Waterless beauty: aiutare la pelle e il pianeta con i cosmetici senza acqua

Il nuovo trend arriva dalla Corea e prevede prodotti concentrati ed etici: sono più efficaci e sono realizzati con un notevole risparmio di risorse

Il viso di una ragazza a mollo in una vasca da bagno circondata da fette di limone e arancia

Foto Unsplash | Noah Buscher

L’acqua è destinata a diventare un lusso: risparmiarla laddove possibile è diventata una priorità anche per il settore della cosmesi, dove sta prendendo sempre più piede il trend della waterless beauty.

In Corea è già dal 2015 che esistono prodotti cosmetici realizzati senz’acqua: un’innovazione rivoluzionaria, dato che qualsiasi prodotto che sia una crema, un siero o uno shampoo, nel suo inci ha al primo posto proprio l’acqua. Inizialmente ideati per proporre lussuose emulsioni concentrate dagli attivi più efficaci, si sono rivelati importanti anche da un punto di vista del risparmio delle risorse.

Waterless beauty: perché è etica

L’acqua aiuta a rendere più piacevoli le texture dei prodotti, diluendoli e ammorbidendoli. Ha però qualche piccola controindicazione: laddove c’è acqua, è più facile che prolifichino batteri, perciò dove è presente in grande quantità, il rischio è che il deperimento sia più rapido. Per contrastarlo, è necessario utilizzare conservanti, i quali però sono ancora oggetto di studio per i potenziali danni sull’organismo umano. Inoltre, l’acqua può avere inaspettatamente un effetto seccante su pelle e capelli: evaporando, dopo aver fatto reazione con gli altri ingredienti sintetici, potrebbe portare via con sé gli oli naturali che ricoprono tutto il nostro corpo.

In più c’è tutto l’aspetto ambientale: oltre al mastodontico quantitativo di acqua utilizzato per produrre gli ingredienti, questa è impiegata nei prodotti sostanzialmente per allungarli. Questo implica minor efficacia, maggior utilizzo di prodotto e quindi riacquisto a stretto giro. Si traduce in produzione di plastica per il packaging, trasporto e smaltimento di molti rifiuti.

Il settore della cosmetica non potrà mai essere totalmente privo di acqua, anche solo se si pensa alla coltivazione di piante e fiori da cui sono estratti i principi attivi, ma una riduzione su larga scala del suo impiego potrebbe essere un primo passo. Si stima che attualmente circa 2 miliardi di persone vivano in zone del pianeta dove reperire acqua potabile è un serio problema ed entro il 2050 potrebbe toccare la stessa sorte a due terzi del pianeta. Anche con la scelta dei cosmetici si può fare la differenza.

Come funziona

La waterless beauty comporta molti vantaggi da un punto di vista etico e di sostenibilità, ma da un punto di vista dell’efficacia? Il fatto che sia stata ideata in Corea è già una garanzia: in questo paese, la skin care è assolutamente all’avanguardia.

Sono nati diversi brand specifici, ma sempre più grandi marchi scelgono di far loro questo trend. Così facendo i prodotti sono molto più concentrati: significa che costano di più, ma ne serve decisamente meno, quindi durano più a lungo, complice anche una maggior durata data l’assenza di H2O.

Polveri, burri, emulsioni ma anche saponette e prodotti di make up che spesso sono abbinati a packaging sostenibili e a una produzione etica, funzionano eccome. Anzi, sono decisamente meglio dei cosmetici classici in termini di durata dei risultati: assolutamente da provare.

Parole di Alanews