Riforma costituzionale 2016

La Riforma Costituzionale 2016 interviene sul bicameralismo perfetto, cambiando in diversi punti il ruolo odierno del Senato, sull'abolizione definitiva delle Province, sul referendum e altri punti. Qui troverete articoli d'approfondimento e tutte le ultime news

Risultati Referendum, vince il No: dati e analisi di voto

Risultati Referendum, vince il No: dati e analisi di voto

Ha vinto nettamente il No al Referendum costituzionale 2016 tenutosi il 4 dicembre. Con alta affluenza, il 68% il risultato è stato la vittoria del No con il 59%. Subito dopo la vittoria del No, il premier Matteo Renzi in Conferenza stampa a Palazzo Chigi a annunciato le sue dimissioni: "Questa riforma è stata quella che abbiamo portato al voto, non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi. Come era chiaro sin dall'inizio l'esperienza del mio governo finisce qui" ha annunciato. Il primo ad esultare è stato Matteo Salvini che chiede elezioni e dice di essere l'alternativa a Renzi.

Riforma Costituzionale 2016: pro e contro

Riforma Costituzionale 2016: pro e contro

Il 4 dicembre 2016 saremo chiamati a votare sulla Riforma Costituzionale 2016. E' chiamato referendum, ma non è previsto il quorum, quindi vincerà il Si o il No, a prescindere da quante persone andranno a votare. I punti fondamentali della Riforma sono contenuti nel ddl Boschi approvato il 12 aprile. La modifica più importante riguarda l'abolizione del bicameralismo perfetto: una riduzione dei poteri del Senato e del numero dei senatori, da 315 a 100 membri. Secondo la proposta questo snellirebbe il sistema legislativo e diminuirebbe il costo della politica. Prevede inoltre l'abolizione delle Province, del Cnel e l'introduzione dei referendum propositivi. Il Si è sostenuto dal Pd, mentre l'opposizione è schierata per il No.

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