Lascia morire di fame i suoi due cani e rimane in casa con i cadaveri in decomposizione

L'atroce fine dei due barboncini ha sconvolto l'intera comunità, e costretto le autorità a far scattare le manette ai polsi della 32enne accusata di averli uccisi.

Pubblicato da Redazione Giovedì 9 agosto 2018

cane ucciso

Una storia di orrore e follia nel cuore del Regno Unito, dove una 32enne è stata denunciata per aver fatto morire di fame i suoi due barboncini, rimanendo a vivere in casa con i loro cadaveri in decomposizione. L’episodio è accaduto in un appartamento di Rotherham, South Yorkshire.

A fare la macabra scoperta sono stati gli ispettori dell’ente benefico contro le violenze sugli animali, l’RSPCA, operante su tutto il territorio inglese.

Autrice della barbarie Tara Bridges, riconosciuta colpevole della morte dei due cani. Ad allertare le autorità erano stati alcuni vicini, insospettiti dal micidiale odore che proveniva dalla casa della 32enne.

Al loro arrivo, gli operatori hanno trovato i due barboncini morti sul divano, in avanzato stato di decomposizione e ricoperti di vermi. Uno sarebbe morto almeno due settimane prima.

Per la donna è scattato l’arresto con l’accusa di maltrattamenti su animali. Agli inquirenti ha fornito la sua versione, sostenendo di essere stata troppo occupata, ultimamente, per occuparsi dei poveri barboncini. Avrebbe anche cercato di sfuggire alle accuse indicando un’altra persona come responsabile di quelle atrocità, ma i risultati delle indagini l’avrebbero smentita.

Brescia: ucciso a bastonate Kuma, cane mascotte dei bambini

Il dolce Kuma, pastore tedesco idolo dei bambini nel Bresciano, è stato ucciso a bastonate. Un massacro senza un perché, scoperto con il ritrovamento dell’animale, ormai privo di vita, sotto un cumulo di sterpaglie. Sul caso indagano i carabinieri, alla ricerca di chi ha compiuto la barbara violenza.

Kuma sarebbe stato massacrato con un bastone, senza motivo, poi abbandonato a pochi metri dalla cascina in cui viveva. Lì tantissimi bambini lo incontravano, compagno di giochi sempre fedele e pronto a ricevere una carezza.

Era la mascotte dei più piccini, abituati alla sua tenera presenza vicino al centro equestre di Brescia. Il cane, pastore tedesco, era sparito lo scorso 24 luglio, prima di essere ritrovato senza vita e con evidenti segni di violenza.

Per tutti era il ‘gigante buono’, e da circa tre anni scodinzolava a chiunque gli porgesse un po’ di cibo e un abbraccio intorno alla scuola di equitazione. I proprietari hanno sporto denuncia, e la vicenda potrebbe avere nuovi sviluppi nelle prossime ore.

‘Vi diamo una settimana per levare sti maledetti cani, altrimenti li impicchiamo’

cani in canile
Di Celiafoto/Shutterstock.com / foto
In Sicilia le storie di maltrattamenti di animali sono purtroppo all’ordine del giorno. I volontari che cercano di aiutare i randagi e di salvare tante vite a 4 zampe si trovano spesso a dover lottare contro chi non la pensa come loro, e crede che i cani siano un fastidio da eliminare anche in modi brutali.
I volontari del canile rifugio di Partinico, in provincia di Palermo, hanno trovato una spiacevolissima sorpresa ad attenderli nel pomeriggio del 10 luglio: fuori dalla struttura c’era un cartello bianco con una scritta rosso sangue che recita: “’Vi diamo 1 settimana per levare sti maledetti cani. Poi li troverete impiccati uno a uno. Merde di volontari”.

Esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutti i volontari di Partinico (Pa). Non possiamo far finta di nulla, presenteremo un esposto. La violenza contro chi non può difendersi non ci lascia indifferenti .

Pubblicato da Animalisti Italiani Onlus su Martedì 10 luglio 2018

La struttura ospita tra l’altro 20 cuccioli indifesi e in cerca di casa. La onlus Animalisti Italiani ha fatto una segnalazione affinché questa minaccia non passi inosservata, commentando: “Esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutti i volontari di Partinico (Pa). Non possiamo far finta di nulla, presenteremo un esposto. La violenza contro chi non può difendersi non ci lascia indifferenti”.
Purtroppo casi di violenza sugli animali vengono spesso perpetrati nel Sud Italia, come già successo nella siciliana Sciacca dove sono stati avvelenati 30 cani. Ma anche il Nord non è esente da casi simili, come dimostrano le spunge fritte con veleno a Genova che hanno ucciso molti 4 zampe.

Valtellina, i cani abbaiano troppo: bruciati vivi nel loro recinto

cani bruciati vivi nel recinto
Facebook / foto
Non c’è mai fine alle atrocità commesse dagli uomini nei confronti degli animali: ad Albaredo San Marco, un paese di 300 abitanti in provincia di Sondrio, due cani sono stati bruciati vivi nel recinto in cui vivevano.
Bobo e Lea facevano il loro dovere: abbaiavano per fare la guardia alla casa. Ma evidentemente a qualcuno che abitava lì vicino quei cani davano fastidio, tanto da spingersi a un gesto così crudele, incendiando i recinti e bruciando vivi i poveri animali indifesi.
A scoprire il terribile fatto la proprietaria dei cani, che ha deciso di denunciare l’accaduto con un post su Facebook, condiviso dall’ENPA di Sondrio.

2 cani sono morti bruciati vivi...un atrocità!!!Se qualcuno sa' o ha visto qualcosa parli...queste cose nn devono passare impunite!! 😡😡

Pubblicato da ENPA Sondrio su Domenica 24 giugno 2018

“Pensi che le persone abbiano un’anima, un cuore, una coscienza”, scrive Marzia, “nonostante le atrocità quotidiane nel mondo, alla fine tu sei convinto che nel tuo piccolo certe cose non succederanno. Poi ti svegli una domenica mattina e scopri dolorosamente che una mano ancora ignota, ma certamente ignobile, durante la notte ha volontariamente bruciato vive due creature che hanno commesso un unico errore: abbaiare”.

Veterinario accusato di contrabbandare l’eroina nella pancia di 7 cuccioli di cane

Veterinario accusato di contrabbandare l'eroina nella pancia di 7 cuccioli di cane
Photo by Anoir Chafik on Unsplash

A New York, un veterinario è stato arrestato con l’accusa di impiantare pacchetti di eroina liquida nel ventre di alcuni cuccioli al fine di trasportare illegalmente la droga negli Stati Uniti. Il giro di droga, che è stato fermato nel 2005 dagli agenti antidroga statunitensi insieme a quelli colombiani. Oggi, il veterinario apparirà per la prima volta davanti al giudice; l’uomo, Andres Lopez Elorez di 38 anni, è stato fermato solo alla fine del 2015 in Spagna dove ha combattuto contro l’estradizione negli Stati Uniti.

L’uomo, al momento si è dichiarato non colpevole di traffico di eroina attraverso mezzi che sono considerati non ortodossi.

Tutto merito di Phyllis Taiano, fondatrice di For Paws Sake NYC, un’organizzazione per il soccorso degli animali. Attraverso i suoi sforzi, le vite di centinaia di cani sono state salvate.

La donna ha raccontato gli enormi rischi a cui erano sottoposti i cuccioli che venivano sedati ben due volte nel giro di soli 7 giorni: setticemia e infezioni solo due dei tanti.

Martedì scorso, il giudice ha ordinato la detenzione permanente per Lopez Elorez che è ora in attesa di processo.

I cuccioli, sequestrati nel 2005, hanno vissuto vite interessanti e piene: due sono diventati animali domestici mentre un altro è stato addestrato come cane da fiuto per la ricerca di droga.