi la vita per una amara delusione d’amore, gettandosi dal ponte all’incrocio tra via Trieste e corso Garibaldi, dal lato delle Porte Contarine, finendo nelle acque del Piovego, il canale artificiale che attraversa la città veneta. In quell’esatto istante, come riporta Padova Oggi, c’erano almeno dieci passanti che hanno assistito alla scena inermi, mentre il giovane immigrato non ha perso tempo, si è gettato nel canale e ha tratto in salvo la giovane.

Solomon, 19 anni, si è tolto in fretta i vestiti e si è tuffato, riuscendo a recuperare la ragazza e a trascinarla a riva ancora prima che arrivassero sul posto i soccorritori del 118. Nel mentre gli avventori sono rimasti paralizzati, alcuni hanno ripreso la scena con il cellulare. Pochi minuti dopo sono sopraggiunti i Vigili del Fuoco, la Polizia e l’ambulanza, ma la giovane era già stata salvata dalle acque pericolose del canale. ‘Ho sentito urlare, ho visto quella ragazza buttarsi in acqua. Mi sono spogliato, mi sono tuffato e l’ho raggiunta’, ha raccontato il giovane eroe, mentre la folla applaude al suo gesto. Anche i poliziotti della volante gli stringono la mano e si complimentano con lui: ‘Sei stato bravo’.

Sia la ragazza che il nigeriano sono stati trasportati in ospedale per accertare che fossero in buone condizioni generali.

Ventimiglia: un senegalese si tuffa e salva due bambini in mare

Ventimiglia un senegalese si tuffa e salva due bambini in mare

Due bambini stavano per annegare e Cheikh Samba Beye, un uomo senegalese di 44 anni, si è subito tuffato in mare per salvarli: la vicenda a lieto fine è avvenuta lo scorso 19 giugno a Ventimiglia, in Liguria, una cittadina nota per il gran numero di migranti che ospita. L’uomo, che lavora come tuttofare in uno stabilimento balneare, ha sentito delle donne urlare e indicare in acqua due figure, subito ha capito che si trattava di un’emergenza e così si è attivato per salvare i due piccoli in difficoltà. I bambini sono stati riportati a riva sani e salvi.

‘L’unico mio pensiero era che non morissero, mi si sono aggrappati addosso con una forza che non avevo mai visto prima’, ha raccontato Cheikh in un’intervista rilasciata all’Huffington Post.

Cheikh Samba è un immigrato, ha lasciato il suo Paese, il Senegal, 12 anni fa: ha vissuto in Francia, in Spagna poi è approdato in Italia, dove ha abitato a Monza, Busto Arsizio, Milano, Varese e infine Ventimiglia. Non è mai rimasto senza lavorare, ha fatto il cameriere, il badante, il domestico e ora è impiegato come ‘jolly’ in uno stabilimento balneare. Ogni mese, spedisce in Senegal, alla sua famiglia, parte di quanto guadagna.

La mamma dei bambini salvati dall’annegamento ha voluto regalare a Samba un nuovo cellulare in segno di ringraziamento, visto che il suo si è rotto in acqua durante il salvataggio, mentre dal Comune potrebbe ricevere una medaglia d’oro al valore civile. ‘Vorrei che in qualche modo il mio gesto fosse un esempio. Per quelli che arrivano, ma anche per quelli che accolgono. I migranti devono rispettare le leggi e le persone e non fare casini, i secondi non devono giudicare dal colore della pelle, ma dal cervello, dal cuore, dall’anima, dalla voglia di impegnarsi’, ha spiegato Samba.

Salvò due bambini dalle fiamme: migrante tunisino a rischio espulsione

Paris migrant camp evacuationFoto / ansa

Una Francia a doppio senso di marcia, quella in cui un migrante tunisino che salvò due bambini dalle fiamme rischia l’espulsione e in cui Macron, pochi giorni fa, ha dato la cittadinanza e un lavoro a un clandestino eroe. La storia di Aymen potrebbe avere un epilogo infelice, nonostante abbia fatto una cosa incredibile per aiutare il prossimo.

Francia: eroe che viene, eroe che va nella nazione di Macron

Si può proprio dire così, per la nazione guidata dal presidente Macron, in cui per un eroe che viene, un altro se ne va (o rischia di andarsene).
La storia, simile per certi aspetti a quella del clandestino eroe che, pochi giorni fa, ha scalato a mani nude un palazzo sino al quarto piano per salvare un bambino dall’imminente caduta, sta tenendo sotto scacco l’opinione pubblica francese. Oltre, ovviamente, ai legali del protagonista che hanno dichiarato guerra contro le discriminazioni.
Aymen ha 25 anni, nazionalità tunisina, e nel 2015 non si fece scrupoli a gettarsi tra le fiamme per strappare da morte certa due bambini.
Un gesto eroico stretto sotto il giogo della burocrazia, che nulla vede e nulla ascolta se non i dati oggettivi di una questione comune a moltissimi altri migranti: il permesso di soggiorno è scaduto, per questo, all’orizzonte, si profila sempre più concreta l’ipotesi espulsione.

Aymen non è Mamadou: due vite simili, due destini diversi

Mamadou ha salvato un bambino arrampicandosi sino al quarto piano, eroe improvvisato che Emmanuel Macron in persona ha voluto premiare con la promessa di un futuro in terra francese.
Un destino, quello dell’ormai noto ‘Spiderman’ delle cronache internazionali, ben diverso da quello che attende Aymen, a breve destinatario di un decreto di espulsione perché sprovvisto del permesso di soggiorno in corso di validità.
Eppure, anche lui aveva fatto qualcosa di eroico, salvando due bimbi da un incendio, intrappolati in un appartamento preda di spaventose fiamme. Per Aymen, soltanto una medaglia.
Philippine Parastatis, avvocato difensore del 25enne che sta per essere espulso, ha lanciato un appello al presidente Emmanuel Macron, affinché non diventi realtà il triste e ingiusto detto: “Due pesi e due misure”.