Rubano il mezzo di lavoro al padre: 3 sorelline muoiono di fame

Le bambine sono state portate in ospedale dalla madre quando ormai era già troppo tardi

Pubblicato da Redazione Giovedì 26 luglio 2018

bimba mamma

Una donna di Delhi ha portato le figlie di 8, 4 e 2 anni in ospedale, dove i medici le hanno dichiarate morte. Quando la polizia ha chiesto alla madre com’erano morte, con un filo di voce e quasi svenendo lei ha risposto “Datemi del cibo…”
Le 3 bambine sono morte di fame. E’ quello che hanno dedotto i medici da un primo esame. Non avevano mangiato per 8 giorni. Nel loro corpo non c’era traccia di grasso e lo stomaco era completamente vuoto: si è trattato di un caso di grave malnutrizione.
La famiglia si era trasferita a Delhi pochi giorni prima e il padre si era assentato in cerca di lavoro. Il risciò che utilizzava per trasportare persone gli era infatti stato rubato, togliendogli così la fonte di sostentamento con cui manteneva moglie e figlie.
Secondo la polizia, la madre sembrava “mentalmente debole” e nella casa dove vivevano erano state trovate alcune medicine anti diarroiche e poco altro.
Le due bambine più piccole erano state male per alcuni giorni, con vomito e diarrea. Non è chiaro come mai la figlia maggiore, che andava a scuola e avrebbe dovuto ricevete il pasto quotidiano previsto, si sia ammalata come le sorelle.

Umiliano la figlia di tre anni in preda alla fame, la lasciano senza cibo e la uccidono: chiesta la pena di morte per i genitori

Hanno umiliato la figlia di 3 anni che implorava un po’ di cibo, lasciandola in preda alla fame per poi ucciderla. Chiesta la pena di morte per i i genitori, il cui sadismo ha impressionato investigatori e giudici e ha scritto una pagina dell’orrore senza troppi precedenti tra le cronache statunitensi.
“Quando abbiamo trovato il corpo della bambina, era così denutrita che sembrava una vittima dell’Olocausto”: questo un inciso del verbale degli inquirenti, impegnati nei rilievi sulla scena di un orrendo crimine nello Utah, Stati Uniti.
Una condotta sadica e spietata contro una bimba di appena 3 anni, loro figlia, tenuta senza cibo di proposito per mero divertimento, come in un macabro teatro degli orrori.
Sulla testa dei genitori pendono gravissimi capi d’imputazione, che potrebbero condurli dritti alla pena capitale, chiesta con forza dall’accusa.
Miller Costello, 25 anni, e la compagna Brenda Emilie, 23 anni, avrebbero attuato il loro diabolico piano contro la figlia senza alcuno scrupolo, e nel pieno della loro facoltà di intendere e volere.
La bimba, uccisa nel 2017, presentava segni evidenti di denutrizione, pessime condizioni di salute e lesioni su tutto il corpo.
Il padre e la madre, il cui processo potrebbe culminare nella loro esecuzione, hanno filmato i maltrattamenti con uno smartphone.
In una delle drammatiche sequenze, proiettate in aula, si vede la piccola che addenta una misera cipolla, con il volto rigato dal sangue che le cola dal naso.
In un altro filmato, la madre avvicina un boccone alla piccola, in lacrime perché affamata, per poi toglierlo senza farglielo addentare. Gli inquirenti hanno definito il caso come il peggiore tra quelli registrati ai danni di un minore.

Lasciano morire di fame il figlio di 5 mesi: era arrivato a pesare meno di quando era nato

Un bambino di 5 mesi è stato lasciato morire di fame dai suoi genitori e al momento della morte il suo peso era inferiore a quello della nascita. Hannibal Oceja ha avuto un arresto cardiaco risultato fatale. Il piccolo pesava solo 2,2kg, quasi 800 grammi meno di quando era nato.
Secondo quanto stabilito dal coroner, il neonato è morto per deficit di sviluppo, malnutrizione e insufficiente ingestione di liquidi.


I genitori Anthony Oceja di 30 anni e Loreana Martinez di 25 sono stati accusati di omicidio.
Secondo le testimonianze di chi ha visto il bambino, le sue ossa si intravedevano facilmente, la colonna vertebrale sembrava sul punto di spuntare fuori dalla pelle e il cranio era evidente.
Un paramedico intervenuto a casa della coppia ha chiesto se il bambino fosse veramente di 5 mesi e non invece di sole 5 settimane.
La mamma insisteva nel dire in molte occasioni che suo figlio era perfettamente sano e che anche gli altri due figli della coppia erano “rimasti piccoli”.
La donna ha anche negato di aver ricevuto l’indicazione dal pediatra di integrare il suo latte con quello artificiale, e dice di aver allattato al seno il bambino più volte al giorno.
Loreana avrebbe anche saltato diverse visite pediatriche prima che il bambino morisse.
Oltre che di omicidio del piccolo Hannibal, i genitori sono stati accusati anche di maltrattamenti nei confronti della loro figlia di due anni e del figlio di 3, che sono stati affidati ai servizi sociali.
La coppia è stata dichiarata infine colpevole anche di crudeltà sugli animali, in quanto non si prendevano cura nemmeno dei due cani di loro proprietà.

Russia, 17enne fa morire di fame il figlio: voleva stare con gli amici

Una madre 17enne ha abbandonato il figlio di 9 mesi per una settimana per stare con i suoi amici. Il piccolo, lasciato da solo, è stato ritrovato dalla polizia morto di fame, nell’abitazione della madre. Questo drammatico fatto di cronaca è avvenuto in Russia, e la madre del piccolo, è stata condannata a sei anni e mezzo di reclusione per aver abbandonato il figlio. Una sentenza che sta scatenando molte polemiche in Russia.

Secondo le prime ricostruzioni, la madre del piccolo di appena 9 mesi, aveva deciso di trascorrere qualche giorno con degli amici e, approfittando dell’assenza del marito, aveva lasciato il piccolo da solo a casa. I vicini di casa, non notando movimenti all’interno dell’abitazione, hanno allertato la polizia, che purtroppo non ha potuto fare niente per salvare il piccolo. L’autopsia ha rivelato che il bimbo è morto di stenti, per mancanza di cibo e acqua per più di una settimana.
In Russia si sono scatenate molte polemiche per la sentenza giudicata “troppo leggera” mentre la madre sembrava priva di sensi di colpa per quanto aveva fatto. Durante il processo, erano emersi diversi elementi a carico della madre, che spesso si lamentava di non riuscire a dormire o di non poter vedere gli amici, proprio a causa del neonato. Alla lettura della sentenza c’è stata molta indignazione, dovuta proprio all’atteggiamento quasi distaccato della diciassettenne che sembrava non nutrire quasi sensi di colpa. Per questa ragione i sei anni e mezzo di condanna hanno acceso una viva polemica perchè considerati troppo pochi per punire un simile crimine e atteggiamento.