Ubriaco travolge una donna incinta e la uccide: non presta soccorso ma fa un video

Il conducente dell'auto che ha ucciso la madre 29enne è un campione mondiale della boxe. Si è difeso dall'accusa di omicidio colposo, sostenendo inutilmente la sua innocenza. Il marito della vittima ha assistito allo schianto mortale perché al telefono con la moglie.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 14 settembre 2018

Ubriaco travolge una donna incinta e la uccide: non presta soccorso ma fa un video

Un terribile incidente stradale sulle strade della California: una donna incinta è stata travolta e uccisa nella sua vettura dall’auto guidata da un pugile, che secondo le ricostruzioni era in stato di ebbrezza. Anziché soccorrere la vittima dopo lo schianto, l’uomo avrebbe iniziato a girare un video. Il marito della vittima ha sentito tutto tramite il telefono.

Uccide una donna e fa un video

Vittima dell’incidente una madre di tre figli e in attesa del quarto. La donna era al telefono con suo marito proprio al momento dell’impatto devastante. L’uomo ha sentito tutto, come ha scritto poche ore dopo la morte della moglie su Facebook.

Al volante del veicolo che si è schiantato su quello della donna un pugile, ubriaco, accusato ora di omicidio colposo.  Si tratta del campione mondiale in carica dei Super Bantamweight della Federazione mondiale di boxe.

Krystil Kincaid, 29enne originaria di San Jacinto, California, era all’ottavo mese di gravidanza. Guidava un furgoncino quando l’auto di grossa cilindrata di  Marcos Forestal è finita contro la sua, in un tremendo frontale che non le ha lasciato scampo.

L’ultimo ricordo del marito della 29enne è l’urlo straziante di quell’attimo, poi il nulla: “Ho sentito le persone che cercavano di tirarla fuori, ho sentito che c’era un incendio”.

Il pugile, 28 anni, è rimasto illeso e si sarebbe messo a girare un filmato in diretta sui social. Agghiacciante gesto accompagnato da una cronaca: “Ragazzi, mi è apparsa una macchina davanti e guardate cos’è successo alla mia Bmw”. Questo mentre la 29enne era agonizzante, intrappolata nell’abitacolo della vettura trasformata in un inferno claustrofobico di lamiere e sangue.

La difesa del pugile

Il pugile si sarebbe difeso sostenendo la sua innocenza rispetto al reato di omicidio colposo di cui è accusato. Ad aggravare la sua posizione ci sono la guida in stato di ebbrezza e l’eccesso di velocità.

Si trova in carcere, con cauzione fissata a 75mila dollari. La sua versione dei fatti contrasterebbe platealmente con la dinamica del sinistro mortale ricostruita dagli inquirenti.

Nel terribile impatto, la donna è rimasta bloccata nell’abitacolo accartocciato poi aggredito da un incendio. Sul posto i Vigili del fuoco che l’hanno estratta dalle lamiere in condizioni disperate. Per lei più nulla da fare, è morta con il suo bambino.

Pochi giorni fa la morte di un’altra mamma, scesa dall’auto in autostrada per salvare le figlie dopo un incidente, poi travolta e uccisa davanti ai loro occhi.