Verona, risponde a un annuncio per babysitter: rapita e violentata da una coppia di coniugi

Notte da incubo per una studentessa, sequestrata e abusata dopo aver risposto all'offerta di lavoro pubblicata sui social. Marito e moglie, 30 e 28 anni, avrebbero studiato il piano nel dettaglio.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 16 gennaio 2019

Verona, risponde a un annuncio per babysitter: rapita e violentata da una coppia di coniugi
Foto: Pixabay

Storia di terrore e violenza a Verona, dove una studentessa è stata violentata da una coppia di coniugi dopo aver risposto a un annuncio per babysitter. La giovane è stata sequestrata e condotta in un casolare abbandonato, poi costretta a un rapporto orale dal marito della finta committente.

Sequestrata e violentata da una coppia

Quell’annuncio online come tanti, per la ricerca di una babysitter, celava una trappola da incubo. C’è finita dentro una studentessa di 20 anni, sequestrata e abusata da una coppia di coniugi che si era finta interessata ad affidarle il proprio figlio per qualche ora.

Tutto sarebbe iniziato quando la ragazza ha deciso di dare la sua disponibilità, lasciando ai committenti un recapito telefonico. Contattata dai due, avrebbe preso accordi per la sera stessa: avrebbe dovuto badare al bambino dalle 23.

È quella l’ora fissata per l’incontro con i coniugi a Porta Vescovo, che avrebbero dovuto portarla a casa loro per il lavoro pattuito. Ma quel tragitto si è trasformato in un percorso verso l’orrore.

La testimonianza della vittima

Secondo il racconto fatto dalla vittima alla polizia, ad attenderla, in auto, ci sarebbe stata solo la donna, una 28enne.

Pochi metri più avanti sarebbe salito anche il marito di quest’ultima, 30 anni,  anziché dirigersi verso il centro abitato il veicolo sarebbe stato condotto sino a una zona isolata, Poiano, dove insiste un casolare abbandonato.

È questo il teatro dell’abuso sessuale descritto dalla vittima. La donna avrebbe lasciato suo marito e la studentessa in quel luogo, per tornare a violenza consumata.

Sotto la minaccia di un taglierino, la 20enne sarebbe stata costretta a un rapporto orale, cui sarebbero seguite alcune foto di nudo da usare come strumento di ricatto per imporle il silenzio.

La ragazza, però, ha avuto la forza di memorizzare il numero di targa dell’auto, portando la polizia sulle tracce dei suoi aguzzini. Gli elementi in mano all’autorità giudiziaria sono confluiti in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per marito e moglie, accusati di violenza sessuale aggravata e sequestro di persona.