Wedding planner truffa sposini: incassa 11mila euro ma non organizza nulla

Una 33enne è finita ai domiciliari, a Varese, per aver truffato una coppia di futuri sposi relativamente all'organizzazione del matrimonio, dalla cerimonia al ricevimento, al viaggio di nozze. Avrebbe incassato il denaro senza fare le dovute prenotazioni. Un incubo terminato con un fermo in flagranza di reato.

da , il

    Wedding planner truffa sposini: incassa 11mila euro ma non organizza nulla

    Il giorno più bello, trasformato in un incubo: a Varese, una wedding planner è stata arrestata per truffa ai danni di due futuri sposi. Avrebbe incassato un acconto di 11mila euro per organizzare il matrimonio, previsto per l’estate, delle cui prenotazioni (in chiesa e ristorante) non c’è neppure l’ombra. La donna, una 33enne, è finita ai domiciliari con l’accusa di truffa.

    Prenotazioni inesistenti: le prime segnalazioni

    A finire ai domiciliari per truffa, a Varese, è stata una donna di 33 anni, titolare di un’agenzia di viaggi. Secondo le ipotesi dell’accusa, avrebbe intascato i soldi per l’organizzazione delle nozze e della luna di miele senza concludere nulla.

    A una prima segnalazione da parte di una coppia, per un viaggio interamente pagato e mai prenotato dall’agenzia, ne sarebbero seguite, a cascata, molte altre.

    Questa la lampadina accesa sugli affari nebulosi di quell’attività, che da allora aveva il fiato della giustizia sul collo. Alcuni clienti avevano scoperto, a ridosso della partenza, l’inesistenza di prenotazioni a loro nome, malgrado avessero saldato per intero il conto in agenzia.

    Matrimonio in odore di truffa: il raggiro della wedding planner

    Il fermo è scattato in flagranza di reato. La 33enne è stata arrestata nell’atto di incassare la somma di 500 euro dalle mani delle vittime, una coppia di promessi sposi pronti al grande passo.

    Il denaro sarebbe servito, tecnicamente, come anticipo per l’acquisto di un pacchetto full optional che includeva l’organizzazione del matrimonio e il viaggio di nozze.

    I due fidanzati, in realtà, avrebbero già esborsato qualcosa come 11mila euro per la contestuale prenotazione di chiesa, fiori, ristorante e altre spese accessorie all’allestimento del ricevimento. Soldi che, secondo la tesi investigativa, la wedding planner avrebbe introitato senza portare a termine il lavoro.