USA, lo straziante audio registrato in un centro immigrazione: le urla dei bambini strappati alle famiglie

Sotto accusa la politica del governo Trump: il resoconto del dramma diffuso da un attivista ha generato una forte ondata di indignazione in tutto il Paese. Minori separati dai genitori al confine con il Messico, in quella che ha tutti i contorni di una tragedia umana di immani proporzioni.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 19 giugno 2018

USA, lo straziante audio registrato in un centro immigrazione: le urla dei bambini strappati alle famiglie

Straziante audio registrato in un centro immigrazione statunitense, in cui si sentirebbero i bambini strappati alle famiglie urlare di disperazione e cercare i propri genitori. Sembra la macabra fotografia di un dramma umano che ha generato un terremoto di proteste e indignazione tra associazioni umanitarie e opinione pubblica. Sul banco degli imputati, il governo Trump e la gestione della crisi con il Messico.

Bambini strappati ai genitori al confine con il Messico

Un attivista per i diritti umani ha recentemente diffuso un audio che sostiene provenire da un centro immigrazione negli States.
Nel file si sente un bambino invocare disperatamente il papà, e quella che emerge è l’istantanea di una situazione che ha destato forte indignazione e una notevole recrudescenza delle correnti opposte alla politica di Donald Trump.
L’allontanamento dei bambini immigrati dalle famiglie di origine suona come un orrore anacronistico che, negli Stati Uniti culla di civiltà e progresso, è uno schiaffo morale alla tutela dell’infanzia.
Ne sono convinti quanti, in queste ore, hanno apertamente dichiarato guerra a un impianto gestionale che vedrebbe le famiglie di immigrati al centro di vere e proprie ondate di abusi.
L’agghiacciante audio è stato reso pubblico dall’organizzazione di giornalismo investigativo ProPublica e girato all’Associated Press.
A massimizzarne la diffusione, l’attivista per i diritti umani Jennifer Harbury, che ha tenuto strettamente riservata la localizzazione di quanto accaduto.

La reazione sullo scenario politico internazionale

A prendere posizione, su tutti, il governo francese di Emmanuel Macron. Il portavoce di governo, Benjamin Griveaux, ai microfoni di France 2 ha riferito di una situazione ormai insostenibile da punto di vista umanitario.
L’allontanamento forzato dei minori dalle rispettive famiglie, al confine con il Messico, ha tutta l’aria di una violenza consumata nell’indifferenza della politica statunitense, atto di forza che segna un solco profondo (e forse irreversibile) in seno all’Occidente.
Da una parte l’Europa, dall’altra gli USA, su un binario parallelo antitetico al modello di civiltà da sempre osannato e somministrato nelle comunicazioni di massa.
A contrastare fermamente quanto sta accadendo oltreoceano è anche Laura Boldrini, che via Twitter ha tuonato un pesante j’accuse che si riflette anche sull’attuale assetto di governo in Italia: “I sovranisti Trump e Salvini fanno a gara per vincere il primato della disumanità allo scopo di sviare l’opinione pubblica dalle inchieste scottanti che li riguardano. Che fine hanno fatto i 48 milioni della Lega?

Le reazioni interne all’opposizione USA

L’opposizione al governo del tycoon non ha tardato a far sentire la sua voce, forte di quanto pubblicato sui social dal deputato del Vermont, Peter Welch, ala democratica.
Recatosi in visita in uno dei centri per l’immigrazione tra Stati Uniti e Messico, vi avrebbe trovato delle vere e proprie prigioni colme di minori.
Welch descrive, senza mezzi termini, “bambini in gabbie chiuse con catene. Da soli. Non c’è un genitore qui. E’ una vergogna. Sono seduti su panchine metalliche, guardano fissi davanti rimanendo in silenzio“.