Uccise il ladro nella sua tabaccheria: la famiglia chiede il risarcimento

Ad attendere l'ex tabaccaio, vittima di una rapina finita nel sangue nel 2012, una causa civile inerente alla richiesta di risarcimento da parte dei parenti del malvivente moldavo.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 27 febbraio 2019

Uccise il ladro nella sua tabaccheria: la famiglia chiede il risarcimento
Foto: Ansa

Uccise un ladro all’interno della sua tabaccheria di Civè di Correzzola (Padova) e oggi, nonostante sia stato assolto in Cassazione, lo attende una causa civile sul risarcimento chiesto dalla famiglia del malvivente. La storia di Franco Birolo non può dirsi conclusa con la sentenza di assoluzione passata in giudicato.

La famiglia del ladro chiede i danni

Franco Birolo, ex tabaccaio di Civè di Correzzola che uccise un ladro nel suo negozio, è stato assolto in appello e Cassazione dall’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. In primo grado fu condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere (e a 325mila euro di risarcimento ai parenti della vittima), ma la notizia emersa poche ore fa è un’altra.

Oggi si trova in procinto di affrontare una causa civile inerente al risarcimento chiesto dalla famiglia del malvivente moldavo, Igor Ursu, che, nella notte tra il 25 e 26 aprile 2012 (dopo aver fatto irruzione nell’esercizio con alcuni complici), morì durante la rapina.

A rendere ammissibile l’atto di rivalsa è una norma applicata alla formula assolutoria: a Birolo è stata attribuita la legittima difesa putativa, che consente ai congiunti del defunto di procedere in sede civile per chiedere i danni. Questo nonostante il respingimento del risarcimento penale in Cassazione.