Vogue in campo contro l’anoressia delle modelle

Contro l’anoressia, una piaga che colpisce soprattutto le giovanissime, scendono in campo il mondo della moda e la rivista Vogue, che lancia la campagna “The health Initiative”.

Pubblicato da Paola Perria Sabato 2 giugno 2012

Vogue in campo contro l’anoressia delle modelle

Contro l’anoressia il mondo della moda (finalmente) si mobilita concretamente, così Vogue, il fashion magazine più prestigioso del mondo, ha deciso di sostenere un’importante campagna di sensibilizzazione verso uno stile di vita più salutare anche per le modelle. E’ una splendida Isabella Rossellini, 60 anni di puro fascino ed eleganza, che campeggia sulla copertina del numero di giugno di Vogue Italia, e che con la sua bellezza senza età, valorizzata dallo scatto di Steven Meisel, incarna alla perfezione il concetto che la rivista intende far passare, ovvero che “healthy is beautiful”. Essere belle significa essere sane, innanzi tutto.

Basta con le top model macilente, pelle e ossa, rappresentazione di un modello estetico estremo, che della magrezza patologica aveva fatto la sua bandiera. Basta soprattutto con l’ideale unico di bellezza, perché le giovani donne e le adolescenti, capiscano che non esiste un solo modo per essere belle, ma che ognuna è bella a suo modo, purché gioiosa e in salute.

Vogue e “The Health Initiative” contro l’anoressia

L’iniziativa di Vogue “The health initiative” ha coinvolto tutte le edizioni del magazine a livello planetario, inoltre, per quanto riguarda l’Italia, proprio per il delicato messaggio di cui si fa latore, il numero di giugno con la bellissima Isabella Rossellini in copertina, verrà distribuito nelle scuole di moda e in selezionate farmacie di tutto il Paese. L’idea è proprio quella di associare il concetto di salute, di buona alimentazione e di bellezza, con il mondo della moda, affinché siano proprio le giovanissime, spesso vittime dei diktat estetici deviati, a recepire il messaggio.

Tutto è valido per combattere l’anoressia e i disturbi del comportamento alimentare, così diffusi soprattutto tra le teenagers che guardano al mondo effimero delle passerelle. Ma non basta un giornale, per quanto importante, a combattere una perniciosa tendenza ormai radicata. La lotta strategica contro l’anoressia dilagante nel mondo del fashion deve cominciare a monte, nel momento in cui gli stilisti selezionano le modelle per le loro sfilate.

Per questo motivo molte delle più importanti agenzie di moda, si sono impegnate a non scegliere ragazze palesemente sottopeso ed emaciate (come troppo spesso se ne sono viste anche ultimamente), così come non troppo giovani. Portando in passerella giovani donne in salute, con un corpo longilineo ma proporzionato, si spera di riuscire finalmente a sostituire il concetto che magrezza=bellezza, con un più etico e di buon senso salute=bellezza.

Vogue protegge la salute delle modelle

Franca Sozzani, Direttrice di Vogue Italia, nello sponsorizzare “The health Initiavive”, commenta: “Feeling good, ovvero stare bene, curarsi seguendo una corretta alimentazione e adottando uno stile di vita sportivo genera la vera bellezza. E bisogna agire per migliorarla, e per migliorarsi, senza fobie o estremismi, sino ad arrivare ad accettare i propri difetti”. Anche Isabella Rossellini scende in campo con un suo proprio messaggio a proposito del concetto di bellezza: “Questo mese compio sessant’anni, rincorrere una giovinezza perduta non è nelle mie corde. Faccio attenzione a quello che mangio ma sono anche dieci chili in più di quando facevo la modella, perché nel tempo il metabolismo cambia”.

E’ poi importante agire per tempo nel diffondere un modello di bellezza sano, ovvero presentarlo alle ragazzine proprio quando sono nell’età della crescita e la loro psiche, oltre al loro corpo, è particolarmente vulnerabile. Lo sostiene la ex top Carolyn Murphy, soprattutto pensando alla sua bimba che ha 11 anni. Insomma, tutto il mondo della moda finalmente in campo contro uno dei suoi grandi nemici “interni”, l’anoressia, una grave malattia che colpisce proprio laddove si dovrebbe trovare solo splendore, eleganza e bellezza. Un messaggio importante, che speriamo non si limiti alle parole e ai facili slogan.

Vogue, da sempre attenzione al tema dell’anoressia

Non è comunque la prima volta che Vogue si schiera apertamente contro l’anoressia dilagante nel mondo della moda. L’edizione inglese di Vogue ha siglato un accordo con Equity, il sindacato delle modelle nel Regno Unito: l’accordo ha portato alla realizzazione di un nuovo codice di condotta per le ragazze che lavorano nella moda per migliorare la loro vita e il loro benessere. Qualche esempio? Le ragazze grazie a questo “model code” sono obbligate a mangiare durante le sfilate, a effettuare pause quando sono stanche e a lavorare non più di un certo numero di ore.

Anche la direttrice Franca Sozzani aveva detto la sua durante la 15° edizione dell’Annual Public Forum, evento organizzato dall’Harris Center for Education and Advocacy in Eating Disorders e presentato dal Massachusetts General Hospital, insieme alla Medical School di Harvard. In quell’occasione la Sozzani aveva lanciato un appello per chiudere presto tutti i siti pro-ana: “Perché siamo tanto scandalizzati dai siti pedopornografici e non facciamo assolutamente nulla contro quelli che insegnano a farsi del male e a procurarsi dolore per allontanarsi forzatamente dal cibo, fino a lasciarsi morire? Non è un crimine anche questo? Non è anche questa una forma di abuso sui più deboli?”. Franca Sozzani nel suo discorso aveva anche ricordato le varie cause di origine mentale, sociale e famigliare che possono portare all’insorgenza dell’anoressia.

Già nel 2009, comunque, Vogue si era schierato contro le modelle troppo magre. La direttrice di Vogue Inghilterra, Alexandra Shulman, aveva mandato una lettera privata agli stilisti più importanti per convincerli a proporre abiti con taglie “normali”. La lettera è stata mandata ai maggiori stilisti del settore come Prada, Chanel, Dolce & Gabbana, Versace, John Galliano e Dior… doveva restare privata ma in qualche modo è arrivata al Times di Londra che l’ha pubblicata. La Shulman aveva anche ammesso che nella sua rivista sono costrette ad ingrassare le modelle con Photoshop, cioè riempire le guance, nascondere qualche osso troppo sporgente e dare un minimo tono muscolare a gambe e braccia.