Bambina di 2 anni con un tumore al cervello, i medici rifiutano di darle precedenza per una visita diagnostica

La piccola Lara Willcox riusciva a malapena a sollevare la testa, vomitava in continuazione quando sua madre si era rivolta ai dottori supplicando che la visitassero. Ma, incredibilmente, i medici si sono rifiutati.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 8 giugno 2018

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Una bambina di 2 anni con un tumore al cervello, una madre che supplica una visita e i medici che si rifiutano: alla piccola Lara Willcox non è stata data alcuna precedenza, malgrado un quadro clinico allarmante e le pressioni della mamma che chiedeva ai dottori di fare in fretta e avere il prima possibile una diagnosi.

Lara Willcox: l’odissea della bambina di 2 anni in Gran Bretagna

Lara Willcox, 2 anni, riusciva a malapena a sollevare la testa e vomitava fino a tre volte al giorno, ma i medici del Royal University Hospital si sono comunque rifiutati di spostare il suo appuntamento per un esame diagnostico al cervello. Poco dopo, i genitori avrebbero deciso di rivolgersi altrove, al pronto soccorso dell’ospedale pediatrico di Bristol, ricevendo la diagnosi infausta.

La diagnosi di un tumore al cervello

A Bristol, gli accertamenti sulla piccola hanno dato il peggiore degli esiti, confermando le paura della madre della minore: la piccola aveva un tumore al cervello, che necessitava di un immediato trattamento. I genitori si erano allarmati vedendo la loro bambina con sintomi sempre più severi. E avevano ragione. Vomito, letargia, inappetenza e difficoltà a stare in posizione eretta erano tra le manifestazioni più evidenti che qualcosa non andasse.

I medici sostenevano si trattasse di un disturbo transitorio

I medici del Royal Universtity Hospital del Somerset (compreso quello di base della famiglia Willcox) avevano rassicurato i genitori sostenendo che la loro piccola fosse affetta da un disturbo transitorio infantile, guaribile con una blanda terapia farmacologica, inserendo la minore nel programma di controlli di routine: entro i tre mesi successivi, Lara avrebbe dovuto essere sottoposta a una Tac.

La decisione della mamma di Lara Willcox

Ma i coniugi Willcox non hanno mai sposato la tesi avanzata dai medici, per cui hanno supplicato l’equipe di anticipare l’esame diagnostico al fine di scongiurare la presenza di qualche patologia ben più grave. Richiesta archiviata dai sanitari con un rifiuto. La corsa al Bristol Children’s Hospital avrebbe poi confermato quanto i genitori ipotizzavano da tempo: c’era una grossa massa tumorale nel cervello della bambina, e anche un pericoloso accumulo di liquidi.

La terapia e l’intervento chirurgico

Dopo la diagnosi, la bambina è stata sottoposta a un drenaggio per ridurre la compressione cranica, poi a un delicatissimo intervento per l’asportazione del tumore. Operazione cui è seguito il volo disperato negli Stati Uniti al fine di sottoporla a un trattamento specialistico avanzato.

Le foto della bambina diffuse dalla mamma: un monito contro i ritardi della sanità

La madre di Lara ha deciso di diffondere sui social le immagini della sua bambina, martoriata dal gravissimo male, usando quelle foto drammatiche per sensibilizzare la gente e informare tutti sui rischi della diagnosi tardiva e della malasanità.


Non è ancora chiaro se e quanto potrà influire il ritardo diagnostico nel decorso post operatorio della minore. Potrebbe perdere l’udito o la vista e anche avere un danno cerebrale permanente.

Genitori pronti alla battaglia legale

I coniugi Willcox hanno fatto causa all’ospedale, e i loro legali sono al lavoro per predisporre quanto poi finirà in tribunale come accusa a carico dei medici. Un anno dopo il caso di Lara, nel 2017, un altro minore sarebbe stato protagonista di una vicenda simile. Il portavoce del Royal Hospital ha spiegato come anche il nosocomio si sia dotato di un regolamento specifico per il reparto di pediatria in materia di trattamento celere dei tumori infantili, e sarebbe stata anche avviata un’indagine interna.